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lunedì 8 agosto 2016

NUOVA FARMACIA PRONTA PER BRACCIANO

consorzio farmaceutico COIFAL ( vi ricordate ? )



DA CASERTA AL LAZIO SINO A BRACCIANO: IL MONOPOLIO DELLE FARMACIE PUBBLICHE ( o private per i pochi )
- PROSSIMA APERTURA BRACCIANO-

Tutto pronto per l'apertura della farmacia COIFAL LAZIOFARMA. La nuova sede in via Principe di Napoli, n°150

Sarà inaugurata sicuramente a settembre, nel locale sotto i portici di via Principe di Napoli. 




Dopo mesi di tanti scandali, per come è stato costituita la struttura del Consorzio Coifal, che si trova nel quartier generale in Piazza XIX Maggio, 10 Gaeta di San Giovanni dei Gelsi è stata ultimata la nuova Farmacia in Bracciano dall’attuale amministrazione del Presidente Mario Paone con un trascorso come candidato alle elezioni provinciali tra le file dell’Udc e alle ultime elezioni politiche con il “Nuovo Centro Destra – Ncd” . La faccenda si era già complicata nei primi giorni di Febbraio 2016 perchè l’Agcm, l’autorità garante per la concorrenza del mercato, ha reso noto che una società (Laziofarma Spa) il cui capitale è posseduto all’80% da un privato, per gestire farmacie pubbliche, già assegnate a comuni usufruiscono della prelazione rispetto ad altri possibili concorrenti privati, deve partecipare ad una regolare gara di selezione.




- 2016 Antitrust : “Violato diritto alla concorrenza. Necessaria gara pubblica all’interno del bollettino numero del 14 marzo scorso (da pagina 21, ndr) (avendo esercitato il diritto di prelazione ex art. 9 della legge n. 475/1968)”
- L’iniziativa ha origine dai Comuni di Gaeta, Bracciano (poi sciolto per irregolarità amministrative) e Castel Madama che decidono di unirsi per creare un ente partecipato. Riconoscendo però la grossa fetta di proprietà al privato – la Laziofarma Spa, con addirittura l’80 percento. Intanto solo qualche giorno fa però è stata l’autorità garante del mercato e la concorrenza a bacchettare il Coifal per le procedure adottate, per aver violato le prescrizioni sulla libera concorrenza.
- Ci sarebbero poi alcune parentele ad arricchire il bagaglio di sospetti che questa vicenda sta sollevando e solleva. Come il fatto che proprio il direttore generale Anna Maria Valente è figlia del segretario dell’Ipab Erasmo Valente che, tra l’altro detiene dal 2013 sovraintendenza e coordinamento dell’attività amministrativa dell’Ipab «SS. Annunziata», gestione degli atti relativi al personale, sottoscrizione di atti di ordinaria amministrazione,gestione dell’Albo dell’Ipab, verbalizzazione delle riunioni del Consiglio di Amministrazione, predisposizione degli atti conseguenti alle decisioni assunte dal Consiglio di Amministrazione, tenuta del protocollo in entrata ed in uscita. Con responsabilità sui progetti e servizi. Valente ha, infine, la responsabilità della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro relativamente alla sede ove presta l’attività di coordinamento. Ma anche lo stesso presidente del Cda di Coifal Mario Paone è stato anche presidente proprio dell’Ipab, rimpiazzato poi da Raniero de Filippis.
- Mafie fra le richieste di nuove concessioni farmacie nel Lazio? Starebbe indagando la DIA
Ed ecco che compaiono i soliti noti. Questo neo privato, la Servizi Farmaceutici Integrati Srl è controllato dalla società Mages Srl che ne detiene il 100% delle quote.
L’anello di congiunzione tra Campania e Lazio Mages srl è nient’altro che l’anello di congiunzione tra la Campania e il Lazio, si trova esattamente al centro della galassia societaria che abbiamo esplorato e che abbiamo descritto nel grafico allegato a questo articolo. In Campania questo “scandalo”delle farmacie ha riempito le cronache Ciò che non si sapeva è che la mano campana sia arrivata oltre le porte di Roma. La società Mages Srl con sede legale a Caserta, controlla quindi il 100% della società Servizi Farmaceutici Integrati Srl che a sua volta detiene l'80% della partecipazione in Laziofarma Spa.
Lo scandalo delle farmacie in Campania Il gemello campano del consorzio Coifal si chiama Ciss ma nella terra madre la musica è più pesante. In Campania sia a Cellole come a Sessa Aurunca la stampa locale parla di un assodato cerchio politico-amministrativo lobbistico delle farmacie comunali, portando come esempio la seconda farmacia di Cellole, che nel 2014, sarebbe stata “affidata in gestione” all'Incofarma, di cui l'allora assessore ai Lavori Pubblici di Sessa Aurunca Lorenzo Di Iorio era Amministratore Delegato. Di Iorio poi si è dimesso da AD a fine 2014.
Esposti e interrogazioni Questi singolari movimenti hanno destato l’interesse di diverse realtà a partire dai Cittadini di Bracciano in Movimento per arrivare fino ad una interrogazione parlamentare dell’M5S presentata lo scorso 16 dicembre da Romano Paolo Nicolò e Luca Frusone all’attenzione dei ministri degli Interni e della Salute. Ci sono inoltre due esposti di cui uno di alcune farmacie di Gaeta indirizzato alla procura della Corte dei Conti e un’altro alla procura di Napoli da parte di Federfarma di Caserta, Salerno, Benevento, Napoli e Avellino e l’ordine dei farmacisti di Caserta Napoli Benevento e Salerno. Il comune denominatore è il fatto che con giochi societari di quote le farmacie comunali sono monopolizzate, e non mancano le “anomalie”, dai soliti privati in barba alla legge 475/1968 che stabilisce la natura pubblicistica della gestione delle delle stesse che sono un servizio pubblico essenziale.





