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sabato 21 gennaio 2017

Grazie ai volontari di Bracciano

In questo periodo di grande crisi, non solo economica ma anche di sicurezza, la nuova Amministrazione di Bracciano delude la cittadinanza anche nel comparto sicurezza, oltre che in quello dell'ordinaria amministrazione. Un amministratore in grave crisi economica dovrebbe cercare di puntare di più sul sociale e sulla sicurezza del proprio paese, invece di continuare a fare tagli inutili, soprattutto quando il buco economico che si trova a gestire è talmente grande che non basterebbero dieci-quindici anni per risanarlo. Secondo il mio avviso, bisognerebbe scommettere tanto sui cittadini di Bracciano, perché sono gli unici angeli che possono dare un minimo di respiro al nostro splendido paese, puntando molto sulla formazione e la professionalità delle associazioni di volontariato, come il gruppo comunale di Protezione civile, la Polizia Locale, i volontari delle pulizie, piccoli commercianti autonomi e l’Associazione commercianti.
Nell’ambito dell’organizzazione della Protezione Civile assumono rilievo strategico le strutture degli enti locali territoriali, primo fra questi il Comune. Il Sindaco è l’autorità responsabile della gestione dei soccorsi sul territorio di propria giurisdizione in caso di emergenza. In tale contesto sono essenziali la competenza e l’adeguata formazione sia degli operatori comunali sia di quelli del volontariato, nonché l’educazione della popolazione e la tempestiva informazione.
Il Volontariato di Protezione civile, divenuto negli ultimi anni un fenomeno nazionale che ha assunto caratteri di partecipazione e di organizzazione particolarmente significativi, è nato sotto la spinta delle grandi emergenze verificatesi in Italia. Il ruolo insostituibile assunto oggi dal volontariato di Protezione civile, nel suo ruolo di primo custode di ciascun territorio e forza civile di tutela e protezione di ciascuna comunità, merita sia un pieno riconoscimento, sia un crescente sostegno pubblico per le dotazioni di mezzi, materiali, attrezzature, formazione, preparazione e aggiornamento, tanto necessarie per l'ottimale uso delle energie che vengono offerte in aiuto della collettività.
Il Gruppo Protezione Civile Comunale non è potuto intervenire negli ultimi eventi nelle zone colpite dal terremoto a causa della crisi economica che l’Amministrazione Tondinelli ha anteposto; il risultato è stato che singoli cittadini di Bracciano, appartenenti alla Protezione Civile, in piena autonomia e volontariato si sono dovuti adoperare per portare il proprio aiuto alle popolazioni in difficoltà, andando contro la burocrazia, l'ignavia e la trascuratezza, e contro l'amministrazione che li rappresenta, prendendo accordi direttamente con le autorità locali; tutto ciò con il supporto economico di singoli cittadini e dell’Associazione Commercianti.
Ragazzi, siete veramente un orgoglio.
(Alcune foto dei cittadini che sono partiti da Bracciano, tratte dai social network.)










Ci sono eroi e antieroi. Gli eroi sono quelli che si mettono a disposizione, a volte rischiando la propria incolumità, per salvare la vita degli altri, per aiutare il prossimo. Essere uomini significa sacrificarsi per la salvezza di altri uomini: perciò mi sento di dire grazie a tutti gli uomini dell'Arma che ci stanno proteggendo e soccorrendo in questi giorni disastrosi, grazie ai volontari, angeli senza alcun lucro, grazie alla protezione civile, ai soccorritori o a chi semplicemente non perde le speranze.
GRAZIE A CHI PROTEGGE LA VITA!

venerdì 13 gennaio 2017

Sentenza shock a Bracciano

sindaci ed amministratori lacustri chiamati a risarcire oltre 3 milioni di euro alla Bracciano Ambiente


