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mercoledì 5 novembre 2014

L'Ospedale di Bracciano non può esser Declassato

Ospedale Padre Pio di Bracciano
                           

La declassazione dell’Ospedale "Padre Pio" di Bracciano non è comprensibile né giustificabile, né sotto l’aspetto funzionale né sotto il profilo economico. L’Ospedale svolge un ruolo fondamentale nella gestione della salute del territorio, assistendo una popolazione di circa centomila abitanti. Inoltre, la sua particolare situazione logistica lo rende punto centrale dell’assistenza ai pazienti in condizioni di emergenza: basti pensare alla pericolosità delle vie di comunicazione locali e al notevole incremento di potenziali degenti e assistiti durante il periodo estivo, per rendersi conto della necessità di una tempestiva assistenza intensiva finanche di tipo rianimatorio, anche nei casi per i quali si riconosca l’esigenza di un trasferimento a un superiore livello assistenziale.

La Regione Lazio è sottoposta a commissariamento dal 2007. Ciò in ragione dei disavanzi sanitari accumulati, in particolar modo nell'ultimo quindicennio. Solo nel 2006 il disavanzo sanitario ha raggiunto la cifra 1.971 milioni di euro (quasi 2 miliardi di euro) quanto stabilito dal decreto dal n. 80 del 30 settembre 2010, recante "Riorganizzazione della rete ospedaliera della regione Lazio", il programma operativo 2013 - 2015 stabilisce la riconversione, tra gli altri, di alcuni nosocomi della provincia di Roma. Tale riconversione, motivata da esigenze, finalizzate all'ottimizzazione dell'intera offerta sanitaria regionale nonché da necessità di razionalizzazione della spesa sanitaria, incontra il serio rischio di operare una vera mancanza di un equo criterio distributivo, soprattutto in campo sociale, economico e finanziario, quando non una seria inadeguatezza, dell'offerta di prestazioni e servizi sanitari, con specifico riferimento al programma operativo 2013 - 2015, in particolare in merito alle strutture ospedaliere di Bracciano (ospedale "Padre Pio") afferente alla ASL Roma F. La riorganizzazione della rete ospedaliera esporrebbe i numerosi comuni aventi questa struttura ospedaliera di riferimento, al rischio di un vuoto assistenziale che, ove si realizzasse, pregiudicherebbe gravemente il diritto alla salute, riconosciuto e garantito dall'art. 32 della Costituzione. Una simile riorganizzazione produrrebbe una grave e ingiustificata carenza assistenziale, soprattutto per quanto riguarda l'offerta ospedaliera legata ai sevizi di emergenza e urgenza, a nord ovest della provincia di Romana. Che mantiene un Bacino di utenti locali, di circa 140,000 persone. Ma come da sentenza del Consiglio di Stato n. 0342/2012, sarebbe difficoltoso raggiungere altre mete diverse dall'attuale. Causa impercorribilità urbanistica e ambientali.

Fra l'altro, l’esigenza di un pronto intervento in loco in alcune particolari situazioni è giustificata dalle stesse parole del documento “Quintavalle”, che riconosce in quarantacinque minuti il tempo massimo di percorrenza verso un altro presidio ospedaliero; e che perciò giustifica la presenza di un modulo di emergenza, che a Bracciano non è contemplato. Tutto ciò nonostante che, sempre nell'ex decreto Polverini, i tempi di percorrenza verso Civitavecchia, il sant’Andrea di Roma e Civita Castellana (ASL di Viterbo) siano rispettivamente di quarantacinque, quarantadue e addirittura cinquantacinque minuti (!!), e perciò praticamente sul filo del rasoio.

Se le negative conseguenze assistenziali del declassamento dell’ospedale di Bracciano sono evidenti, meno evidenti, anche perché saggiamente omessi, sono gli eventuali benefici economici derivanti da tale decisione, che oltretutto rischia di avere pesanti ripercussioni anche sotto il profilo occupazionale e professionale. Sospettiamo che la montagna partorirà il solito topolino e, come già successo per le auto blu e per l’abolizione delle Province, i ventilati risparmi si ridurranno a pochi spiccioli, facendo invece pagare ai cittadini e agli operatori sanitari le colpe di una situazione economica le cui cause e le cui responsabilità vanno ricercate altrove - invece che risolte penalizzando, come al solito, la provincia in nome di un centralismo poco democratico.

Per questi motivi ci batteremo sia in sede tecnica sia politica, affinché l’ospedale di Bracciano sia mantenuto a un livello operativo tale da garantire un adeguato livello assistenziale. Occorre organizzare e riqualificare i servizi socio-sanitari, per offrire le giuste tutele in termini di tempestività e sicurezza, soprattutto nella capacità di trattare le emergenze e nella risposta sul territorio dove si vive l’effettivo bisogno di salute, in particolare nelle condizioni di cronicità e fragilità. Tutto ciò potrà essere realizzato solo se si analizza la realtà nella quale si vuole intervenire, si garantisce la contemporaneità delle riconversioni e del potenziamento dell’assistenza territoriale, e si coinvolge nel processo la cittadinanza e le organizzazione civiche e di pazienti.

