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venerdì 16 dicembre 2016

Consiglio Comunale di Bracciano del 15 Dicembre 2016: fallimento.

Consiglio Comunale di Bracciano del 15 Dicembre 2016: fallimento.


Ieri, 15 Dicembre 2016, alle 17:00, si è riunito il Consiglio comunale di Bracciano.
Nonostante l’ordine del giorno prevedesse ben 15 punti, gli argomenti principali della seduta sono stati essenzialmente 3: la discussione e la successiva presa d’atto del fallimento della Bracciano Ambiente, la proposta di richiedere la statalizzazione della scuola materna comunale dei Pasqualetti, la mozione che abbiamo presentato per il campo di calcetto di via dei lecci.
Sul primo punto, il sindaco ha dato risposte su alcuni temi che cercherò di riassumere brevemente.
Sulle cause e sul percorso che ha portato alla definitiva dichiarazione di fallimento, ha argomentato dicendo che le responsabilità vanno alla precedente gestione, e che l’attuale Amministrazione ha comunque fatto il possibile per evitare la morte dell’azienda, redigendo in soli 3 mesi un piano di risanamento alternativo, che non è stato possibile approvare e rendere credibile a causa dei tempi strettissimi.
L’argomentazione, francamente, ci lascia perplessi: il piano, non andava “raffazzonato”, in 3 mesi. Immaginavamo, vista l’enfasi posta dall’attuale sindaco sulla questione rifiuti-discarica-Bracciano Ambiente durante la campagna elettorale, che un valido piano fosse pronto già da mesi, proprio perché consapevoli della situazione, ma prendiamo atto che, oltre la chiusura (forse) definitiva di Cupinoro e della “questione Bracciano Ambiente” non si è mai guardato.
Per quanto riguarda gli impatti economici sul piano di riequilibrio, il Sindaco si è riservato di rispondere, numeri alla mano, in un futuro prossimo.
Restiamo in attesa.
Ulteriori rassicurazioni sono arrivate, sempre dal Sindaco, circa la impossibilità che il Comune di Bracciano venga chiamato a rispondere delle perdite della sua partecipata, sull’aspetto della tutela occupazionale, sulla gestione nell’immediato della discarica, nonché sul futuro del sito di Cupinoro.
Sull’ultimo punto, apprezziamo l’apertura del Sindaco, che ha invitato i gruppi dell’opposizione a nominare un loro rappresentante, affinché partecipi ai futuri incontri in Regione.
Rileviamo comunque che, ad oggi, la cittadinanza ha solo l’impegno del Sindaco ad opporsi a qualunque iniziativa, che preveda che le le autorizzazioni ancora in essere e gli impianti autorizzati non diventino fonte di guadagno per qualcuno e incubo per i Cittadini….
Ancora una volta, promesse…. Controlleremo e terremo informati tutti sugli sviluppi della vicenda.
In merito alla proposta di richiedere la statalizzazione della scuola dell’infanzia comunale dei Pasqualetti, abbiamo chiesto in aula ai consiglieri di maggioranza di rinviare la decisione, per avere il tempo di valutare alternative meno “dolorose”.
Infatti, se è vero che gli otto docenti di ruolo potrebbero essere assorbiti dallo Stato, è vero anche che tutto il personale di servizio, da dicembre 2018, alla scadenza del contratto, rischierebbe di perdere il lavoro. La risposta ricevuta, prima che la maggioranza votasse a favore del provvedimento, è stata lapidaria e, a nostro avviso, ha delle implicazioni preoccupanti.
In buona sostanza, sempre il Sindaco, ha risposto dicendo che è addolorato dalla decisione, che non prende certo a cuor leggero, ma non ha alternative: i soldi per mantenere quella scuola non ci sono, quindi dobbiamo solo sperare che la richiesta del Comune di Bracciano venga accolta. Stando sempre a quanto dichiarato dal Sindaco i soldi non ci sono, e non ci sono neanche nel piano di riequilibrio presentato alla Corte dei Conti.
E proprio su quest’ultimo punto vorremmo soffermarci per una riflessione: se i soldi non ci sono, anche nel caso in cui chiudessimo la scuola dei Pasqualetti l’Ente dovrebbe comunque farsi carico dei circa 320.000,00 Euro l’anno necessari per pagare gli stipendi delle 8 maestre di ruolo. Infatti il personale di ruolo, anche a scuola chiusa, resterebbe comunque in forza nei ranghi dei dipendenti comunali.
Quindi visto quanto dichiarato dal Sindaco, le cose sono due: o i soldi ci sono, oppure si apre un ulteriore “buco” di 320.000,00 Euro l’anno nel bilancio,  che potrebbe comportare il fallimento del piano di riequilibrio (un altro fallimento?), ed il conseguente default del Comune… Anche in questo caso, ci aspettiamo che l’Amministrazione in carica abbia già pronto un “piano B”.... Ma ad oggi non abbiamo nessuna evidenza in tal senso.
Ed infine la mozione sul campo di calcetto.
È stata bocciata perché, sia il consigliere Iodice che il Sindaco, hanno pubblicamente preso l’impegno a porre in essere una serie di attività e manutenzioni più “corpose”, rispetto a quelle che sarebbe stato possibile effettuare con i proventi pubblicitari, e la predisposizione degli stessi sarebbe stata, secondo loro, di intralcio alla realizzazione del “piano”.
Poco ci importa della bocciatura, questa non è una gara di bravura. Quel che conta è che i cittadini ricevano l’attenzione che meritano. Ora l’Amministrazione lavori per soddisfare, mantenendo quello che è stato pubblicamente promesso.
Se così non fosse, torneremo di nuovo in Consiglio per spronarli a fare, anziché a promettere, affinché, in un modo o nell'altro, i cittadini vengano finalmente ascoltati.
Riporto a seguire l’intervento fatto in Consiglio sul fallimento della Bracciano Ambiente.