L’ex sindaco Giuliano Sala dovrà risarcire al comune 631.158,00 euro, stessa cifra toccherà a Signore Roberto, Silla Marinella, Di Matteo Luigi. A pagare saranno anche ex amministratori di Anguillara Sabazia tra cui Pizzagallo Antonio (21.726,28 euro) e Pizzorno Francesco (27.210,69 euro). 
Ma l’elenco dei risarcimenti è lungo e non si limita ai nomi sopra citati:
PAOLESSI Stefano dovrà al comune 21.726,28 euro, Rovelli Matteo 48.936,97, Mazzei Francesco 52.482,29 euro, Morellini Anna Maria €. 32.378,98, Morelli Giuliano 5.047,84 euro, Maia Vincenzo 47.434,45 euro, Mancini Marcello €.5.985,36, Cancellieri Marcello €.7.163,77, Dutto Lucia 20.617,41 euro,  Bucci Piera 7.625,49 euro, Persiani Iride 20.617,41, Amoroso Walter 20.617,41 euro, Casagrande Valter 17.344,06 euro, Di Franco Francesco 17.344,06 euro, Gagliardi Davide 17.344,06 euro, De Santis Enzo 5.217,65 euro, Bordi Barbara 5.217,65 euro, Placidi Marco 5.217,65 euro.
E’ andata bene a Bruni Bruno (sindaco di Manziana) e Stefani Basilio Rocco che sono stati prosciolti dall’addebito contestato per assenza di danno. Saranno comunque chiamati a rifonde le spese legali quantificate in €. 1000,00 cadauno.
-----------Dal 2004 in poi il Comune di Bracciano risulta aver stipulato a favore della sua partecipata una serie di contratti di rilevante importo, rinnovati alle singole scadenze con delibere della Giunta comunale sino al 30 aprile 2013….
Ebbene tutti questi contratti hanno dato vita ad impegni di spesa che il Comune di Bracciano risulta aver onorato in modo del tutto occasionale, anche perché, come è possibile leggere in varie missive che il Direttore generale della Bracciano Ambiente ha inviato agli organi comunali competenti, i compensi contrattualmente indicati erano già di per sé fissati
unilateralmente dal Comune in misura lungamente inferiore ai costi dei servizi offerti.
In sostanza, dal 2004 al 2011, per tutti i servizi suindicati richiesti dal Comune di Bracciano alla sua partecipata risultano non onorati debiti pari a complessivi €. 2.772.073,68, somma che ha aumentato l’esposizione della Bracciano Ambiente s.p.a. già gravata dai crediti prima indicati relativi alla utilizzazione della discarica di Cupinoro da parte degli enti pubblici locali coinvolti.------------Le condotte descritte sono state comunicate per le valutazioni di competenza anche all'autorità giudiziaria ordinaria e alla procura della Repubblica presso il tribunale di Civitavecchia, che ha aperto un procedimento penale, n. 4036 del 2004, allo stato ancora pendente----------
Come abbiamo sempre sostenuto la storia della Bracciano Ambiente va letta nel suo complesso, dalla sua nascita fino alla sentenza che ne ha decretato la sua morte. Da tutti i milioni di Euro che mancavano dal fondo post mortem a tutti i debiti accumulati nel corso della sua esistenza (dal 2004 al 2013 ben 10 milioni e 462 mila Euro). Responsabilità che si distribuiscono su un arco temporale molto lungo e su tanti attori diversi, come già detto all’epoca dal Comandante della Guardia di Finanza Giosuè Colella in commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.
Non abbiamo mai negato le responsabilità di nessuno, senza fare sconti e senza omettere nulla. Trasparenza, chiarezza e fatti… Niente di più.
Per quanto riguarda la conclusione della vicenda, abbiamo già espresso le nostre idee e le nostre perplessità su come è stata gestita la fase conclusiva della procedura concordataria.
Ai posteri l’ardua sentenza.
Che dire ....VERGOGNA.






                              

giovedì 5 gennaio 2017

Mafia Capitale non finisce mai. Anzi, cresce e si estende.

Mafia Capitale non finisce mai. Anzi, cresce e si estende. Come una piovra allunga i tentacoli sulla città di Roma, e su tutto il territorio della Provincia. 


Ecco contro chi devono combattere l'Amministrazioni locali e l'Amministrazione di Roma. Mafia Capitale non è quella che vi raccontano, anzi, la MAFIA ROMANA è ancora più forte di prima. 

