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sabato 19 novembre 2016

Bracciano - Marco Tellaroli e Alessandro Persiano: “La vera storia della Bracciano Ambiente la vogliono far comparire distorta”

Intervento dei consiglieri comunali Marco Tellaroli e Alessandro Persiano: sul punto 2 dell’ordine del giorno Consiglio comunale del 16.11.2016 “Atto di indirizzo del Consiglio Comunale al Socio Unico della Bracciano Ambiente Spa in merito ad iniziative volte alla tutela della società partecipata ed in via indiretta del Comune di Bracciano”


La vera storia Economica della Bracciano Ambiente è questa:

La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti



PRESIDENTE. Mi scusi, è una condanna in primo grado o definitiva quella del pagamento di 900.000 euro ?
  GIOSUÈ COLELLA, Comandante provinciale della Guardia di Finanza di Viterbo. In primo grado, presidente. Sulla base di questa vertenza, l'attività svolta dalla compagnia della Guardia di finanza di Civita Castellana è attualmente al vaglio della magistratura contabile. Riguarda, sostanzialmente, due fattispecie. La prima è l'utilizzo del fondo cosiddetto post mortem, che descrivo brevemente. Quelli post mortem sono fondi costituiti per sostenere gli oneri futuri necessari per il ripristino, la riconversione e la riqualificazione delle aree interessate dalla discarica, e comprendono anche i costi per la gestione post-operativa dell'impianto. In sintesi, quando la discarica non viene più utilizzata per lo smaltimento dei rifiuti, ha inizio la gestione post-operativa, detta anche gestione post mortem. In questa fase il gestore della discarica svolge le attività necessarie per mantenere i requisiti di sicurezza ambientale, come richiesto dalla normativa vigente, il decreto legislativo n. 36 del 2003, ovvero il mantenimento in efficienza delle reti e delle apparecchiature degli impianti e dei presidi, i controlli per garantire la sicurezza dell'impianto nel suo complesso, il monitoraggio e la sorveglianza degli aspetti ambientali correlati all'impianto. 
  Il decreto legislativo richiamato impone, quindi, obbligatoriamente, di accantonare una quota parte dei ricavi di gestione in un fondo per il ripristino ambientale e per la gestione trentennale post-esercizio. A tal fine, la tariffa applicata per i conferimenti in discarica è comprensiva di una quota che va ad alimentare il fondo di accantonamento, che vede quindi pagato, in via definitiva, tale fondo da chi conferisce nella discarica. Gli accertamenti esperiti hanno consentito di evidenziare che all'atto della chiusura della discarica, verificatasi in data 31 gennaio 2014, la disponibilità finanziaria del fondo post mortem era la seguente: totale accantonamenti per il periodo 2005-2013, 14,5 milioni circa; disponibilità al 5 marzo 2014, 1.797.000 euro circa, quindi con una differenza in negativo di circa 12 milioni 795.000 euro. L'utilizzo della quasi totalità del fondo per scopi diversi è stato motivato dalla perdurante carenza di liquidità in cui versava la società sin dalla data di costituzione, determinata in primo luogo da una sottoscrizione con il socio unico, il comune di Bracciano, come già detto all'inizio, di una serie di contratti per servizi con corrispettivi nettamente inferiori rispetto ai costi sostenuti; in secondo luogo, dal sostenimento di ingenti costi di gestione collegati al mantenimento e alla manutenzione dell'intero sito, dalla cui volumetria totale, pari a circa 2 milioni 600.000 metri cubi, già i due terzi, pari a circa 1,8 milioni di metri cubi, dall'anno 2004 erano occupati per conferimenti effettuati durante la precedente gestione. In sostanza, la Bracciano Ambiente Spa, all'atto Pag. 7 dell'assunzione della gestione del sito di Cupinoro, si è assunta la cura e la manutenzione di un'area precedentemente gestita dalla Sel, Servizi ecologici laziali, società consortile a responsabilità limitata, già satura per i suoi due terzi. Ciò ha comportato che, alla data del 31 gennaio 2014, per un totale complessivo di rifiuti conferiti in discarica pari a circa 2 milioni 400.000 metri cubi, la società ha percepito ricavi per i conferimenti pari solo a 825.900 metri cubi circa, quindi, un terzo. Di contro, essa ha dovuto contestualmente provvedere alla messa in sicurezza, manutenzione e smaltimento del percolato dell'intera area. In sostanza, la società ha garantito la gestione della discarica sostenendone, in luogo del precedente gestore, il 100 per cento dei relativi costi di