A riveder le stelle
Gruppo Consiliare M5S Bracciano


Bracciano, 15/12/2016


Fallimento Bracciano Ambiente SpA Sentenza n° 44/2016. Presa d’atto e provvedimenti consequenziali.


Buonasera a tutti.
Oggi prendiamo ufficialmente atto dell’avvenuto fallimento della Bracciano Ambiente S.p.A..
Una morte annunciata da tempo, che arriva dopo una lunga agonia.
L’argomento è stato ampiamente discusso, sono infatti ormai mesi, se non anni, che parliamo della Bracciano Ambiente e del suo probabile destino, ed a questo punto non ci resta che trarre le conclusioni.
I passaggi fondamentali che, a nostro avviso, hanno portato al fallimento dell’azienda, partono dal passato ed arrivano fino ai giorni nostri, e possono essere riassunti in pochi passaggi fondamentali.
Iniziamo dal passato:
  • Inizio dal peccato originale, alla nascita: l’inesistenza del fondo post mortem. Il Comandante provinciale della Guardia di Finanza di Viterbo, deponendo davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, ha dichiarato espressamente che “Gli accertamenti esperiti hanno consentito di evidenziare che all'atto della chiusura della discarica, verificatasi in data 31 gennaio 2014, la disponibilità finanziaria del fondo post mortem era la seguente: totale accantonamenti per il periodo 2005-2013, 14,5 milioni circa; disponibilità al 5 marzo 2014, 1.797.000 euro circa, quindi con una differenza in negativo di circa 12 milioni 795.000 euro. L'utilizzo della quasi totalità del fondo per scopi diversi è stato motivato dalla perdurante carenza di liquidità in cui versava la società sin dalla data di costituzione, determinata in primo luogo da una sottoscrizione con il socio unico, il comune di Bracciano, come già detto all'inizio, di una serie di contratti per servizi con corrispettivi nettamente inferiori rispetto ai costi sostenuti; in secondo luogo, dal sostenimento di ingenti costi di gestione collegati al mantenimento e alla manutenzione dell'intero sito, dalla cui volumetria totale, pari a circa 2 milioni 600.000 metri cubi, già i due terzi, pari a circa 1,8 milioni di metri cubi, dall'anno 2004 erano occupati per conferimenti effettuati durante la precedente gestione. e la mancata escussione delle polizze fideiussorie;...”.
  • Ed a seguire, c’è stata la conseguente gestione deficitaria, protrattasi per lungo tempo: sempre il Comandante provinciale della Guardia di Finanza di Viterbo, deponendo davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, ha dichiarato espressamente che “... Dall'attività di indagine svolta è emerso che la Bracciano Ambiente Spa ha un debito contabile verso la Regione Lazio, per il periodo 2004-2013, pari a 17.833.767 euro. Tale debito è stato pagato per 7.371.368 euro, con un saldo contabile a debito di 10 milioni 462.000 euro ancora da pagare...”. Per questa somma, prima concessa dalla Regione lazio a ristoro delle spese sostenute, e poi revocata, è attualmente pendente un ricorso dinanzi al T.A.R., ma va detto che a questa somma vanno comunque aggiunti i circa 8,4 Mln di Euro di perdite accumulate negli esercizi 2014-2015, che hanno portato in negativo il patrimonio della società;
  • Ed arrivo infine alla mancata redazione di un piano di risanamento solido, inattaccabile, credibile, da parte dell’ex Amministrazione;