Il gruppo criminale Casamonica, non si ferma a Roma, ma c'è anche in Provincia, come a Bracciano:Tra le principali consorterie criminali autoctone attive sul territorioromano si rileva la famiglia dei Casamonica, un gruppo di originenomade da decenni stanziale nella Capitale. “I Casamonica vengono deportati a Roma durante il fascismo - ha spiegato il magistrato Guglielmo Muntoni. Si tratta di un fenomeno criminale complesso, composto da diverse famiglie: Casamonica, Di Silvio, Di Guglielmo, Di Rocco e Spada, Spinelli, tutte strettamente connesse fra loro sulla base di rapporti fra capostipiti, a loro volta sposati con appartenenti alle varie famiglie. Complessivamente parliamo di un migliaio di persone operanti illegalmente a Roma” «Una delle caratteristiche dei Casamonica -spiegano i magistrati della Dna - è che quasi tutti i matrimoni avvengono all’interno del clan, determinando vincoli di parentela che accomunano,in linea materna o paterna, la quasi totalità dei nuclei familiari rendendo anche complessa l’identificazione dei singoli soggetti a cui vengono attribuiti nominativi sempre ricorrenti» 170 . Queste famiglie operano principalmente nella periferia sud di Roma (Tuscolana, Anagnina, Tor Bella Monaca e altre aree meridionali della città) ma sono presenti anche nella zona della Borghesiana, nonché località dei Castelli Romani, a Ciampino, Albano, Marino e Bracciano.

Se qualcuno pensa che Mafia Capitale finisca con la cronaca dell’arresto di CarminatiBuzzi e soci si sbaglia di grosso.
Secondo l’ultimo rapporto 2016 dell’Osservatorio tecnico-scientifico per la sicurezza e la legalità
Roma è governata da 76 clan mafiosi, che si spartiscono il territorio in maniera scientifica.”

Dal rapporto 2016, realizzato in collaborazione con l’Associazione Libera, si evince che:
“Si tratta perlopiù di “famiglie”, cosche e clan, nonché consorterie autoctone, che hanno operato e operano in associazione fra loro commettendo reati aggravati dal metodo mafioso e con la finalità di agevolare l’organizzazione criminale di cui fanno parte.
Sulla Capitale e nel territorio della provincia di Roma, incidono circa 76 clan, 23 invece sono le organizzazioni dedite al narcotraffico, nei diversi quartieri che compongono il territorio capitolino.”
E pensare che l’Osservatorio che ha redatto il rapporto è stato costituito con decreto del Presidente della Regione Lazio il 24 luglio 2013. Quando il Sindaco di Roma era Alemanno, il politico più in vista di una città segnata dal sole delle Mafie.

MAFIA CAPITALE, ROMA (E LO STATO) SOTTO SCACCO

Il degrado, la lentezza nei lavori, gli sprechi, la disoccupazione alle stelle: sono tutti fattori che dipendono da Mafia Capitale.
L’economia legale viene soggiogata dall’economia mafiosa e lo Stato non ha i mezzi (o non vuole averli) per contrastare lo strapotere dei clan.
Basti pensare che, come rivela il Rapporto 2016:
“Nel periodo dal 1996 al febbraio 2001, vi sono state complessive 37 richieste di misure di prevenzione patrimoniale. Ne sono state accolte 18 e respinte 5. Le rimanenti sono tuttora pendenti dopo l’emissione del provvedimento di sequestro.
La linea di tendenza delle richieste è crescente ed altrettanto quella dei provvedimenti di accoglimento.
Nel periodo considerato sono stati gestiti e amministrati beni e patrimoni per centinaia di miliardi. Sono stati, inoltre, definiti procedimenti relativi a notevoli consistenze e a “personaggi eccellenti”, come: Aldo De Benedettis, Enrico Nicoletti e Manlio Vitale (nel 1996); Marcello Speranza, Angelo Coarelli e Matilde Ciarlante (nel 1998); Andrea Belardinucci, Mauro Di Giandomenico, Antonio Nicoletti, Alessandro Battistini, Luigi De Giorni, Angelo Angeletti, Ciro Maresca, Voiko Misanovic, Fausto Pellegrinetti, Franco Gambacurta (nel 2000); Daniela Scalambra e Primo Ferrareso (nel 2001).”
Nonostante la linea di tendenza al sequestro patrimoniale dei beni mafiosi sia crescente parliamo di numeri ancora troppo bassi:37 richieste a fronte di 76 clan.

