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lunedì 19 settembre 2022

Elezioni. Parliamo anche di mafia

L'ex procuratore Cafiero de Raho, candidato del M5S, si presenta a Ferrara

di Lucia Bianchini
 

È arrivato per sottolineare la grande importanza che il Movimento 5 Stelle dà alla lotta alle mafie nel suo programma elettorale l’ex procuratore antimafia Federico Cafiero de Raho, che ha incontrato i cittadini all’hotel Astra insieme ai candidati ferraresi e ravennati del Movimento.

Come ha raccontato Cafiero de Raho, “quando sono stato invitato da Conte a candidarmi la mia immediata adesione è dipesa dal fatto che il Movimento è l’unica formazione politica che mette al centro del programma la lotta alle mafie, alla corruzione e all’evasione, che ha compreso meglio di altri come le mafie ostacolino lo sviluppo sociale, economico e politico del paese. Credo sia noto a tutti e che sia facile capire che le mafie entrano nei territori, riescono a investire in società che sono apparentemente come le altre, ma si avvalgono di miliardi di euro arrivati da traffici illeciti”.

L’ex procuratore ha quindi spiegato come le infiltrazioni di società mafiose possano minare in tessuto economico di un territorio, e che il codice per gli appalti pubblici sia “per tanti versi inutile a fermarle”, poiché queste aziende mafiose lo rispettano, ma hanno, rispetto alle attività oneste, una capacità economica straordinariamente più alta, “derivata da traffici illeciti”.

Le aziende mafiose forniscono poi ‘servizi’ a quelle oneste, “ad esempio fatture false, che rendono conveniente avere rapporti con loro, ma anche impossibile per l’imprenditore che ha accettato il loro aiuto negargli qualcosa”.

“Quando arrivano società mafiose – ribadisce il candidato – quelle sane, non legate a loro, difficilmente sopravvivono, non si può resistere alla presenza di imprese mafiose, e lo stato deve capirlo. Ho accettato la candidatura perché proseguirò quello che ho sempre fatto, con ruolo e compiti diversi, perché conoscere come si muovono le mafie è fondamentale, va fatto capire alla politica tutta come contrastarle”.

Gli altri punti del programma del Movimento 5 Stelle toccati da Cafiero de Raho sono: la difesa dei diritti, le sollecitazioni all’impresa per maggiore sviluppo economico, nuove forme di digitalizzazione e comunicazione, maggior attenzione per i giovani avvocati, con equo compenso e concorsi, oltre ad una magistratura e anche una stampa libera.

Sui diritti in particolare afferma: “Quando si parla di diritti sembra che siano astratti, ma il diritto è l’unica concretezza che dà alla persona umana il senso di una vita solidale e di sviluppo, è il fondamento della nostra persona e della vita in comune. Il nostro Paese si fonda sui principi dell’art 3, non si può vederla diversamente. L’art 10 poi prevede che anche chi non fa parte del Paese in esso venga accolto quando nel paese di origine vi è una violazione di diritti. Le problematiche vanno valutate con sensibilità e prudenza, qualità che il Movimento ha, come l’uguaglianza di diritti riconosciuta anche a chi è qui da molti anni, ha studiato qui e si sente italiano”.

“Se ci sono persone che soffrono vanno aiutate – prosegue -. Il reddito di cittadinanza è stato importante per questo, vi erano persone che prima di averlo non potevano mettere il piatto in tavola. Penso che il Movimento abbia una grande capacità: individuare esattamente le problematiche e pensare a soluzioni percorribili, ma soprattutto capire i problemi fondamentali e affrontarli”

“Se un giudice è sottoposto alla politica, o questa può fare il bello e il cattivo tempo, si perde democrazia” ha sottolineato Vittorio Ferraresi, portavoce alla Camera ed ex sottosegretario alla Giustizia.

“Il parlamento deve intervenire, dopo la sentenza della Corte Costituzionale ci deve essere una nuova disposizione che puntelli la parte che la Corte ha fatto cadere – spiega Cafiero de Raho -. Si trattava semplicemente di dire che i mafiosi potranno godere di benefici e permessi quando dimostreranno di aver interrotto stabilmente i loro rapporti con i contesti mafiosi di appartenenza, in particolar modo i boss. Su questo, che sembra ovvio, ci si è arenati, vi è stato un rifiuto implicito. È una legge che c’è dal 1992, che aveva superato i vagli della Corte in molte occasioni, e che un anno e mezzo fa è stata ritenuta non conforme”.