Arrivo poi agli eventi di oggi, al decreto di revoca dell’ammissione al concordato preventivo, dal quale si evince chiaramente, a nostro avviso, che i punti cardine che hanno portato alla revoca, ed accelerato la fine della Bracciano Ambiente, sono essenzialmente due:


  • In primo luogo, la revoca, intervenuta il 16 Agosto 2016, del piano concordatario che, seppur “zoppicante” e redatto dall’ex Amministratore Unico, era pur sempre stato accolto dal giudice e, pur con tutti i suoi problemi ed i suoi limiti, ancora teneva in vita l’azienda;
  • In secodno luogo, la mancanza di credibilità del piano alternativo proposto dal nuovo Amministratore Unico, in sostituzione del precedente. Piano ritenuto dal giudice una “nuova proposta” (e non una mera modifica del precedente) non credibile, in quanto mancante, in primis, della della volontà del socio unico, ovvero della volontà del Comune di Bracciano, di questo Consiglio, di questa Amministrazione, che non ha potuto (o forse non ha voluto?) approvarlo.


In particolare questa ultima sequenza di eventi rivela tra l’altro, a nostro avviso, deficienze e responsabilità dell’attuale Amministrazione, infatti:
  • Il 4 Agosto viene nominato il nuovo Amministratore Unico , ed il 16 Agosto viene revocato il bando (cancellando quindi quel piano “poco credibile”), staccando di fatto la flebo che ancora teneva, a fatica, in vita l’azienda.
  • Solo molto tempo dopo, il 26 Settembre (cito a memoria, quindi correggetemi se sbaglio), arriva il “piano B”, il nuovo Piano di sviluppo. E solo il 24 Ottobre (con l’udienza della Bracciano Ambiente fissata per il 27 ottobre), lo stesso viene portato in Consiglio Comunale per l’approvazione.
  • Nella stessa seduta del 24 Ottobre, dopo circa due ore di discussione sull’argomento, viene poi rinviata la deliberazione sul nuovo piano attraverso un emendamento, di fatto una nuova proposta di deliberazione, presentato dal Sindaco. Il nuovo deliberato proposto e votato, rinvia l’approvazione ad una futura seduta del  Consiglio, basando tale decisione su presupposti rivelatisi poi infondati.
  • Il 26 Ottobre, grazie alla relazione dell’Avv. silvia Fiori (prot. A.U. N. 28 del 25 ottobre 2016;Comune di Bracciano Prot. n. 38180 del 26-10-2016 ), Amministratore Unico della Bracciano Ambiente, l’Amministrazione viene messa a conoscenza dell’infondatezza delle ragioni del rinvio della deliberazione.
  • E poi, dal 26 Ottobre al 10 novembre, nonostante la rilevanza della questione, il Consiglio comunale non è stato nuovamente chiamato, d’urgenza, a deliberare sul piano di risanamento, affinché l’11 Novembre potessero essere prodotte le note, autorizzate all’udienza del 27.10.2016, complete di almeno un elemento fondamentale:  la volontà del Socio Unico a portare avanti quel piano per risolvere la crisi dell’impresa e soddisfare i creditori. E dal dispositivo del decreto di revoca, riteniamo non vi sia  dubbio che la mancanza di questa certezza abbia significativamente contribuito ad orientare la decisione del giudice.
  • In compenso il Consiglio comunale è stato però riunito in seduta straordinaria, il 16 Novembre, per deliberare un atto di indirizzo al socio Unico, affinché chiedesse all’Amministratore unico di redigere una una relazione, affinché fossero valutati i presupposti per la eventuale promozione di azioni di responsabilità nei confronti degli ex amministratori!!!! …. Dal 26 Ottobre al 16 Novembre, abbiamo pensato al passato… Con una azienda in fallimento!