Anche l'associazione antimafia Antonino Caponnetto ha denunciato l'intera vicenda presentando un esposto a tutte le prefetture del Lazio.
La vicenda – emersa durante una seduta della commissione Sanità, nella quale è stato ascoltato il direttore Salute della Regione Vincenzo Panella, alla presenza del segretario generale della giunta Andrea Tardiola – riguarda la mancata assegnazione di 274 sedi delle farmacie regionali (di cui 119 a Roma). Secondo quanto annunciato, le assegnazioni delle sedi ai vincitori del bando avrebbero dovuto essere firmate entro fine luglio. Ma, dopo la notizia delle minacce, la Regione ha deciso frenare dando l’annuncio, il 1° agosto, che era stato richiesto «al prefetto di Roma di attivare uno specifico protocollo operativo per il contrasto alle infiltrazioni criminali, attraverso un’azione preventiva e coordinata con gli organi investigativi »
La medesima richiesta, con toni più accesi, è giunta da diversi farmacisti, riuniti in protesta davanti alla sede del Consiglio regionale in via della Pisana: «Non siamo mafiosi, siamo persone perbene! Fateci vedere le denunce di cui parlate – hanno urlato –. La prefettura ha detto che non c’è niente, siete dei bugiardi… ». Altrettanto decisa la replica del governatore: «Le denunce ci sono e le porteremo. Le autorità investigative hanno condiviso l’idea di introdurre un’ulteriore verifica preventiva a difesa della legalità. A settembre, informerò sullo stato delle cose in modo che la vicenda si chiuda nel più breve tempo possibile».
http://www.comitato-antimafia-lt.org/?p=36197

giovedì 28 luglio 2016

Consiglio Comunale di Bracciano del 28 luglio 2016


Primo punto all'Ordine del giorno: votazione nuovo regolamento per la disciplina del conferimento di incarichi legali.

Il Sindaco presenta un emendamento per sostituire l'art. 34 del Codice Deontologico Forense:  "Azione contro il cliente e la parte assistita per il pagamento del compenso"...con:


L'Art. 23 – "Conferimento dell’incarico" – recita:


  1. L’incarico è conferito dalla parte assistita; qualora sia conferito da un terzo, nell'interesse proprio o della parte assistita, l’incarico deve essere accettato solo con il consenso di quest’ultima e va svolto nel suo esclusivo interesse.
  2. L’avvocato, prima di assumere l’incarico, deve accertare l’identità della persona che lo conferisce e della parte assistita.
  3. L’avvocato, dopo il conferimento del mandato, non deve intrattenere con il cliente e con la parte assistita rapporti economici, patrimoniali, commerciali o di qualsiasi altra natura, che in qualunque modo possano influire sul rapporto professionale, salvo quanto previsto dall'art. 25.
  4. L’avvocato non deve consigliare azioni inutilmente gravose.
  5. L’avvocato è libero di accettare l’incarico, ma deve rifiutare di prestare la propria attività quando, dagli elementi conosciuti, desuma che essa sia finalizzata alla realizzazione di operazione illecita.
  6. L’avvocato non deve suggerire comportamenti, atti o negozi nulli, illeciti o fraudolenti.
  7. La violazione dei doveri di cui ai commi 1 e 2 comporta l’applicazione della sanzione disciplinare dell’avvertimento. La violazione dei divieti di cui ai commi 3 e 4 comporta l’applicazione della sanzione disciplinare della censura. La violazione dei doveri di cui ai commi 5 e 6 comporta l’applicazione della sanzione disciplinare della sospensione dall'esercizio dell’attività professionale da uno a tre anni.