Fonte: https://www.estense.com/?p=982892



Il PM Nino Di Matteo esprime la sua opinione in merito alla candidatura di Schifani CDX alla Presidenza della Regione Siciliana

 

Il PM Nino Di Matteo ha espresso la sua opinione in merito alla candidatura di Schifani alla Presidenza della Regione Siciliana

🙏🏼 Votando questa gente si annulla il sacrificio, anche con la vita, dei Siciliani che hanno combattuto per liberare la Sicilia dalla piaga Mafiosa

☝️ Ricordatevi che una Sicilia senza Mafia è una Sicilia ricca, e questo la Mafia farà di tutto per evitarlo.

🗳️ Siciliani vutamu cu lu ciriveddu sta vota


La situazione è più grave di 30 anni fa. Da cittadino sono preoccupato e vorrei che il nostro Paese recuperasse la capacità di indignarsi di fronte a queste situazioni”. Lo ha detto il consigliere del Csm Nino Di Matteo nel corso di un dibattito a Milano rispondendo alla domanda sulla candidatura di Renato Schifani alla presidenza della Regione siciliana. “Il nostro Paese ha fatto dei grandi passi indietro – ha aggiunto l’ex pm di Caltanissetta e Palermo – oggi è considerato normale il fatto che venga candidato un esponente politico che, stando alle parole di chi ha archiviato il procedimento, ha comunque avuto rapporti significativi con esponenti mafiosi di livello”.

Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/09/17/di-matteo-schifani-candidare-un-politico-che-ha-avuto-legami-coi-mafiosi-e-diventato-normale-situazione-piu-grave-di-30-anni-fa/6807055/

Elezioni, Scarpinato replica a Renzi: “Vengo diffamato da un portavoce prezzolato d’interessi di potenze straniere”


Elezioni, Scarpinato replica a Renzi: “Vengo diffamato da un portavoce prezzolato d’interessi di potenze straniere”
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L'ex procuratore generale di Palermo, ora candidato con il M5s, replica agli attacchi del leader d'Italia viva: "Ha sferrato un attacco nei miei confronti replicando insinuazioni calunniose e prive di alcun fondamento di Luca Palamara, ex magistrato radiato dall’ordine giudiziario per indegnità e rinviato a giudizio per gravi reati"

Matteo Renzi? “Gli italiani hanno imparato a conoscerlo come portavoce prezzolato di interessi di potenze straniere, nemico dell’assetto della Costituzione e promotore di leggi dichiarate incostituzionali che hanno contribuito a svuotare i diritti dei lavoratori e ad impoverirli”. Parola di Roberto Scarpinato, che così replica agli attacchi ricevuti dal leader d’Italia viva.


Domenica, infatti, Renzi era arrivato a Palermo e aveva deciso di attaccare frontalmente l’ex procuratore generale di Palermo, candidato dal Movimento 5 stelle al Senato. “Io – aveva detto – quando penso a Roberto Scarpinato penso alle pagine di Luca Palamara. Il sistema Montante, le raccomandazioni. Noi non prendiamo lezioni di antimafia da chi come Roberto Scarpinato ci cela il suo rapporto con Montante e siamo costretti a leggerlo sul libro di Palamara”. Il riferimento di Renzi era ad alcuni passaggi del libro Lobby e Logge, il saggio-intervista di Alessandro Sallusti e dell’ex pm al centro dell’inchiesta che ha terremotato il mondo della magistratura. “Se legge il suo curriculum completerà l’elenco delle medaglie, ma non troverà l’intima amicizia con Antonello Montante, il quale annotava i favori anche molto personali che gli venivano richiesti, come del resto anche quelli provenienti dagli altri magistrati da lei citati”, sostiene Palamara riferendosi a Scarpinato. Montante è l’ex presidente di Confindustria Sicilia, considerato da tutti un paladino dell’antimafia prima di finire arrestato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e accesso abusivo al sistema informatico: reati per i quali è stato condannato a 8 anni in Appello. Per molti anni Montante è stato considerato un personaggio al di sopra di ogni sospetto dai massimi vertici istituzionali: in rete si trovano ancora foto con l’allora capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Dopo l’arresto dell’ex presidente degli industriali siciliani i suoi rapporti con Scarpinato – ma anche con altri magistrati antimafia – finirono al centro di un’indagine della procura di Catania (competente sui magistrati di Caltanissetta, dove all’epoca Scarpinato era procuratore generale): un fascicolo che venne archiviato.