post-gestione, ma con ricavi generati da meno di un terzo dell'area. Inoltre, per i lotti del sito di propria competenza, quindi quelli autorizzati dalla Regione Lazio, per un terzo, con decreto AIA n. 46 del 2007, modificato nel 2008, la Bracciano Ambiente Spa ha regolarmente prestato le garanzie finanziarie a favore dell'ente regionale per la fase operativa e il costo operativo della discarica. La quantificazione degli importi a garanzia è stata determinata sulla base delle volumetrie della discarica ancora disponibili al tempo della stipula delle polizze medesime. Il sistematico ricorrere a detti fondi è stato oggetto di segnalazione da parte nostra alla magistratura contabile in relazione all'eventuale danno patrimoniale. Le condotte descritte sono state comunicate per le valutazioni di competenza anche all'autorità giudiziaria ordinaria e alla procura della Repubblica presso il tribunale di Civitavecchia, che ha aperto un procedimento penale, n. 4036 del 2004, allo stato ancora pendente. Per tali fattispecie i soggetti coinvolti sono il consiglio d'amministrazione e il collegio sindacale della Bracciano Ambiente Spa. Altra fattispecie di questa vertenza riguarda il mancato versamento dei tributi spettanti alla regione Lazio, l'ecotassa. A decorrere dal 1o gennaio 1996 è stato istituito il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi. Tralascio i riferimenti normativi. Soggetto passivo dell'imposta è il gestore dell'impresa di stoccaggio, con obbligo di rivalsa nei confronti di colui che effettua il conferimento. Il tributo deve essere pagato alle regioni entro il mese successivo alla scadenza del trimestre solare in cui sono state effettuate le operazioni di deposito, ed è determinato sulla base del quantitativo espresso in chilogrammi per rifiuti conferiti. Dall'attività di indagine svolta è emerso che la Bracciano Ambiente Spa ha un debito contabile verso la Regione Lazio, per il periodo 2004-2013, pari a 17.833.767 euro. Tale debito è stato pagato per 7.371.368 euro, con un saldo contabile a debito di 10 milioni 462.000 euro ancora da pagare. Per il recupero del debito spettante, la Regione Lazio, direzione regionale programmazione economica e bilancio demanio e patrimonio, ha emesso entro i termini di prescrizione previsti appositi atti di accertamento e contestuale erogazione di sanzioni. Tali condotte sono state comunicate per le valutazioni di competenza all'autorità giudiziaria ordinaria presso la procura della Repubblica di Civitavecchia. Tale comunicazione è confluita nello stesso procedimento prima citato, allo stato ancora in corso. Tali condotte sono altresì al vaglio attualmente della magistratura contabile. Anche in questo caso i soggetti coinvolti sono i componenti del consiglio d'amministrazione e il collegio sindacale della Bracciano Ambiente Spa. Infine, abbiamo la quarta vertenza, n. 944 del 2015, anche questa attualmente ancora al vaglio della magistratura contabile. Gli accertamenti hanno evidenziato un importante decremento del patrimonio netto della Bracciano Ambiente Spa, che ha comportato una conseguente considerevole diminuzione del valore della partecipazione sociale del socio unico nella partecipata per un 1.271.409 euro. Tale decremento è stato rilevato dall'esame dei bilanci della società, che evidenziano al 31 dicembre 2011 una partecipazione sociale con un valore di 3,2 milioni di euro, che invece al 31 dicembre 2012, dopo un anno, viene ridotta a 1,9 milioni. Questo disvalore è Pag. 8pari a circa 1,2 milioni di euro. Anche quest'evidenza veniva sottoposta al vaglio della magistratura contabile e veniva sottoposta, quindi, al vaglio la condotta del sindaco del comune di Bracciano nella sua qualità di rappresentante legale del socio unico, cioè del comune, della partecipata Bracciano Ambiente Spa. Sostanzialmente, la condotta sottoposta al vaglio riguarda la mancata attivazione delle necessarie azioni per la tutela del patrimonio sociale e l'aver trascurato la vigilanza sull'amministrazione dei beni comunali, consentendo in tal modo il dissipamento delle partecipazioni sociali nella partecipata. Fondamentalmente, queste sono le attività svolte dalla compagnia della Guardia di finanza di Civita Castellana nei confronti della Bracciano Ambiente Spa e, di conseguenza, del comune di Bracciano. Come detto, le prime due vertenze hanno avuto una definizione con atto di citazione e con una sentenza, che deposito agli atti. Le ultime due sono al vaglio della magistratura contabile.