Beh, francamente, ci siamo sempre sentiti dire che la situazione della Bracciano Ambiente era stata determinata dalla mala gestio del passato, che avrebbe inevitabilmente condotto alla sua fine eppure ora, esaminata la sequenza dei fatti fin qui esposti, ci viene in mente una considerazione: se crediamo che il ridurre in fin di vita qualcuno potrebbe essere chiamato tentato omicidio, crediamo altresì che dare il colpo di grazia a quella stessa persona perché smetta di soffrire, non possa chiamarsi eutanasia ma, nella migliore delle ipotesi, omicidio.


Ma ormai, tant’è accaduto. Quindi non ci resta che prendere atto di quanto accaduto, e guardare al futuro.


  • In primo luogo al futuro di Cupinoro che, finendo nelle mani della Regione Lazio, che potrà disporne come meglio crede e che, viste le autorizzazioni ancora in essere sul sito, temiamo possa essere tutt’altro che roseo per la cittadinanza.
  • In secondo luogo, al futuro dei lavoratori della Bracciano Ambiente, che resterà alla nostra attenzione e nei nostri pensieri, fino a quando non vi saranno certezze in merito. Anche se non possiamo non ricordare che in questa vicenda altre ventuno persone hanno già perso il lavoro.
  • Ed infine alle eventuali responsabilità dell’Amministrazione, alle quali non esiteremo a richiamarla qualora si rendesse necessario.


E guardiamo al futuro anche ponendo delle domande:
  • A quanto ci risulta, infatti, il comune di Bracciano attualmente presenta, dopo la riconciliazione delle partite contabili,  una situazione debitoria accertata nei confronti della sua fallita partecipata di circa 1.600.000,00 Euro. Tali somme, finendo nella massa creditoria fallimentare, saranno quindi oggetto di richiesta nei confronti del Comune di Bracciano. Che tipo di riflessi potrebbe avere tale richiesta sul piano di riequilibrio approvato ed inviato alla corte dei Conti?
  • Considerando le perplessità espresse dai revisori dei conti dell’Ente  nel parere sul piano di riequilibrio finanziario pluriennale, sui “ … non chiari rapporti con la partecipata Bracciano Ambiente S.p.A…..”, è possibile ad oggi sapere se l’intervenuta dichiarazione di fallimento possa avere riflessi sul bilancio dell’Ente?
  • E’ stata fatta una valutazione del rischio che il Comune di Bracciano, socio unico, sia chiamato a rispondere degli oltre dodici milioni di euro di debiti della fallita società in house?