Il gruppo consiliare M5S di Bracciano si è astenuto dal voto; perché per ottenere  maggiore efficienza nella prevenzione della corruzione, creando una rete di collaborazione nell'ambito della disciplina del conferimento legale amministrativo, dovevano essere al contempo inseriti gli artt. 24 e 34, riducendo così ulteriori controlli formali grazie al divieto di accettazione di altri incarichi nel Comune. Tuttavia, proprio in considerazione della genericità applicata dal Legislatore sul punto, si deve necessariamente tenere conto di quanto disposto dall'art. 34 del vigente Codice Deontologico Forense, il quale tipizza la condotta che l’avvocato deve tenere per recuperare i propri compensi stabilendo che “... per agire giudizialmente nei confronti del cliente o della parte assistita per il pagamento delle proprie prestazioni professionali debba rinunciare a tutti gli incarichi ricevuti”.
È indubbio, infatti, che l’Avvocato, in caso di mancato pagamento da parte del Cliente dei compensi maturati per l’attività professionale espletata, debba essere messo in condizione di avere a sua disposizione tutti gli strumenti idonei per il recupero del proprio credito.
A tale proposito, la legge offre all’Avvocato che dovesse recuperare i propri crediti professionali, i seguenti strumenti, da esercitarsi nel rispetto preventivo delle disposizioni in tema di negoziazioni assistite:
− Procedimento cd speciale previsto dalla Legge 13.06.1942 n. 794;
− Ricorso per decreto ingiuntivo ex art. 633 c.p.c.;
− Giudizio ordinario introdotto mediante atto di citazione.


Secondo punto all'Ordine del giorno: votazione nuovo regolamento per gli indirizzi per la nomina di rappresentanti del Comune presso gli enti, aziende ed istituzioni.


Il gruppo consiliare M5S esprime il proprio parere favorevole.

Buona serata a tutti

A riveder le stelle

lunedì 25 luglio 2016

BRACCIANO, ELEZIONI: TUTTO DA RIFARE?

Il M5S Bracciano ha depositato un ricorso al TAR con cui chiede il riconteggio di 524 schede di incerta attribuzione scrutinate durante le ultime elezioni amministrative. Il candidato sindaco del M5S Marco Tellaroli non ha potuto partecipare al ballottaggio, essendosi classificato terzo tra i candidati più votati, con 171 voti di differenza dal candidato del PD. Pertanto la corretta attribuzione dei voti che ad oggi risultano incerti, avrebbe potuto consentire al candidato M5S di partecipare al ballottaggio.
I profili di illegittimità nella procedura, sono stati riscontrati nelle inspiegabili differenze tra i dati totali risultanti dalla Commissione Elettorale Centrale, quelli delle singole sezioni e quelli riportati dal Ministero dell’Interno.
Questi elementi dovrebbero, a nostro avviso, indicare l’opportunità di annullare del tutto il primo spoglio, con conseguente riconteggio di tutte le sezioni.
Marco Tellaroli, consigliere comunale del M5S, dichiara:
“Il nostro atto non è in alcun modo né un atto di accusa, né una forma di rivalsa a tutti i costi nei confronti di una tornata elettorale, che ci ha comunque premiato come prima forza politica di Bracciano, ma un modo per fare chiarezza su un procedimento che ha alcune ombre.
I nostri legali hanno ravvisato la necessità di procedere con questo ricorso in virtù dei risultati di sei seggi, che appaiono molto confusi nella documentazione prodotta. Non sappiamo se questo riconteggio, porterà beneficio alla lista del M5S, assegnando a noi il posto in un eventuale nuovo ballottaggio, ma non è questo ciò che rileva maggiormente.
Quello che ci auguriamo è che il TAR n°8241 del prossimo 26 ottobre (giorno fissato per l’udienza), restituisca certezza alla procedura amministrativa, giungendo ad una conclusione che dissipi tutti i nostri dubbi, per il bene del processo democratico e di quegli oltre 500 cittadini di Bracciano la cui espressione di volontà potrebbe essere stata mal conteggiata.”
Leggi l'articolo: http://goo.gl/1PdE7h

mercoledì 20 luglio 2016

Prevenzione del distacco dell'utenza idrica al Comune di Bracciano

L’ACQUA È SEMPRE STATA UNA RISORSA PREZIOSA ED INDISPENSABILE PER LA VITA DELL’UOMO E DI OGNI ESSERE VIVENTE. SOLO DOVE C’È ACQUA C’È VITA NELL'UNIVERSO CONOSCIUTO.

