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sabato 23 novembre 2013

Petizione al Presidente del Parlamento Europeo No alla Discarica di Bracciano Cupinoro

Petizione al Presidente del Parlamento Europeo


 FALCOGNANA - CUPINORO: MANCANZA DI REQUISITI PREVISTI DALLE DIRETTIVE COMUNITARIE IN MATERIA DI RIFIUTI

Visti:

l’Art. 201 del Regolamento de Parlamento europeo;
l’Art. 227 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea;

Premesso che:
la Commissione europea più volte si è espressa a favore del superamento della logica emergenziale e contro la realizzazione di discariche temporanee e provvisorie;
in vista della chiusura di Malagrotta, le autorità competenti hanno individuato nel tempo differenti siti provvisori, tutti non adeguati e non dotati delle autorizzazioni necessarie (Tivoli, Pian dell´Olmo, Monti dell´Ortaccio, Falcognana ed ora Cupinoro);
relativamente a Falcognana, si sono registrate numerose proteste da parte dei comitati di zona e dei cittadini contro l´ampliamento del relativo sito; le autorità locali hanno individuato l´ennesima soluzione provvisoria nella discarica di Cupinoro (sita nel Comune di Bracciano al confine con il Comune di Cervetri);
fin dal giugno 2012 la Commissione europea ha emanato un “parere motivato” nel quale chiedeva alle Autorità italiane di mettere in regola le discariche nel Lazio;
Considerato che:
dopo le riserve formulate relativamente alla discarica di Falcognana, il Commissario straordinario italiano per l’emergenza rifiuti ha disposto il conferimento di ulteriori 20.000 tonnellate di rifiuti urbani provenienti da Roma, Fiumicino, Ciampino, Città del Vaticano presso la discarica di Cupinoro (Bracciano) fino al 31 dicembre 2013 , oltre ai rifiuti già conferiti in discarica da 27 Comuni limitrofi;
la Regione Lazio, su richiesta della Bracciano Ambiente S.p.A., società in house del Comune di Bracciano, avrebbe intenzione di autorizzare l’aumento della volumetria della discarica in questione di altri 450mila metri cubi; la stessa discarica di Cupinoro doveva essere dismessa nel 2011 ed è pertanto attualmente aperta in regime di “prorogatio”;
i comitati di quartiere e la popolazione residente hanno espresso forti preoccupazioni per la viabilità pubblica e la salute, dal momento che a valle della discarica (a circa 1 km) sono presenti i pozzi dell'acquedotto comunale “Spanora Casalone” di proprietà del Comune di Cerveteri che risulterebbero in parte già compromessi;
su alcuni terreni, inoltre, gravano usi civici e altri sono qualificati come “zone protezione speciale (ZPS)”;
relativamente a Cupinoro, ad oggi non risulterebbero ancora richieste le autorizzazioni relative ai codici CER, ovvero i codici che definiscono la tipologia di rifiuti che deve essere conferita in discarica;
non risulterebbero, inoltre, neanche le garanzie fornite dalla Regione Lazio nell'ambito del procedimento d'infrazione 2011/4021 volto a garantire che le Autorità locali italiane approntino sufficienti capacità per trattare tutti i rifiuti smaltiti nelle discariche della Regione stessa;
in data 23 settembre 2013 il Consiglio regionale del Lazio si è espresso contro la delocalizzazione dei rifiuti di Roma fuori dai confini territoriali di Roma Capitale stessa;
In data 15 ottobre 2013 i dipendenti della Bracciano Ambiente S.p.A., nell’ambito del Consiglio comunale, hanno espresso tutte le loro perplessità dovute al dissesto finanziario.

Si chiede al Presidente del Parlamento europeo:

1. perchè non sia stata attivata un´adeguata informazione e consultazione dei cittadini e della popolazione cosi´ come previsto dalla Direttiva VIA;
2. perchè la Regione Lazio ha autorizzato l´ennesima discarica provvisoria che cosi´ rischia di diventare parzialmente sostitutiva della discarica di Malagrotta;
3. di verificare se è stata correttamente esperita la procedura di valutazione d’impatto ambientale preventiva e se esistono o meno le condizioni previste dalla Direttiva 2011/92/CE;
4. di verificare se per l´ampliamento della discarica di Cupinoro siano state correttamente esperite le previsioni contenute nella Direttiva VIA;
5. di verificare se siano state prese adeguatamente in considerazione da parte delle Autorità italiane le disposizioni contenute nelle direttive 1999/31/CE e 2008/98/CE; nella decisione Ue del Consiglio 2003/33 che stabilisce criteri e procedure per l’ammissione dei rifiuti nelle discariche ed, infine, nel Regolamento Ue 1013/2006 relativo alle spedizioni dei rifiuti;



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