Ci poniamo queste domande perché, nella sentenza dichiarativa di fallimento leggiamo, in primo luogo, che il tribunale giunge alla conclusione che alle società in house degli enti pubblici, “..... non può che trovare applicazione la regola generale della soggezione alle procedure concorsuali delle società esercenti attività commerciale”. Nonché leggiamo che il tribunale “AUTORIZZA ….. [l’acquisizione delle, ndr] informazioni necessarie alla ricostruzione dell’attivo e del passivo della società fallita e dei soci illimitatamente responsabili,....”. Ed infine leggiamo che il tribunale segnala al curatore fallimentare che “... entro e non oltre sei mesi dalla pubblicazione della presente sentenza dovrà essere depositato il programma di liquidazione contenente l’indicazione del patrimonio del fallito e dei soci illimitatamente responsabili,...”.
poniamo queste domande anche perchè, pur non essendo tecnici, da alcune ricerche che effettuate, abbiamo rilevato che, nel caso in cui il capitale sia detenuto al 100% da un unico soggetto, la giurisprudenza non sempre è orientata verso la limitazione della responsabilità al solo capitale e patrimonio del soggetto giuridico fallito. In alcuni casi viene chiamato a rispondere dei debiti anche il socio unico, considerato illimitatamente responsabile.


Desidereremmo, infine, ricevere qualche ultimo chiarimento anche dal Segretario Comunale,  Dott.ssa Tommasini,, in merito al deliberato:


  1. In primo luogo, vorremmo un chiarimento sul significato del secondo punto, che recita “Prendere atto che la disposizione prevista nella sentenza all’esercizio provvisorio limitatamente all’attività di raccolta differenziata dei rifiuti, di manutenzione cimiteriale  e di illuminazione votiva;”...... Si intende forse prendere atto della disposizione del giudice in merito a......?
  2. In secondo luogo, ugualmente, un chiarimento sul significato del secondo punto, che recita “Dare mandato alla Giunta ed al Sindaco nonché ai Responsabili di Area competenti in materia nel rispetto delle reciproche prerogative e responsabilità per l’avvio di tutte le procedure previste dalla vigente normativa per l’affidamento a nuovo gestore del ciclo dei rifiuti, nonché della manutenzione cimiteriale e di illuminazione votiva, fino all’affidamento da parte del Comune di Bracciano a nuovo gestore;”.  Oltre al reale significato della frase, non riusciamo a capire perché il Consiglio avrebbe competenza in materia di procedure legate a gare di appalto per l’affidamento di servizi.
  3. Vorremmo infine capire da dove sorge la necessità di chiamare il Consiglio a deliberare l’autorizzazione alla stipula dei contratti di servizio con il Fallimento della Bracciano Ambiente, S.p.A. per l’esercizio provvisorio, considerando che tale disposizione è già contenuta nella sentenza dichiarativa del fallimento, e che si tratta di attività amministrativa.


Dichiaro fin d’ora che qualora ci trovassimo nella impossibilità di esprimere un SI o un NO consapevole e convinto sul tema, dopo aver ricevuto risposta alle domande poste, il Gruppo consiliare del Movimento 5 stelle in sede di votazione, si asterrà.


Chiediamo infine che la dichiarazione rilasciata venga messa agli atti del Consiglio, e ne consegniamo copia al Segretario Comunale.
Grazie.

Consigliere Alessandro Persiano


Consigliere Marco Tellaroli

sabato 26 novembre 2016

Referendum Costituzionale - Incontro con i Parlamentari

Con lo stravolgimento della Costituzione, non è in gioco tanto il destino dell’esecutivo, di cui poco ci importa (morto un governo, se ne fa sempre un altro), quanto soprattutto quello della Costituzione che è alla base della nostra convivenza democratica. In questo evento, spiegheremo alla cittadinanza, cosa cambierà votando "si" al referendum del 4 dicembre e cosa significherà votare "NO" Riassumeremo le nostre ragioni per opporci alla controriforma Boschi-Verdini. Se volete farle conoscere ai vostri amici, colleghi e famigliari, basterà esser presenti all'evento.