IL MONDO DI MEZZO

La descrizione più lucida di quel che è diventata Roma la fornisce il procuratore generale presso la corte d’Appello di Roma, Giovanni Salvi:
“L’associazione di stampo mafioso emersa nelle indagini denominate “Mondo di Mezzo” presenta caratteristiche proprie, solo in parte assimilabili a quelle delle mafie tradizionali e agli altri modelli di organizzazione di stampo mafioso fin qui conosciuti.
La forza d’intimidazione del vincolo associativo e le conseguenti condizioni di assoggettamento e di omertà sono infatti generate dal combinarsi di fattori criminali, istituzionali, storici e culturali che delineano un profilo del tutto originale e originario.
Originale perché l’organizzazione criminale presenta caratteri suoi propri, in nulla assimilabili a quelli di altre consorterie note; originario perché la sua genesi è propriamente romana, nelle sue specificità criminali e istituzionali.
Questo gruppo criminale costituisce il punto d’arrivo di organizzazioni che hanno preso le mosse dall’eversione di estrema destra, anche nei suoi collegamenti con apparati istituzionali, che evolse, in alcune sue componenti, nel fenomeno criminale della Banda della Magliana. La memoria ci porta ad antiche vicende, senza il cui ricordo quelle di oggi non si comprendono.”

 Come cambia la spesa delle amministrazioni locali? Aumenta e i settori chiave sono immobiliare, rifiuti, farmaci e appalti.
La corruzione elegante e gentile che non si vede, ma si sente nelle tasche dei cittadini.

PER SCARICARE IL RAPPORTO 2016 INTEGRALE IN PDF CLICCA QU
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venerdì 23 dicembre 2016

Facciamo informazione sulla storia della Bracciano Ambiente S.p.A.


Uno dei punti all’o.d.g. era la “Mozione su azione di responsabilità nei confronti dell’ex Amministratore Unico della Bracciano Ambiente, Avv. Silvia Fiori”, a prima firma del Consigliere Claudio Gentili.
Su questo punto, alcune precisazioni vanno fatte.
Come chiaramente esplicitato nella mozione della quale siamo co-firmatari, con questo atto era nostra intenzione chiedere al Consiglio di valutare e responsabilizzare una sua diretta dipendenza. Perché a seguito del fallimento Della Bracciano Ambiente S.p.A., analizzando i fatti, e gli atti in nostro possesso, riteniamo che potrebbero configurarsi profili di responsabilità nei confronti dell’ormai ex Amministratore Unico.
Per quanto riguarda l’Avv. Fiori, e la sua nomina ad A.U., non abbiamo nulla da eccepire tanto più che, in occasione della votazione del regolamento che prevedeva di attribuire il diritto di nomina al Sindaco, votammo a favore.
E votammo all’epoca a favore con convinzione, perché ritenevamo sussistessero validi motivi:
In primo luogo, perché pensavamo fosse giusto che il responsabile ultimo di un’azienda, che versava in così gravi difficoltà, scegliesse una persona di sua fiducia per amministrarla.
In secondo luogo, perché il risultato finale di una votazione in Consiglio per la nomina in questione, partendo dal presupposto di una maggioranza solida quale finora si è dimostrata quella attuale, non avrebbe cambiato il risultato, ma avrebbe soltanto allungato i tempi.
In terzo luogo, perché non abbiamo mai nutrito alcun pregiudizio nei confronti dell’Amministrazione in carica: partiamo dal presupposto che, se qualcosa è necessaria, e condivisibile, non si vota per convenienza politica, ma perchè quella cosa serve e va a beneficio della collettività.
Ed infine perché, quando fummo chiamati a decidere sul regolamento, la situazione della ormai fallita partecipata comunale vedeva un A. U. dimissionario, una istanza di fallimento pendente ed una procedura di concordato in piena corsa. Tutti elementi che, a nostro giudizio, giustificavano il conferimento al Sindaco di uno strumento che consentisse di comprimere al massimo i tempi di azione e di reazione.
Detto questo, torniamo alla seduta del 23 Dicembre, ed all’obiezione che è stata sollevata nei nostri confronti dal Sindaco.
Ci riferiamo al nostro voto contrario, dato il 16 Novembre, ad un atto di indirizzo per il Socio unico della Bracciano Ambiente SpA. Con questo provvedimento si chiedeva al Sindaco, di dare incarico al nuovo A.U., di redigere una relazione, per valutare se esistevano gli estremi per promuovere una azione di responsabilità nei confronti dell’ex Amministratore Unico, Avv. Marcello Marchesi.
Nonostante già durante la seduta del 16 Novembre siano state spiegate chiaramente le motivazioni del nostro voto contrario a tale provvedimento, vogliamo brevemente riassumerle, perchè sembra chiaro che siano state volutamente ignorate o travisate.
In quell’occasione votammo contrario per una serie di validi motivi:
Perché ci sembrava assurdo che, con un’azienda in piena procedura fallimentare ed un termine ultimo fissato all’11 Novembre per la presentazione delle memorie, e nonostante fosse chiaro già dal 26 Ottobre, che le motivazioni che avevano portato al rinvio della valutazione del nuovo piano di risanamento ad una successiva seduta, erano infondate, nulla fosse stato fatto, in questo pur ampio lasso di tempo, per far riunire di nuovo il Consiglio, affinché deliberasse in merito. Salvo poi farlo riunire in seduta straordinaria per deliberare una azione nei confronti della ex amministrazione.
Perchè una risoluzione in merito alla possibile assoggettabilità dell’ex A.U. della Bracciano Ambiente, Avv. Marcello Marchesi, ad una azione di responsabilità era già stata deliberata dal CDA della Bracciano Ambiente.
Perché nella proposta di deliberazione, non si parlava di una valutazione dell’intera vicenda Bracciano Ambiente, ma solo dei fatti che arrivavano fino al 4 agosto 2016, ovvero fino alla nomina del nuovo Amministratore Unico. Cosa a nostro avviso puramente strumentale.
Perchè viste tutte le indagini ed i procedimenti aperti, sia dalla magistratura ordinaria che da quella contabile, viste le prerogative del socio unico, vista la sua posizione gerarchicamente sovraordinata rispetto ad un organo di Sua nomina (l’A.U.), visti gli intenti ripetutamente dichiarati dal Sindaco, fin dall’inizio della campagna elettorale, di procedere in tal senso,  era nostra convinzione che chiedere al Consiglio di votare un simile atto di indirizzo fosse atto ridondante ed inutile. Un simile provvedimento sarebbe stato a nostro avviso indispensabile, solo di fronte alla totale mancanza di volontà di procedere in tal senso…. E non avrebbe dovuto esser questa la situazione.
Queste furono le motivazioni del nostro voto contrario, e nessun’altra.