  PRESIDENTE. La prima vertenza inizia nel 2007: nel 2015 gli amministratori sono sempre gli stessi ? Il sindaco è sempre lo stesso per quello che vi risulta ?
  GIOSUÈ COLELLA, Comandante provinciale della Guardia di finanza di Viterbo. Non so risponderle su chi sono le persone, se cioè siano le stesse o altre. Penso che siano cambiate perché il periodo è abbastanza lungo.
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Con Assemblea Ordinaria del 04 Agosto 2016 l’avvocato Silvia Fiori è stata nominata Amministratore Unico della Bracciano Ambiente Spa.
La Bracciano Ambiente abbandona il settore rifiuti
Nei primi di ottobre 2016 è stata fatta un’assemblea della Bracciano Ambiente.
le novità che l’avvocato Silvia Fiori vuole portare nella missione aziendale della società del comune di Bracciano, è l'abbandono del trattamento dei rifiuti e di Cupinoro, per rilanciarla in altre attività e servizi.
Ma non mancano le questioni da chiudere prima di poter fare questo passaggio.
Sono infatti molti i conti aperti tra il Comune e la partecipata.
Innanzitutto la società ha intenzione di avviare un controllo degli introiti del 2015, verificando residui da versare da parte del Comune di Bracciano, e questi potrebbero non corrispondere con i reali impegni messi a Bilancio dall'ente. Il rischio è quello di avere inserito nel bilancio societario incassi per i quali il Comune di Bracciano potrebbe non avere adeguati impegni di spesa.
L’altra vicenda annosa da chiudere è quella emersa nei giorni scorsi relativa ai contributi dei lavoratori, che non sarebbero stati pagati per una cifra superiore ai 248mila euro.
Per questo ed altri fatti, l’assemblea ordinaria dei soci ha deciso «di promuovere senza indugio l’azione di responsabilità nei confronti dell’organo amministrativo e di controllo della società in carica fino al 04/08/2016». Questa decisione sarebbe  da ricondurre al ritardo con cui l’organo di controllo ha fatto emergere il mancato pagamento dei contributi.
Nel frattempo l’assemblea ha preso atto che la società non è più in grado di far fronte alle spese di gestione della discarica di Cupinoro.
Questo a causa della cessazione dell'attività di conferimento dei rifiuti, risalente al 30 gennaio 2014.
Dal primo febbraio 2014, infatti, la gestione della discarica avrebbe dovuto essere finanziata con il fondo post portem, accantonato negli anni come quota parte dell’introito dei rifiuti conferiti. Questo fondo che sarebbe dovuto ammontare a circa 20 milioni di euro, sarebbe di fatto inesistente.
Sul conto corrente post mortem presso la BNL di Roma, infatti, risulterebbero presenti solo 148.936,19 euro di cui 145mila già vincolati e quindi inutilizzabili.
se questo risponde a verità, la società disporrebbe quindi di soli 3.000 euro circa di liquidità per la gestione dell’impianto per i prossimi anni.
Il presidente dell’assemblea avrebbe quindi proposto di contrattualizzare il servizio di gestione e manutenzione del sito il località Cupinoro.
Per garantire un futuro alla Bracciano Ambiente è però necessario riuscire a superare la situazione di stallo con i creditori.
Della questione se ne sarebbe dovuto parlare a metà settembre, ma la questione è stata poi rinbviata in virtù della richiesta del cambio del piano concordatario con il tribunale fallimentare di Civitavecchia.
L’assemblea ha annunciato che «è stato elaborato un nuovo piano di sviluppo del sito industriale su cui insiste la discarica di Cupinoro e i relativi impianti».
La Bracciano Ambiente quindi abbandonerà il settore dei rifiuti per «perseguire nuove redditività ecosostenibili».
La società quindi procederà «all’analisi della fattibilità tecnica e del ritorno economico degli interventi che hanno lo scopo di addivenire alla rinaturalizzazione del sito in località Cupinoro  (...) compatibilmente con il nuovo piano di sviluppo che permetterà di disporre di risorse economiche da attività ecocompatibili per la promozione e l’incremento del valore ecologico di porzioni del territorio come misura compensativa al disagio costituito dalla discarica».