Ed anche per questo NESSUNO DEVE rimanere indietro! 

La decisione di consegnare un bene pubblico così vitale come l'Acqua al gestore ACEA ATO 2 è considerata una mossa grave e onerosa, perché nega la possibilità ai cittadini con disagi economici, un diritto umano universale e fondamentale. 

Risoluzione dell’ONU dell’Assemblea generale del 28 luglio 2010 (GA/10967)
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ACEA ATO 2 Servizio Idrico Integrato

In data 31/5/2015 è stato sottoscritto il  verbale di consegna del Sistema Idrico Integrato  ad ACEA ATO 2 approvato con deliberazione del Commissario Straordinario con i poteri della Giunta n. 46 del 31/5/2016.
A partire dal 1/6/2016 il sistema fognario afferente il depuratore COBIS è in carico all'ACEA ATO 2 mentre è prevista una graduale presa in carico dell'acquedotto suddivisa per impianti.
Per segnalazioni di guasti o disservizi è possibile contattare il numero verde
800 130 335
Dal  18/7/2016 è iniziata la gestione della distibuzione idrica da parte di ACEA ATO 2 relativa alle utenze servite dai pozzi in loc. Fiora (oltre il 90% delle utenze totali). Restano a carico del Comune le utenze servite dagli impianti della Lega (zona Vigna di Valle) e della Cisterna (zona Lungolago Argenti) fino al completamento dei lavori già in corso.
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Il Comune di Bracciano, si è sempre dimostrato sensibile verso i disagi sociali delle famiglie in difficoltà e anche in casi eccezionali di morosità, quando ha potuto, si è prodigato nel tamponare le emergenze. In questo periodo purtroppo il perdurare e l’aggravarsi della crisi economica coinvolge un numero sempre maggiore di persone che, dall'oggi al domani, si trovano senza un lavoro ed uno stipendio. Questa è una nuova categoria di cittadini che, non sono le famiglie in difficoltà già individuate ed assistite dall'amministrazione comunale ma le emergenze improvvise di cui magari l’amministrazione non è a conoscenza e che quindi deve approfondire.
Prima di arrivare ad un probabile interruzione di pubblico servizio e rischio sanitario, per quei cittadini con morosità incolpevole, il MoVimento 5 stelle di Bracciano, presenta una Mozione:


protocollo n. 26772 20/07/2016

MOZIONE



OGGETTO: prevenzione del distacco dell'utenza idrica


I Sottoscritti Consiglieri comunali di Bracciano
PREMESSO CHE:


  • la convenzione per il passaggio della gestione del servizio idrico ad ACEA ATO 2 fu sottoscritta nel 1997 tra i comuni della zona denominata Lazio Centrale - Roma;
  • il Comune di Bracciano firmò per rispettare la convenzione di cooperazione sul sistema idrico integrato;
  • la convenzione sancì il passaggio della gestione del servizio idrico ad ACEA ATO 2;
  • la cessione della gestione del servizio idrico del Comune di Bracciano al gestore ACEA ATO 2 fu stipulata con Delibera di giunta n. 139 del 14 aprile 2015;
  • il verbale di consegna e passaggio di gestione del servizio idrico ad ACEA ATO 2 fu sottoscritto il 31 maggio 2015, ed approvato con Deliberazione del Commissario Straordinario con i poteri della Giunta n. 46, del 31 maggio 2016;


CONSIDERATO CHE:


  • è fatto noto alle cronache che il giorno 11 settembre 2013 ACEA ATO 2 ha proceduto al distacco della fornitura dell'acqua a un condominio, che aveva regolarmente pagato il servizio, decurtando dalla bolletta la voce "remunerazione del capitale investito", abrogata dal referendum del 12-13 giugno 2011;
  • con quell'azione l'Azienda idrica ha deciso di rispondere per la prima volta con un'azione di forza alla campagna di disobbedienza civile lanciata dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua dopo la vittoria referendaria, lasciando prive di un bene primario decine di famiglie, compresi anziani e neonati;
  • le regole per il sollecito e preavviso di distacco sono dettate dalla stessa Autorità garante della concorrenza e del mercato che, con il provvedimento nei confronti di ACEA ATO 2 n. 19618, confermato dal TAR del Lazio (sentenza n. 886 del 2011), sanziona il gestore proprio rispetto alle modalità relative al recupero crediti; stabilisce, tra le altre cose, che il sollecito e il preavviso di distacco debbano consentire all'utente finale ed effettivo della fornitura di conoscere il giorno previsto per il distacco e adeguare, conseguentemente, il proprio comportamento economico;
  • l'esito abrogativo del referendum testé citato è stato sancito con il Decreto del Presidente della Repubblica 18 Luglio 2011, n. 113 e n. 116 pubblicati in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 167 del 20 Luglio 2011;
  • il Consiglio di Stato, con il parere n. 267 del 25 gennaio 2013 sostiene che, a partire dal 21 luglio 2011, il criterio dell’adeguatezza della remunerazione dell’investimento, è stato applicato illegittimamente poiché in contrasto con gli effetti del referendum del 12-13 giugno 2011;
  • il pronunciamento referendario ha valore di legge, ed è pertanto da ritenersi fonte di diritto primario, al cui rispetto sono tenute anche le S.p.A. come ACEA ATO 2, così come confermato anche dalla sentenza del Giudice di Pace di Chiavari, n. 255 del 2013;