“A pochi giorni dalle elezioni politiche nazionali del 25 settembre, Renzi che sino ad oggi non si era mai occupato della mia persona, ha sferrato un attacco nei miei confronti replicando insinuazioni calunniose e prive di alcun fondamento di Luca Palamara, ex magistrato radiato dall’ordine giudiziario per indegnità e rinviato a giudizio per gravi reati”, scrive dunque oggi in una nota Scarpinato, per replicare al leader d’Italia viva. “Renzi – continua il candidato del M5s – è evidentemente preoccupato della costante crescita di consensi del Movimento Cinque Stelle per il quale sono candidato come senatore, attestata anche dalla straordinaria affluenza ed accoglienza popolare nelle piazze nelle quali proprio in questi giorni, parlando insieme al Presidente Conte, ho stigmatizzato il ritorno in campo come protagonisti della vita politica di personaggi già condannati per collusione con la mafia, e ho denunciato il pericolo che i fondi del PNRR finiscano nel buco nero della corruzione, dello sperpero clientelare e di accordi spartitori tra cordate di potere e gruppi di interesse. Temi questi per i quali Renzi non mostra alcuna sensibilità, essendo piuttosto interessato a riforme finalizzate a condizionare l’indipendenza della magistratura e a ridurre il controllo di legalità sul mondo dei potenti”. All’ex procuratore generale di Palermo non provoca “nessuna meraviglia che Renzi non esiti a fare ricorso per biechi calcoli elettoralistici a tali squallidi metodi diffamatori nei confronti di chi ritiene essere temibile antagonista politico per la credibilità personale conquistata in decenni di attività al servizio dello Stato sul fronte del contrasto alla criminalità mafiosa ed ai suoi potenti complici nel mondo dei colletti bianchi”. Poi Scarpinato ha aggiunto: “Non è un caso che la reputazione e credibilità di Renzi siano progressivamente colate a picco via via che gli italiani hanno imparato a conoscerlo come portavoce prezzolato di interessi di potenze straniere, nemico dell’assetto della Costituzione e promotore di leggi dichiarate incostituzionali che hanno contribuito a svuotare i diritti dei lavoratori e ad impoverirli“. Replica a Renzi anche Giuseppe Conte: “Non è un caso che oggi Renzi attacchi Roberto Scarpinato, mi ero meravigliato che un personaggetto come lui non si riempisse la bocca di diffamazioni contro Roberto Scarpinato. Siamo andati nella direzione giusta candidandolo con Federico Cafiero De Raho, due campioni dell’antimafia per la nostra battaglia contro truffa, malaffare e corruzione”.

Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/09/19/elezioni-scarpinato-replica-a-renzi-vengo-diffamato-da-un-portavoce-prezzolato-dinteressi-di-potenze-straniere/6809138/

lunedì 29 agosto 2022

Berlusconi: I fascisti al Governo li abbiamo portati noi

 Volete sapere cosa si nasconde dietro la coalizione di destra che con tanta arroganza vorrebbe governare il Paese? Ce lo spiega un testimonial d’eccezione in un momento di sconcertante sincerità: Silvio Berlusconi! Non c’è neanche bisogno di commentare né di aggiungere alcunché temo.

L'alternativa a questo scenario devastante c'è, ed è il Movimento 5 Stelle, sempre dalla parte dei più fragili, di chi non ha voce. Il 25 settembre restiamo #dallapartegiusta!




Scegliere da che parte stare non è mai stato così facile!

Da un lato abbiamo il M5S che, con Giuseppe Conte premier, è riuscito a ottenere per il Paese 209 miliardi dall’Europa, che è da sempre dalla parte dei più deboli e che lotta contro i privilegi della casta.

 Insomma, un Movimento scomodo per il sistema e che è pronto a inimicarsi tutti e a perdere consensi pur di garantire ai cittadini delle soluzioni. Dall’altro c’è la Destra, che disse “no” ai soldi del Pnrr ma che ora vuole gestirli, che vorrebbe abolire il Reddito di Cittadinanza, misura che ha aiutato e continua ad aiutare migliaia di famiglie in difficoltà, che lotta a spada tratta per conservare i vitalizi dei politici. 

 Decidere da che parte stare è semplice. 

 Noi siamo #IlCampoGiusto. Avanti!




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