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sabato 10 settembre 2016

Bocciato il Piano di riequilibrio, dal Collegio Revisore dei Conti

In data 8 settembre, presso gli uffici del Comune di Bracciano, è stato consegnato il Parere, negativo, del Collegio dei Revisori sul Piano di Riequilibrio Finanziario – pre dissesto – conseguenza del “tempo esiguo a disposizione”, i “non chiari rapporti” con la Bracciano Ambiente per cui “l’Ente dovrebbe o dichiararne la messa in liquidazione o chiederne il fallimento”, le “previsioni di vendita del patrimonio” che sembrano mancare di una stima attuale – infatti “alcune valutazioni risalgono all’anno 2010”, incertezza sulle modalità di recupero del credito dalla Cerin SpA, opacità sugli interventi di rimodulazione della spesa e degli acquisti.

Se chi ben comincia è a metà dell’opera, è proprio il caso di dire che la mancata attivazione delle commissioni consiliari è il segno della volontà di celare i loro evidenti limiti, i primi passi del sindaco Tondinelli sono andati infatti nella direzione della svendita del patrimonio comunale, e nello scaricare la responsabilità sulle amministrazioni future. Ci opponiamo fermamente a questo modo di fare politica: il tempo dei comizi è finito e auspichiamo che, almeno in Consiglio Comunale, venga aperto un confronto per risolvere subito i problemi della municipalizzata e sulla situazione patrimoniale.


Convocato il Consiglio Comunale il giorno 12 settembre 2016 in seduta ordinaria alle ore 18,00 in aula consiliare.
Ordine del giorno:
Approvazione piano di riequilibrio finanziario pluriennale (ovvero per due mandati dalla durata di dieci anni) di cui all'Art. 243 bis del D.Lgs 267/2000 (o in poche parole PREDISSESTO)
- La convocazione del Consiglio comunale ci è pervenuta, lo scorso mercoledì 7 settembre alle ore 19:00, con la pretesa che lunedì 12, si discutono le sorti finanziarie di una comunità di ben quasi ventimila persone, che durerà ben dieci anni.
- Il piano di riequilibrio da studiare è fatto di ben 200 pagine, ed è composto di aumenti e tagli ai servizi di un intera comunità, dove noi consiglieri d'opposizione, abbiamo il compito di vigilare sull'operato, di dare suggerimenti e anche aiuti, se necessario, nell’interesse della collettività. Vi pare abbastanza il tempo che ci hanno assegnato per partecipare?
- le obiezioni sollevate dal Collegio dei Revisori in merito al piano di riequilibrio, lamentano in primis l'esiguità del tempo a disposizione e in seconda battuta paventano un parere sfavorevole.
- Insomma, non c’è tempo da perdere. Bisogna fare in fretta e affrontare le emergenze della gente e attuare una programmazione seria e coraggiosa sui conti del nostro Comune che, adesso, rischia concretamente.
Un sussulto di dignità politica dovrebbe spingere quest’Amministrazione comunale.
In Alto i Cuori

Gruppo consiliare M5S


Parere Collegio Revisore dei Conti

giovedì 18 agosto 2016

Convocato il Consiglio Comunale il 19 Agosto

DOMANI CONSIGLIO COMUNALE CONVOCATO ALLE ORE 18:00Proviamo a spiegare i punti all'ordine del giorno:

1) Approvazione Conto Consuntivo Esercizio 2015
Le notizie apparse in questi giorni sui mezzi di informazione, in merito alle difficoltà economiche/finanziarie del Comune di Bracciano, richiedono una serie di precisazioni per dovere di chiarezza e trasparenza. Come già nel settembre del 2015, esponemmo il bilancio 2015 agli organi di controllo e giurisdizionali, verificabile a questo link: http://goo.gl/PMbBhC , contestando cifre e modalità di presentazione del documento. Domani discuteremo, la situazione ereditata dalla precedente Giunta, dove anche sotto elezioni evidenziavamo criticità e precarietà piuttosto preoccupanti.
Grazie alla nostra capacità di trasparenza e comunicazione verso la cittadinanza, siamo riusciti a spiegarvi la soluzione che vuole applicare la nuova Giunta comunale, ovvero "la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale di cui all’art. 243 bis del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267" chiamata comunemente Pre-Dissesto, della durata di ben 10 anni. “Saremo costretti a vederci aumentare al massimo le aliquote fiscali e ridurre diversi servizi assistenziali per evitare il crack dell'Ente”.
Si può evitare il Pre-Dissesto? Perché in altri Comuni ci sono riusciti? Perché, la mala-gestione amministrativa, la devono pagare i Cittadini?
2) Comunicazione al Consiglio di deliberazioni adottate dalla Giunta Comunale di prelevamento fondo di riserva. Art. 166 Decreto Leg.vo 267/00
Gli enti locali iscrivono nel proprio bilancio di previsione un fondo di riserva non inferiore allo 0,30 e non superiore al 2 per cento del totale delle spese correnti. Gli enti locali, ad eccezione degli enti in stato di dissesto finanziario sino all'emanazione, possono disporre l'utilizzo, in termini di cassa, di entrate aventi specifica destinazione per il finanziamento di spese correnti, , per un importo non superiore all'anticipazione di tesoreria disponibile.
3) - Trasformazione diritto di superficie in diritto di piena proprietà Piano di Zona Località " Olmata"
La trasformazione del "diritto di superficie" in "diritto di proprietà" costituisce per gli assegnatari dei singoli alloggi o immobili non residenziali un notevole vantaggio, in quanto il valore economico dell'abitazione si stabilizza sui valori dei correnti prezzi di mercato.
Il Comune di Bracciano a sensi delle leggi vigenti, stabilisce di cedere in proprietà le aree finora concesse in "diritto di superficie", su cui sono stati edificati gli immobili, residenziali e non, ricadenti nei Piani di Zona individuati con Delibera.
4) Mozione presentata dal Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle avente per oggetto "prevenzione del distacco dell' utenza idrica"
Intervenire con un atto politico ed efficace sulla questione dei distacchi idrici per morosità, affinché Acea Ato2 non effettui una pratica lesiva di un diritto umano, anche a Bracciano, come accaduto in alcuni Comuni. L'acqua è un diritto: basta distacchi, basta profitti! Leggi la nostra dichiarazione stampa a questo link: http://goo.gl/WJ9Zku
5) - Presa d’atto voto espresso dal Comitato Regionale per il territorio su variante alle N.T.A. ai sensi dell’articolo 10 Legge n° 1150/42 "Variante al testo dell’art. 53 delle norme tecniche di attuazione del PRG". DCC n.9 del 08.04.2014.


Nelle zone classificate D, la formulazione del nuovo articolo 53 prevede che il 50 per cento e per un massimo di 2.500 metri quadri in caso di accorpamento di più lotti, è consentito di modificare la destinazione d’uso da industriale a commerciale. Si prevede inoltre che possa essere realizzata una parte residenziale per l’abitazione del custode, per un massimo di metri quadri 80. L’obiettivo è quello di soddisfare eventuali richieste di cambio di destinazione nelle zone destinate ad insediamenti produttivi. Accordi di pianificazione che possono variare a piacimento i piani strutturali vigenti: basta che ci siano “sopravvenute esigenze di interesse pubblico” (comma 1, art. 53) al comma 5 dello stesso articolo si prevede che questi interessi pubblici possano consentire la trasformazione di aree a verde e servizi pubblici o agricole. Insomma, fate pure il piano strutturale basato –come afferma condivisibilmente la legge- sulla tutela dei compendi agricoli, tanto poi con i piani attuativi lo variamo a piacimento.


Bracciano: lo spettro del dissesto finanziario per la neo giunta Tondinelli

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BRACCIANO (RM) - Debiti fuori bilancio, incertezze sugli equilibri di bilancio, posizioni debitorie, squilibrio finanziario della Bracciano Ambiente, gravi irregolarità, documentazione mancante, ingenti passivi, anomalie relative a quasi tutte le aree di attività amministrativa: sviluppo Turistico, Risorse Patrimoniali, Opere Architettoniche e Beni Culturali, Urbanistica e Rifiuti, Servizi Sociali, Amministrativo, Staff e Polizia Locale,  nonché la mancanza delle relazioni specifiche dei Capi Area. Questo quanto emerge dal  bilancio consuntivo del Comune di Bracciano e dalla relazione dell’Organo di Revisione. 

