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martedì 21 maggio 2013

Ineleggibilità Berlusconi, rinviata di una settimana la giunta per le elezioni


Ineleggibilità Berlusconi, rinviata di una settimana la giunta per le elezioni

Si sarebbe dovuto eleggere il presidente e il favorito era Volpi, fedelissimo di Calderoli. Il capogruppo M5S Crimi avrebbe subito posto la questione del Cavaliere. Casson (Pd): "Non voterò mai un leghista. Il Carroccio si è astenuto sulla fiducia e non è opposizione. Nitto Palma: "Se passa, governo finito"

Vito Crimi

La giunta per le elezioni al Senato è stata rinviata. La riunione avrebbe dovuto coincidere con l’elezione del presidente. Il centrodestra aveva proposto come presidente il fedelissimo diRoberto Calderoli, il leghista Raffaele Volpi. Ma i Cinque Stelle e parte del centrosinistra avevano promesso battaglia. La questione è tutt’altro che secondaria visto che nella giunta per le elezioni e per le immunità si voterebbe l’eventuale ineleggibilità di Silvio Berlusconi. Una possibilità che mette il governo a rischio, secondo il capogruppo del Movimento Cinque StelleVito Crimi che parlando con la Stampa aveva avvertito che già nella prima riunione della Giunta sarebbe stata posta la questione del Cavaliere: “Berlusconi – dice – non può stare in Senato”, “lo dice la legge”. E con lui non ci possono stare nemmeno “i suoi avvocati, Ghedini e Longo”. Il Pd appoggerà le richieste dei parlamentari Cinque Stelle, però? “Immagino di sì” risponde il senatore dei Cinque Stelle, ma ha “dubbi sulle loro reali motivazioni. Lo fanno perché ci credono o semplicemente perché sono convinti che neppure la Cassazione stavolta salverà Berlusconi?”. 
Dunque il governo rischia, ma se dovesse cadere resta la consueta posizione per il Movimento: “Non facciamo alleanze con nessuno. E’ noto. Ma soprattutto toccherebbe al Presidente della Repubblica indicare una nuova via. Noi daremmo la nostra disponibilità a governare”. Infine le polemiche per la legge sui partiti presentata da Zanda-Finocchiaro “se dovesse passare i partiti si prenderanno la responsabilità di lasciare milioni di cittadini senza rappresentanza, con le conseguenze sociali che comporterà”.
Casson e Gozi: “Favorevoli all’ineleggibilità”
I toni, tuttavia, appaiono decisi anche da alcuni parlamentari del Partito Democratico. Felice Casson, ex magistrato, spiega che la legge del 1957 sull’ineleggibilità “è chiarissima. E in claris non fit interpretatio” e cioè nelle questioni chiare non ci sia interpretazione. Ad ogni modo Casson precisa che quando arriverà il caso di Berlusconi “andrà studiato e valutato ex novo. I precedenti delle passate legislature li conosciamo tutti. Però non sono vincolanti nel nostro sistema giuridico-costituzionale”. E poi “vedremo con che argomenti e con quali leggi si difenderà Berlusconi”. 
Ma Casson contesta anche la possibile scelta del leghista Volpi alla presidenza della giunta per le autorizzazioni, perché “costituzionalmente è opposizione politica chi vota contro il governo. La Lega, invece, sulla fiducia in Senato si è astenuta e gli unici che hanno votato contro sono statiM5S e Sel. Quindi la presidenza della giunta, che per prassi costante del Parlamento va attribuita alle opposizioni, deve andare a un senatore di Sel o di M5S”. A scanso di equivoci Casson chiarisce: “Io seguirò la regola e voterò un senatore dell’opposizione. Un funzionario di partito della Lega non lo voto. E spero che il Pd non voglia violare le regole”.
Anche Sandro Gozi sostiene la posizione di Casson e ribadita più volte dal capogruppo democratico al Senato Luigi Zanda: “Non sono nella giunta – dice Gozi – ma sono d’accordo con Zanda: credo che l’ineleggibilità di Berlusconi vada votata. Però mi sembra difficile che ciò accada proprio nel momento in cui siamo impegnati e obbligati come Pd in un Governo di larghe intese con Berlusconi”. Per l’esponente democratico è assai problematico applicare una legge “dopo che per vent’anni milioni di elettori hanno votato Berlusconi senza che nessuno abbia mai sollevato il problema. Gli errori sono stati commessi nel ’94 e poi nel ’96, da una classe dirigente che ha fatto scelte, se non patti scellerati, che hanno consentito a Berlusconi di fare ciò che non avrebbe potuto fare. Quella classe dirigente, che ha perso tutto, tranne la sua sete di potere l’abbiamo vista in azione ancora di recente in occasione delle votazioni per l’elezione del Capo dello stato. E’ come se ci fosse un filo rosso tra allora e i 101 ‘traditori’ di oggi”.