Queste attività, negli intenti della Bracciano Ambiente, dovrebbero consentire di creare nuove opportunità di lavoro, potenzialmente indotte dalle attività sviluppate.
Il nuovo piano industriale è già stato trasmesso al comune  di Bracciano, ed è stato portato in discussione nella seduta del 24 Ottobre 2016, che aveva al punto n. 6 dell'Ordine del Giorno la voce: "INDIRIZZI IN MERITO AL PIANO DI SVILUPPO SOSTENIBILE DELLA DISCARICA PRESENTATA DALLA SOCIETA' BRACCIANO AMBIENTE S.P.A.";
Il piano di cui sopra doveva infatti essere preventivamente discusso in sede di Consiglio Comunale per l'approvazione, per poter poi essere depositato presso il Tribunale di Civitavecchia sez. Fallimentare (in base al procedimento per la revoca all'ammissione al concordato ai sensi dell'art.173 1.f).
Durante la seduta consiliare testé citata erano presenti l'Amministratore Unico della Bracciano Ambiente S.p.A., Avv. Silvia Fiori, ed il Dott. Spadoni, Direttore Tecnico del sito di Cupinoro i quali, a fronte delle richieste di chiarimenti dei Consiglieri Comunali relativamente al piano di sviluppo, hanno dato le dovute risposte.
Ma dopo ampia discussione sul punto in oggetto (quasi due ore), il Sindaco Armando Tondinelli portava all'attenzione del Consiglio un proprio emendamento (benché pervenuto oltre la data di convocazione e pubblicazione della convocazione; ma transeat), avente per oggetto la "Deliberazione della Deputazione Agraria Atto n.44 del 21/10/2016 protocollo 37635".
Nell’emendamento di cui sopra, viene citata la Deliberazione della Deputazione Agraria di cui sopra. Nel "Preso atto" dell'emendamento portato in Consiglio, il testo citato è difforme rispetto a quello presente nell'originale: poiché leggiamo che [i rapporti tra, n.d.r.] “devono essere risolti giusta la comunicazione dell’Amministrazione della Bracciano Ambiente stessa del 09/05/2014 prot. n.157 con ogni conseguenza di legge per a mancata riconsegna delle aree”, mentre nell’Atto n.44 del 21/10/2016 protocollo 37635 dell’Università Agraria, troviamo che “.... i rapporti con la Bracciano ambiente devono intendersi risolti giusta la comunicazione dell’Amministratore della Bracciano Ambiente stessa del 09/05/2014 prot. n. 157 con ogni conseguenza di legge in ordine alla mancata riconsegna delle aree”.
Nella frase originale i rapporti devono “intendersi” risolti, nella seconda frase citata (modificata) devono “essererisolti, così come nell'originale si legge “Amministratore”, mentre nell'emendamento si riporta “Amministrazione” e infine, sempre nell'originale, troviamo “in ordine alla”, mentre nel testo riportato nell’emendamento leggiamo “per”.
Tale difformità del testo produce, a nostro avviso, una frase ambigua e diversa dall’originale. E proprio questo è stato il punto cardine da cui ha avuto origine la decisione della maggioranza consiliare [cit.] "Di rinviare a successiva seduta la valutazione del piano...",  poiché non era in quel momento in grado [cit.] ".... di poter esprimere parere definitivo sulla validità del piano",  almeno fino a quando non fosse stata preliminarmente (punto 1) [cit.] "... dimostrata la validità del contratto per le aree di proprietà dell'Università Agraria in concessione alla Bracciano ambiente".
A conferma del fatto che la difformità del testo rispetto all'originale abbia influenzato la decisione finale, a nostro avviso, si evince anche dalla relazione redatta dall'Amministratore Unico appena 24 ore dopo la chiusura della seduta del consiglio comunale del 24 Ottobre, ed inviata anche a: Procura di Civitavecchia, Corte dei Conti, Guardia di Finanza e Tribunale Fallimentare (Prot. A.U. N. 28, del 25 ottobre 2016; Comune di Bracciano Prot. n. 38180 del 26-10-2016).
In detta relazione l’Avv. Fiori, basandosi sul testo originale della deliberazione della deputazione Agraria del 21/10/2016, giunge infatti a conclusione diametralmente opposta, rispetto alle ipotesi prospettate nell’emendamento “depositato, durante la seduta del Consiglio Comunale di Bracciano del 24 ottobre 2016”
sempre partendo dal presupposto di cui poc'anzi, nell’emendamento presentato, nel “Tenuto Conto”, viene citata per contro, anche l’Università Agraria.