Una realtà che dal Movimento Cinque Stelle di Bracciano viene definita come "desolante e una vera e propria galleria degli orrori amministrativi". "È questo un tema sul quale avremmo voluto avere un confronto con l’Amministrazione in carica, - dichiara il consigliere pentastellato Marco Tellaroli - per approfondire adeguatamente la situazione, le eventuali soluzioni alternative possibili e le prospettive future per la cittadinanza, alla luce di quanto emerso. Purtroppo - prosegue Tellaroli - non ci è stato possibile, visto che le Commissioni ancora non sono operative, e  il Dott. Alessandro Bonura, Presidente del Collegio Revisore dei Conti del Comune Santa Marinella e Assessore al Bilancio nel Comune di Bracciano, era in ferie".
È questo un tema sul quale avremmo voluto avere un confronto con l’Amministrazione in carica, per approfondire adeguatamente la situazione, le eventuali soluzioni alternative possibili e le prospettive future per la cittadinanza, alla luce di quanto emerso. Purtroppo non ci è stato possibile, visto che le Commissioni ancora non sono operative , e il Dott. Alessandro Bonura, Presidente del Collegio Revisore dei Conti del Comune Santa Marinella e Assessore al  Bilancio nel Comune di Bracciano, era in ferie. Leggendo il bilancio consuntivo e la Relazione dell’Organo di Revisione, emerge una realtà desolante, una vera e propria “galleria degli orrori amministrativi”.
Debiti fuori bilancio, incertezze sugli equilibri di bilancio, posizioni debitorie, squilibrio finanziario della Bracciano Ambiente, gravi irregolarità, documentazione mancante, ingenti passivi, anomalie relative a quasi tutte le aree di attività amministrativa: sviluppo Turistico, Risorse Patrimoniali, Opere Architettoniche e Beni Culturali, Urbanistica e Rifiuti, Servizi Sociali, Amministrativo, Staff e Polizia Locale, nonché la mancanza delle relazioni specifiche dei Capi Area.
Il Comune di Bracciano ha adottato la deliberazione n.14 del 14 giugno 2016 del Commissario straordinario, al fine di ricorrere alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale di cui all’art. 243 bis del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267. Procedura a nostro avviso solo astrattamente alternativa al già disciplinato dissesto (chiamata comunemente predissesto).
Non c’eravamo sbagliati: le casse del Comune di Bracciano sono vuote. La gestione dissennata degli ultimi anni ha portato il Comune al baratro finanziario. Le cause sono diverse e, ad onor del vero, non imputabili alla responsabilità a questa amministrazione, che si è soltanto trovata con il cerino in mano. Un appunto che ci sentiamo comunque di fare all’amministrazione neoeletta, è quello di non aver avuto un adeguato confronto con le forze di opposizione e di essere rimasta, a nostro avviso, silente verso la cittadinanza.
Il predissesto, che la giunta Tondinelli si appresta a varare nel Consiglio del 19 Agosto, non è nient’altro che un programma di austerity locale pluriennale (quasi tutti lo hanno spalmato su 10 anni), formalizzato in un “piano di rientro” contenente le soluzioni necessarie per superare le condizioni di squilibrio economicopatrimoniale: “saremo costretti quindi a vederci aumentare al massimo le aliquote fiscali ed a vederci ridurre diversi servizi assistenziali per evitare il crack dell’Ente”.
In caso di dichiarazione di dissesto finanziario, la norma prevede che qualora la Corte dei Conti riconosca, anche in primo grado, gli amministratori responsabili “…. di aver contribuito con condotte, dolose o gravemente colpose, sia omissive che commissive al verificarsi del dissesto finanziario, non possono ricoprire, per un periodo di dieci anni incarichi di assessore, di revisore dei conti di enti locali e di rappresentante di enti locali presso altri enti, istituzioni ed organismi pubblici e privati. I sindaci e i presidenti di provincia ritenuti responsabili ai sensi del periodo precedente, inoltre, non sono candidabili, per un periodo di dieci anni, alle cariche di sindaco, di presidente di provincia, di presidente di Giunta regionale, nonché di membro dei consigli comunali, dei consigli provinciali, delle assemblee e dei consigli regionali, del Parlamento e del Parlamento europeo. Non possono altresì ricoprire per un periodo di tempo di dieci anni la carica di assessore comunale, provinciale o regionale nè alcuna carica in enti vigilati o partecipati da enti pubblici. Ai medesimi soggetti, ove riconosciuti responsabili, le sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti irrogano una sanzione pecuniaria pari ad un minimo di cinque e fino ad un massimo di venti volte la retribuzione mensile lorda dovuta al momento di commissione della violazione…” (art. 248, c. 5, TUEL).
In buona sostanza: sanzione pecuniaria e “morte” politica per almeno 10 anni. In caso di ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario, nulla di tutto ciò è previsto. Risulta abbastanza evidente, quindi, chi sarà costretto a pagare di tasca propria il tentativo di salvataggio (o meglio di autoassoluzione) di una classe politica incompetente, specialmente se ci si ferma a riflettere sul peso che avranno le aliquote fiscali, destinate ad aumentare e chi invece ci guadagnerà qualcosa dal predissesto: il politico! Che farà salva la sua poltrona, scaricando – potenzialmente per un decennio – i costi dell’incerto bailout sui contribuenti e congelando qualsiasi prospettiva occupazionale nella pubblica amministrazione locale.
La procedura di riequilibrio finanziario, come detto poc’anzi, porta il Comune all’adozione di un piano di rientro, con conseguenti notevoli sacrifici per la Cittadinanza che, tra l’altro, non garantiscono il risultato. Infatti, qualora l’obiettivo diventasse irraggiungibile a causa di un ulteriore peggioramento delle finanze comunali, la norma prevede comunque l’applicazione delle regole inerenti al dissesto. Oltre al danno la beffa!
Una situazione quindi, pesantissima, tanto che la stessa Corte dei Conti ha espresso una nota critica nei confronti della nuova procedura introdotta nel TUEL, arrivando addirittura ad affermare che la procedura di dissesto presenta indubbi vantaggi economici per l’erario comunale.
La scelleratezza economica delle passate amministrazioni di centro sinistra ha provocato, quindi, un disastro finanziario che ha ingessato il bilancio e la spesa comunale , che subirà drastiche riduzioni e numerosi tagli, e la strada intrapresa per cercare di risanare le comatose finanze pubbliche, è tutta in salita…..anzi decennale.