L’ineleggibilità di Berlusconi? è “una questione molto delicata – secondo Alessandra Moretti che ha parlato con il TgCom24 – Studierò bene il caso e ascolterò cosa deciderà il mio gruppo. Non mi espongo ora ma farò il possibile affinchè la norma e la legge sia applicata per tutti allo stesso modo”.
I primi no del centrosinistra: Violante e il Psi
Spuntano intanto i primi no del centrosinistra. Luciano Violante si dice contrario. “Per tre o quattro volte, nelle passate legislature, il centrosinistra ha votato in un certo modo (contro l’ineleggibilità,ndr). Se non ci sono fatti nuovi non vedo perché dovremmo cambiare questa scelta”. Stessa posizione per i socialisti italiani. “Gli avversari – ha detto il segretario Riccardo Nencini – si battono nelle urne, non applicando vecchie norme ad personam”.
Cicchitto: “Progetti liberticidi”
Parla di progetti liberticidi Fabrizio Cicchitto: “Dio ci scampi dai neogiacobini. L’altro ieri qualcuno di loro voleva dichiarare l’ineleggibilità di Berlusconi e ieri han parlato di una legge che di fatto stabilisce l’impresentabilità del Movimento 5 stelle alle elezioni. Oggi c’è una marcia indietro ma possibile che non si capisca che la situazione è così delicata da non sopportare la stessa presentazione a fini provocatori di progetti francamente liberticidi?”. L’ex capogruppo del Pdl spiega: “Berlusconi si è presentato a 6 elezioni di seguito, il Movimento 5 Stelle ha ottenuto un significativo successo che noi valutiamo negativamente ma nessuno può pensare di eliminare l’uno o gli altri con dei colpi di mano perché ciò vorrebbe dire mettere in discussione i fondamenti della nostra democrazia, cosa di cui non si sente affatto il bisogno per ragioni di principio ma anche per la gravità della situazione già di per sé in atto”.
Nitto Palma: “Se passa, il governo è finito”
Stesso concetto espresso anche dal presidente della commissione Giustizia del Senato Francesco Nitto Palma: “In questi venti anni – spiega alla Dire - Berlusconi è stato alternativamente leader politico e presidente del Consiglio. Nel 1996 la maggioranza di centrosinistra non ha ritenuto di dichiararne l’ineleggibilità. Sono passati da allora 17 anni. Mi chiedo come si possa solo pensare di far valere ora quella norma”. Poi le critiche al Partito Democratico: “Ieri ha tentato di non far eleggere i grillini – sottolinea – Oggi potrebbe sostenerli nel dichiarare ineleggibile Berlusconi. Evidentemente vogliono vincere correndo da soli. In ogni caso se il segnale politico che viene dalla giunta propende per l’ineleggibilità di Berlusconi non c’è molto da aggiungere”. A quel punto, chiosa, il governo sarebbe finito.
Prestigiacomo: “Pd ossessionato dall’eliminazione di B”
Secondo l’ex ministro Stefania Prestigiacomo “ci sono alcuni esponenti del Pd che ancora non hanno capito la gravità della crisi economica e finanziaria nella quale ancora, purtroppo, si trova il paese. Mi riferisco a coloro i quali un giorno sì e l’altro pure, con ossessione patologica, sono concentrati esclusivamente su come eliminare dalla scena politica il leader del Pdl, Silvio Berlusconi”. “Evidentemente – prosegue – il disinteresse e il distacco di tali personaggi dalla realtà drammatica di moltissime famiglie, dalla tragedia di un numero sempre più alto di giovani senza lavoro e dai problemi delle imprese in affanno, è ormai talmente enorme che le questioni non sono minimamente calcolate e considerate. Per il Pdl invece sono la priorità e lo saranno fino al momento in cui esisteranno le condizioni perché lo siano”.

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