Siamo indignati e NON CI STIAMO perché i nostri denari devono essere gestiti con oculatezza ed utilizzati per il nostro territorio.
 La nostra contrarietà  è espressa  prima di tutto  per il metodo che sta utilizzando la giunta Zingaretti. La legge dice che concorrono alla programmazione degli interventi locali, gli Enti Locali, i  Comuni  insieme alla Direzione Aziendale che riferisce e sottopone a controllo il proprio operato attraverso la CONFERENZA DEI SINDACI.
L'esigenza dell'analisi dei bisogni del territorio e la corresponsabilità  degli Enti Locali per un  PIANO LOCALE  è imprescindibile, lo prevede la Legge, risponde alla garanzie di trasparenza, partecipazione e legalità promesse in campagna elettorale dallo staff Zingaretti.



Interrogazione Regione Lazio da : Cittadini di Bracciano in Movimento


Al Presidente della Regione Lazio On. Nicola Zingaretti
e il Presidente del Consiglio On Daniele Leodori

Oggetto: declassazione dell’Ospedale "Padre Pio" di Bracciano

premesso che:
• la regione Lazio ha siglato stilato un Piano di rientro (Pdr) in data 28 febbraio 2007, approvato con decreto della giunta regionale n. 149/2007.
• A conclusione del primo triennio di attività finalizzate alla riorganizzazione del Servizio sanitario regionale (SSR), la regione ha formalizzato il prosieguo del Pdr con il programma operativo per gli anni 2010-2012.
• Nel successivo programma operativo 2013 – 2015, di cui al decreto del commissario ad Acta 480 del 6 dicembre 2013, presentato ai Ministeri della salute e dell'economia in data 21 marzo 2014, sono previsti una serie di interventi che interessano:
a) le cure primarie e la rete territoriale; b) la riorganizzazione dell'offerta assistenziale; c) l'efficientamento della gestione; d) i flussi informativi; e) interventi operativi di gestione;
• da quanto sopra, si evince che la regione Lazio è sottoposta a commissariamento dal 2007, in ragione di disavanzi sanitari accumulati, in particolar modo, nell'ultimo quindicennio. Si pensi che soltanto nel 2006 il disavanzo sanitario ha raggiunto la cifra di 1.971 milioni di euro (quasi due miliardi di euro);
f) interventi per il governo del programma operativo;
• il modello sanitario previsto definito nel con il decreto del commissario ad Acta 80 del 2010, tenendo conto del fatto che le strutture che insistono in aree complesse e disagiate, non possono essere carenti di quei servizi necessari a garantire la sicurezza dei cittadini, e la piena attuazione del diritto costituzionale alla salute (quali ad esempio quelli relativi alla permanenza di un pronto soccorso con una dotazione di posti letto e prestazioni sanitarie adeguati).
• se da un lato il rapporto di posti letto per numero di abitanti, stabilito dalle legge in 3,7 posti letto per 1.000 abitanti, soprattutto nei territori della provincia di Roma, è notevolmente al di sotto dello standard, dall'altro, in riferimento ad alcune aziende ospedaliere di Roma, è di molto superiore (alcune aziende ospedaliere hanno un rapporto che oscilla tra i 4,5 e i 6 posti letto per 1.000 abitanti); Ritenuto:
 Quale grado di coinvolgimento ha operato nei confronti della politica regionale, locale e aziendale (considerati i proclami elettorali di chi gestisce in atto attualmente la regione Lazio).
 Che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività (Art. 32 Cost.);  Che la Regione deve, pertanto, garantire il diritto alla salute in quanto diritto costituzionalmente tutelato; Tutto ciò premesso, considerato e ritenuto si interrogano le SS.VV. per sapere:  Quale attività questa Regione ha posto in essere in materia di sanità;  Quali incontri ha programmato per dare la dovuta risposta ai nostri concittadini in termini di tutela della salute; Si chiede risposta scritta e orale.
Si chiede altresì che si fornisca eventuale documentazione ufficiale intercorsa tra la ASL RMF e gli Enti preposti.

Cittadini di Bracciano in Movimento




Nel link c'è l'intero decreto e questa è la parte che riguarda Bracciano:

"La struttura della ASL Roma F di Bracciano: http://www.quotidianosanita.it/allegati/create_pdf.php?all=7903452.pdf



La nuova amministrazione cittadina non guarda però solo alla sanità del proprio territorio. La Conferenza dei Sindaci si è appositamente tenuta (per la prima volta) non a Civitavecchia ma nel cuore del distretto F4, a Formello, per favorire l’ampia partecipazione dei comuni più distanti dal nostro. Nella giornata di domani il Sindaco Antonio Cozzolino ha infine già in programma di incontrare il Presidente Zingaretti, per affrontare questi ed altri temi non solo con la prospettiva della nostra città, ma anche e soprattutto come Sindaco del Comune capofila della ASL”.

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