lunedì 8 agosto 2016

NUOVA FARMACIA PRONTA PER BRACCIANO

consorzio farmaceutico COIFAL ( vi ricordate ? )



DA CASERTA AL LAZIO SINO A BRACCIANO: IL MONOPOLIO DELLE FARMACIE PUBBLICHE ( o private per i pochi )
- PROSSIMA APERTURA BRACCIANO-

Tutto pronto per l'apertura della farmacia COIFAL LAZIOFARMA. La nuova sede in via Principe di Napoli, n°150

Sarà inaugurata sicuramente a settembre, nel locale sotto i portici di via Principe di Napoli. 




Dopo mesi di tanti scandali, per come è stato costituita la struttura del Consorzio Coifal, che si trova nel quartier generale in Piazza XIX Maggio, 10 Gaeta di San Giovanni dei Gelsi è stata ultimata la nuova Farmacia in Bracciano dall’attuale amministrazione del Presidente Mario Paone con un trascorso come candidato alle elezioni provinciali tra le file dell’Udc e alle ultime elezioni politiche con il “Nuovo Centro Destra – Ncd” . La faccenda si era già complicata nei primi giorni di Febbraio 2016 perchè l’Agcm, l’autorità garante per la concorrenza del mercato, ha reso noto che una società (Laziofarma Spa) il cui capitale è posseduto all’80% da un privato, per gestire farmacie pubbliche, già assegnate a comuni usufruiscono della prelazione rispetto ad altri possibili concorrenti privati, deve partecipare ad una regolare gara di selezione.