Aggiungendo la nostra firma alla mozione presentata il 23 Dicembre, e proprio in virtù della fiducia che accordammo all’epoca in ordine al potere di nomina, fiducia concessa nonostante non fosse necessaria per l’approvazione del provvedimento, era nostra intenzione chiedere a questa Amministrazione di dimostrare di averla meritata.
Intendevamo verificare se questa Amministrazione avrebbe avuto il coraggio di valutare e, se necessario, di censurare e sanzionare l’operato di un Amministratore da essa stessa nominato, senza fare sconti a nessuno.
In ogni seduta del Consiglio il Sindaco ricorda e sottolinea sempre tre punti cardine:
  • che è sempre pronto ad assumersi le sue responsabilità;
  • che non si fanno sconti a nessuno, e chi sbaglia deve pagare;  
  • che il controllo, da qualunque parte esso provenga è sempre il benvenuto.
E la mozione presentata, a nostro avviso, chiedeva proprio questo: di tenere fede a questi tre punti cardine.
Con essa si chiedeva all’Amministrazione in carica di dimostrare che la fiducia, che tanti cittadini gli hanno accordato, si basa su fatti, e non su dichiarazioni…. senza sconti per nessuno, senza adottare due pesi e due misure.
E riteniamo di avere ancor più diritto di fare questa richiesta, proprio in virtù della fiducia accordata all’epoca che testimonia, a nostro avviso senza ombra di dubbio, la totale assenza di pregiudizio nei confronti di chicchessia.
Un altro punto che non possiamo ignorare sono le affermazioni, gratuite ed infamanti, fatte dal Sindaco durante la seduta del 23 Dicembre.
Affermare che i consiglieri compiano atti “capziosi”, con l’unico fine di “coprire persone indagate per associazione a delinquere”, costituisce a nostro avviso fatto gravissimo. Un’accusa diffamatoria, senza alcun fondamento logico, non supportata da alcuna evidenza e rivolta proprio contro chi, da sempre, si è battuto affinché fosse fatta luce su tutta la storia della Bracciano Ambiente S.p.A…. Senza fare sconti a nessuno.

Gruppo Consiliare M5S Bracciano




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