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venerdì 10 maggio 2013

BRACCIANO AMBIENTE IN CATTIVE ACQUE.


BRACCIANO AMBIENTE IN CATTIVE ACQUE. RICORSO AGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI E MISTERO SUL PIANO INDUSTRIALE.

BRACCIANO AMBIENTE IN CATTIVE ACQUE. RICORSO AGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI E MISTERO SUL PIANO INDUSTRIALE.



Assemblea mercoledì pomeriggio scorso presso la sala conferenza dell’archivio storico di piazza Mazzini per un confronto diretto tra i dipendenti e la amministrazione comunale. Il sindaco Giuliano Sala ha dato lettura di un documento con il quale ha illustrato, numeri alla mano, i conti e le problematiche della spa.
“In primo luogo – dice il sindaco Sala – abbiamo messo in evidenza il calo dei ricavi passati dai 7,633 del 2005 a 5,5 milioni  di euro del 2012 conseguente all’avvio della raccolta differenziata porta a porta in molti dei 26 comuni, Bracciano compresa, che conferiscono nell’impianto di smaltimento, con conseguente riduzione della quantità di rifiuti stoccati.
Sul piano dei costi del personale, ha aggiunto Sala – abbiamo illustrato i costi relativi lievitati da 2,168.000 di euro del 2005 a 3.900.000 del 2012. Il picco si è determinato nel 2008 quando l’amministrazione comunale è stata costretta alla assunzione di 12 persone aventi diritto alla stabilizzazione in quanto i contratti stilati non specificavano che si trattasse di contratti a tempo determinato. Nei costi del personale vanno aggiunti anche quelli derivanti dalla assunzione di lavoratori di categorie protette in adempimento a normative di legge fino ad allora disattese. A questa situazione di riduzione dei ricavi si aggiunge – ha specificato Sala – una incertezza sugli impianti. In attesa che l’autorizzazione richiesta per l’impiego dell’ex cava Vaira per l’abbancamento dei rifiuti trattati – il tal quale non è più ammissibile per legge – dovremmo chiudere l’impianto. L’unica possibilità, senza spese aggiuntive di grande portata, riguarda la possibilità di poter impiegare una volumetria residuale dell’attuale “panettone” di Cupinoro”. Al riguardo in questi giorni incontrerò i dirigenti dell’ufficio competente della Regione Lazio per proporre questa soluzione temporanea. L’alternativa sarebbe quella della chiusura.  Ho inoltre specificato dell’attuale impossibilità di affidamenti in house dei servizi di raccolta rifiuti e spazzamento prevista dalla normativa e della conseguenza necessità di effettuare un nuovo bando pubblico, alla quale la Bracciano Ambiente, se vorrà, potrà partecipare. Come annunciato ho ribadito la convocazione a breve di un Consiglio comunale ad hoc, aperto agli interventi della dirigenza della multiservizi e agli esponenti dei sindacati, per confrontarci e definire, con una delibera di indirizzo, una strategia comune delle attività da mettere in atto da parte dell’azienda. L’assemblea – conclude  Sala – è stata utile per informare i dipendenti sulla effettiva situazione della spa che potrebbe dar luogo al ricorso di ammortizzatori sociali escludendo, al momento, l’istituto della mobilità che significherebbe per i lavoratori – conclude Sala - la definitiva uscita dall’azienda municipalizzata”.   

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