- 2016 Antitrust : “Violato diritto alla concorrenza. Necessaria gara pubblica all’interno del bollettino numero del 14 marzo scorso (da pagina 21, ndr) (avendo esercitato il diritto di prelazione ex art. 9 della legge n. 475/1968)”
- L’iniziativa ha origine dai Comuni di Gaeta, Bracciano (poi sciolto per irregolarità amministrative) e Castel Madama che decidono di unirsi per creare un ente partecipato. Riconoscendo però la grossa fetta di proprietà al privato – la Laziofarma Spa, con addirittura l’80 percento. Intanto solo qualche giorno fa però è stata l’autorità garante del mercato e la concorrenza a bacchettare il Coifal per le procedure adottate, per aver violato le prescrizioni sulla libera concorrenza.
- Ci sarebbero poi alcune parentele ad arricchire il bagaglio di sospetti che questa vicenda sta sollevando e solleva. Come il fatto che proprio il direttore generale Anna Maria Valente è figlia del segretario dell’Ipab Erasmo Valente che, tra l’altro detiene dal 2013 sovraintendenza e coordinamento dell’attività amministrativa dell’Ipab «SS. Annunziata», gestione degli atti relativi al personale, sottoscrizione di atti di ordinaria amministrazione,gestione dell’Albo dell’Ipab, verbalizzazione delle riunioni del Consiglio di Amministrazione, predisposizione degli atti conseguenti alle decisioni assunte dal Consiglio di Amministrazione, tenuta del protocollo in entrata ed in uscita. Con responsabilità sui progetti e servizi. Valente ha, infine, la responsabilità della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro relativamente alla sede ove presta l’attività di coordinamento. Ma anche lo stesso presidente del Cda di Coifal Mario Paone è stato anche presidente proprio dell’Ipab, rimpiazzato poi da Raniero de Filippis.
- Mafie fra le richieste di nuove concessioni farmacie nel Lazio? Starebbe indagando la DIA
Ed ecco che compaiono i soliti noti. Questo neo privato, la Servizi Farmaceutici Integrati Srl è controllato dalla società Mages Srl che ne detiene il 100% delle quote.
L’anello di congiunzione tra Campania e Lazio Mages srl è nient’altro che l’anello di congiunzione tra la Campania e il Lazio, si trova esattamente al centro della galassia societaria che abbiamo esplorato e che abbiamo descritto nel grafico allegato a questo articolo. In Campania questo “scandalo”delle farmacie ha riempito le cronache Ciò che non si sapeva è che la mano campana sia arrivata oltre le porte di Roma. La società Mages Srl con sede legale a Caserta, controlla quindi il 100% della società Servizi Farmaceutici Integrati Srl che a sua volta detiene l'80% della partecipazione in Laziofarma Spa.
Lo scandalo delle farmacie in Campania Il gemello campano del consorzio Coifal si chiama Ciss ma nella terra madre la musica è più pesante. In Campania sia a Cellole come a Sessa Aurunca la stampa locale parla di un assodato cerchio politico-amministrativo lobbistico delle farmacie comunali, portando come esempio la seconda farmacia di Cellole, che nel 2014, sarebbe stata “affidata in gestione” all'Incofarma, di cui l'allora assessore ai Lavori Pubblici di Sessa Aurunca Lorenzo Di Iorio era Amministratore Delegato. Di Iorio poi si è dimesso da AD a fine 2014.
Esposti e interrogazioni Questi singolari movimenti hanno destato l’interesse di diverse realtà a partire dai Cittadini di Bracciano in Movimento per arrivare fino ad una interrogazione parlamentare dell’M5S presentata lo scorso 16 dicembre da Romano Paolo Nicolò e Luca Frusone all’attenzione dei ministri degli Interni e della Salute. Ci sono inoltre due esposti di cui uno di alcune farmacie di Gaeta indirizzato alla procura della Corte dei Conti e un’altro alla procura di Napoli da parte di Federfarma di Caserta, Salerno, Benevento, Napoli e Avellino e l’ordine dei farmacisti di Caserta Napoli Benevento e Salerno. Il comune denominatore è il fatto che con giochi societari di quote le farmacie comunali sono monopolizzate, e non mancano le “anomalie”, dai soliti privati in barba alla legge 475/1968 che stabilisce la natura pubblicistica della gestione delle delle stesse che sono un servizio pubblico essenziale.





Anche l'associazione antimafia Antonino Caponnetto ha denunciato l'intera vicenda presentando un esposto a tutte le prefetture del Lazio.
La vicenda – emersa durante una seduta della commissione Sanità, nella quale è stato ascoltato il direttore Salute della Regione Vincenzo Panella, alla presenza del segretario generale della giunta Andrea Tardiola – riguarda la mancata assegnazione di 274 sedi delle farmacie regionali (di cui 119 a Roma). Secondo quanto annunciato, le assegnazioni delle sedi ai vincitori del bando avrebbero dovuto essere firmate entro fine luglio. Ma, dopo la notizia delle minacce, la Regione ha deciso frenare dando l’annuncio, il 1° agosto, che era stato richiesto «al prefetto di Roma di attivare uno specifico protocollo operativo per il contrasto alle infiltrazioni criminali, attraverso un’azione preventiva e coordinata con gli organi investigativi »
La medesima richiesta, con toni più accesi, è giunta da diversi farmacisti, riuniti in protesta davanti alla sede del Consiglio regionale in via della Pisana: «Non siamo mafiosi, siamo persone perbene! Fateci vedere le denunce di cui parlate – hanno urlato –. La prefettura ha detto che non c’è niente, siete dei bugiardi… ». Altrettanto decisa la replica del governatore: «Le denunce ci sono e le porteremo. Le autorità investigative hanno condiviso l’idea di introdurre un’ulteriore verifica preventiva a difesa della legalità. A settembre, informerò sullo stato delle cose in modo che la vicenda si chiuda nel più breve tempo possibile».
http://www.comitato-antimafia-lt.org/?p=36197