TENUTO CONTO CHE:


  • il principio dell'accesso all'acqua come diritto fondamentale di ogni persona, secondo criteri di parità sociale e di solidarietà, è stato altresì ribadito dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (Risoluzione ONU del 29 luglio 2010);
  • in diversi casi gli organi giudiziari hanno giudicato non applicabile la misura della sospensione delle utenze idriche. Per citare alcuni casi molto significativi: il Tribunale di Latina con la sentenza del 13 luglio 2006 ha giudicata vessatoria e lesiva dei diritti dei cittadini la pratica del distacco della fornitura senza preventiva disamina delle situazioni specifiche e tutela delle fasce deboli; il Tribunale di Castrovillari ha stabilito che la morosità dell’utente non è una motivazione sufficiente per giustificare il distacco dell’utenza, soprattutto perché in contrasto con l’articolo 2 della Costituzione Italiana (sentenza n. 5811 del 30 novembre 2012); in linea con questi, altri Tribunali (Ordinanza del Tribunale di Enna del 9 settembre 2004, Provvedimento del Tribunale di Tempio Pausania, sezione staccata di Olbia, del 6 luglio 2012, Decreto del Tribunale di Bari del 09 settembre 2004, e altri) hanno affermato che la sospensione della fornitura di un bene primario come l’acqua appare sproporzionata a fronte di un inadempimento pecuniario, di fatto delegittimando il meccanismo del distacco dell’utenza;
  • il ruolo dell'opposizione oltre al compito di vigilare sull'operato di chi amministra, ha anche la funzione di dare suggerimenti, e se necessario aiuti, nell'interesse della collettività, sarà proprio con questo fine ultimo che vigileremo sull'effettivo rispetto di tutte le clausole contrattuali previste nella convenzione con ACEA ATO2, ponendo particolare attenzione riguardo alla revisione e manutenzione della rete di distribuzione dell’acqua sull’intero territorio comunale, quale condizione essenziale per l’erogazione dell’acqua potabile;
  • un’amministrazione comunale ha il dovere di garantire ai propri cittadini l'accesso ai diritti primari, tra cui l'acqua; così come anche stabilito nell’ art. 3 comma 5 dello Statuto Comunale di Bracciano, che recita: "Il Comune riconosce l’acqua pubblica come bene comune, diritto umano universale e definisce il servizio idrico quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e non gestibile da soggetti privati";


TUTTO CIÒ PREMESSO
AL CONSIGLIO DI BRACCIANO
IMPEGNA IL SINDACO E LA SUA GIUNTA


  • a intervenire con un atto politico che abbia efficacia sulla questione dei futuri distacchi idrici per morosità, affinché ACEA ATO 2 cessi una pratica lesiva di un diritto umano;
  • ad attivarsi affinché sia difeso e garantito l’approvvigionamento idrico e tutelato il diritto all’acqua, a ciascun cliente ACEA ATO 2 residente nel Comune di Bracciano;
  • a impegnarsi per l’individuazione di un metodo per la tutela delle morosità incolpevoli, attraverso la costituzione di un fondo dedicato, gestito tramite apposito regolamento;
  • a chiedere formalmente al gestore la modifica della Carta dei Servizi e del regolamento del Servizio Idrico Integrato, chiedendo che sia chiaramente specificato che non si procederà al distacco della fornitura nel caso di morosità incolpevole;
  • all'apertura di un tavolo istituzionale che si ponga l'obiettivo di avviare un confronto rigoroso con i cittadini e i comitati per l'acqua pubblica e sul futuro di Acea Ato2.

Bracciano, 19/07/216

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle


Consigliere: Marco Tellaroli
Consigliere: Alessandro Persiano




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