Infatti nel testo leggiamo:
che, per contro, sebbene a conoscenza sia della presentazione del precedente piano concordatario del giugno 2015, sia della circostanza che risultava essere creditrice per somme ingenti della Bracciano Ambiente per come evidenziato nella stessa delibera 44/2016, non aveva denunciato, per quello che è dato conoscere, al Tribunale Fallimentare, nel al Comune di Bracciano, né tantomeno aveva segnalato tale preclusione all’Amministrazione comunale;
che l’accertamento dei fatti e la valenza giuridica della asserita risoluzione contrattuale rappresenta dalla nota del 09 maggio 2014, anche attraverso la richiesta di un parere legale, appare inconciliabile con la data dell’udienza fissata innanzi al Giudice della Sezione Fallimentare del Tribunale di Civitavecchia per il giorno 26 p.v., data nella quale dovranno essere presentate dalla Bracciano Ambiente S.p.a le modifiche al piano concordatario;
che è interesse primario del Consiglio Comunale evitare ulteriori danni erariali derivanti da abusi e comportamenti posti in essere in danno al Comune di Bracciano e della sua partecipata in house Bracciano Ambiente;
che è altresì interesse del Consiglio Comunale accertare la verità e proseguire i responsabili di eventuali condotte illecite, illegittime o foriere di danno erariale.”

Va inoltre osservato che, un altro atto fondamentale su cui è stata assunta la decisione di rinvio della valutazione del piano, è una nota del 09 maggio 2014 dell'ex AU . Marcello Marchesi, (protocollo AU n.18 del 9 maggio 2014). Ma trattasi di una nota indirizzata al locatore, Università Agraria, “proprietaria di terreni e aree dove è ubicata la discarica di Cupinoro” e per conoscenza al Sindaco del Comune di Bracciano, ed è relativa alla richiesta di “procedere congiuntamente alla determinazione dell’indennizzo” in luogo del canone, come espressamente previsto dall’Art. 5 della Convenzione.
Senza contare che, in merito al “contratto di concessione del 21 aprile 2010, registrato il 26 aprile 2010 con n. 3336, serie 3, Ufficio Entrate Roma 3”, in merito alla durata della concessione, l’Art. 4 recita “ La durata  della concessione, in considerazione dell’attività esercitata dalla parte concessionaria e dell'interesse pubblico perseguito, viene stabilita con riferimento al permanere in capo alla Bracciano Ambiente S.p.A. delle autorizzazioni, anche se rilasciate successivamente alla stipulazione del presente contratto, in relazione alla gestione della discarica, al ciclo di lavorazione dei rifiuti e a tutti gli impianti ad essa annessi e connessi”. Sempre nel contesto del citato Art. 4 viene altresì stabilito che “... le parti si danno reciprocamente atto che fino a quando permarrà in capo alla concessionaria anche una sola autorizzazione, relativa ad opere e/o impianti ubicati nell’area oggetto di concessione, il contratto sarà efficace tra le parti”.
Inoltre, nell’Art. 3 del “contratto di concessione” di cui sopra, relativamente all’utilizzazione dei terreni, è previsto che, “… la società concessionaria, previo rilascio delle relative autorizzazioni e/o concessioni da parte degli organi competenti, avrà titolo e diritto di effettuare sui fondi oggetto del presente contratto ogni opera, manufatto, pertinenza, ufficio, magazzino, area tecnica, impianto, sia esso strettamente connesso all’attività di smaltimento rifiuti, sia esso ritenuto opportuno per il proseguimento dei propri scopi sociali, con espresso ma non esclusivo riferimento alla produzione di energia da fonti alternative, quale l'installazione di pannelli e impianti destinati alla produzione di energia da biomasse o fotovoltaico, o quant’altro che sia ritenuto utile al conseguimento dei propri fini o ad una più razionale e proficua utilizzazione del fondo, senza che il concedente possa vantare alcun diritto, fatto salvo lo ius (tollendi o retinendi) alla cessazione del contratto,….”.

Per queste ragioni come gruppo consigliare del Movimento 5 Stelle, esprimiamo il nostro voto contrario al punto 2 dell’ordine del giorno e chiediamo che tale intervento e la documentazione richiamata vengano allegate alla deliberazione di consiglio comunale.






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