giovedì 28 luglio 2016

Consiglio Comunale di Bracciano del 28 luglio 2016


Primo punto all'Ordine del giorno: votazione nuovo regolamento per la disciplina del conferimento di incarichi legali.

Il Sindaco presenta un emendamento per sostituire l'art. 34 del Codice Deontologico Forense:  "Azione contro il cliente e la parte assistita per il pagamento del compenso"...con:


L'Art. 23 – "Conferimento dell’incarico" – recita:


  1. L’incarico è conferito dalla parte assistita; qualora sia conferito da un terzo, nell'interesse proprio o della parte assistita, l’incarico deve essere accettato solo con il consenso di quest’ultima e va svolto nel suo esclusivo interesse.
  2. L’avvocato, prima di assumere l’incarico, deve accertare l’identità della persona che lo conferisce e della parte assistita.
  3. L’avvocato, dopo il conferimento del mandato, non deve intrattenere con il cliente e con la parte assistita rapporti economici, patrimoniali, commerciali o di qualsiasi altra natura, che in qualunque modo possano influire sul rapporto professionale, salvo quanto previsto dall'art. 25.
  4. L’avvocato non deve consigliare azioni inutilmente gravose.
  5. L’avvocato è libero di accettare l’incarico, ma deve rifiutare di prestare la propria attività quando, dagli elementi conosciuti, desuma che essa sia finalizzata alla realizzazione di operazione illecita.
  6. L’avvocato non deve suggerire comportamenti, atti o negozi nulli, illeciti o fraudolenti.
  7. La violazione dei doveri di cui ai commi 1 e 2 comporta l’applicazione della sanzione disciplinare dell’avvertimento. La violazione dei divieti di cui ai commi 3 e 4 comporta l’applicazione della sanzione disciplinare della censura. La violazione dei doveri di cui ai commi 5 e 6 comporta l’applicazione della sanzione disciplinare della sospensione dall'esercizio dell’attività professionale da uno a tre anni.


Il gruppo consiliare M5S di Bracciano si è astenuto dal voto; perché per ottenere  maggiore efficienza nella prevenzione della corruzione, creando una rete di collaborazione nell'ambito della disciplina del conferimento legale amministrativo, dovevano essere al contempo inseriti gli artt. 24 e 34, riducendo così ulteriori controlli formali grazie al divieto di accettazione di altri incarichi nel Comune. Tuttavia, proprio in considerazione della genericità applicata dal Legislatore sul punto, si deve necessariamente tenere conto di quanto disposto dall'art. 34 del vigente Codice Deontologico Forense, il quale tipizza la condotta che l’avvocato deve tenere per recuperare i propri compensi stabilendo che “... per agire giudizialmente nei confronti del cliente o della parte assistita per il pagamento delle proprie prestazioni professionali debba rinunciare a tutti gli incarichi ricevuti”.
È indubbio, infatti, che l’Avvocato, in caso di mancato pagamento da parte del Cliente dei compensi maturati per l’attività professionale espletata, debba essere messo in condizione di avere a sua disposizione tutti gli strumenti idonei per il recupero del proprio credito.
A tale proposito, la legge offre all’Avvocato che dovesse recuperare i propri crediti professionali, i seguenti strumenti, da esercitarsi nel rispetto preventivo delle disposizioni in tema di negoziazioni assistite:
− Procedimento cd speciale previsto dalla Legge 13.06.1942 n. 794;
− Ricorso per decreto ingiuntivo ex art. 633 c.p.c.;
− Giudizio ordinario introdotto mediante atto di citazione.


Secondo punto all'Ordine del giorno: votazione nuovo regolamento per gli indirizzi per la nomina di rappresentanti del Comune presso gli enti, aziende ed istituzioni.


Il gruppo consiliare M5S esprime il proprio parere favorevole.

Buona serata a tutti

A riveder le stelle

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