Entrata gratuita senza scopo di lucro.

mercoledì 23 novembre 2016

BRACCIANO AMBIENTE: CHE PASTROCCHIO

Siamo dispiaciuti per i dipendenti della Bracciano Ambiente e per le loro famiglie.
Il Sindaco si assuma adesso le proprie responsabilità e prenda impegni serî: incontri al più presto i sindacati per concordare la migliore soluzione per l'Azienda, affinché siano garantiti i livelli occupazionali.



La Bracciano Ambiente, dopo mesi di agonia, è “morta”.
Nel decreto di revoca del concordato che porta alla istanza di fallimento, i giudici evidenziano che la Bracciano Ambiente ha modificato varie volte il progetto che era il pilastro del piano concordatario, giungendo alla conclusione che l'ultimo inviato non era credibile.
Leggiamo infatti nel decreto che “… trattandosi di una differente configurazione della proposta, tale da superare in toto l’assetto originario, essa avrebbe dovuto essere accompagnata da una rinnovazione delle attività di valutazione del piano da parte del professionista attestatore…” ; ed ancora, “… il nuovo piano non è, all’attualità, stato oggetto di valutazione da parte del consiglio comunale socio unico della proponente (che, nella seduta del 24.10.2016, si è astenuto dal formulare alcun “parere definitivo sulla validità del piano…”.
Il punto fondante della motivazione dei giudici sarebbe quindi il fatto che il piano depositato dalla Bracciano Ambiente il 20 ottobre scorso è una proposta completamente nuova, non credibile, e non una semplice modifica rispetto a quanto revocato in data 16 Agosto 2016 (il bando per l’ecodistretto).
Più avanti sono evidenziati altri punti critici: per esempio, il fatto che “allo stato, non è stata fornita evidenza in ordine all’avvio dei complessi procedimenti amministrativi diretti all’ottenimento dei “pareri, nulla osta e autorizzazioni per realizzare gli impianti descritti nel «Piano di sviluppo sostenibile della discarica in località Cupinoro»”, nonché il fatto che “… appare del tutto irrealistico prevedere l’incasso per la seconda metà del 2017 del corrispettivo mensile a titolo di royalty…”, così come manca “... l’acquisizione da parte della Bracciano Ambiente di tutte le necessarie coperture finanziarie al progetto,….”
Perplessità, domande e rilievi da noi in larga parte sollevati anche in sede di Consiglio Comunale, dai banchi dell'opposizione, basandoci in larga parte sulle stesse deduzioni ed argomentazioni che oggi diventano la determinante del fallimento definitivo dell’Azienda.
D’altronde, durante la seduta straordinaria del Consiglio del 16 Novembre, abbiamo anche chiaramente detto che dal 26 Ottobre (data in cui l’attuale Amministratore Unico della BA forniva chiarimenti, a nostro avviso, sufficienti per valutare di nuovo, con urgenza, il Piano), fino al 16 Novembre (data del Consiglio), nulla era stato fatto.
Il Consiglio infatti era stato di nuovo chiamato, in seduta straordinaria, a parlare del passato, senza minimamente esser stato convocato per tempo per parlare del futuro.
Perché non convocare una ulteriore seduta straordinaria, magari il 31 ottobre, per esprimere un parere sul piano, alla luce dei chiarimenti forniti dall’Amm.re Unico della Bracciano Ambiente, per poi inviare al Tribunale “… le note prodotte il giorno 11.11.2016, autorizzate all’udienza del 27.10.2016…” ?
Nessuno ce lo assicura, ma riteniamo che queste ultime avrebbero potuto contenere almeno un elemento molto importante per fornire una visione diversa ai giudici, che nel decreto affermano che: "il nuovo piano, non approvato dal socio unico, privo delle necessarie attestazioni di fattibilità e carente delle necessarie autorizzazioni amministrative, rappresenterebbe un’operazione esclusivamente finalizzata a ritardare la risoluzione della crisi dell’impresa e il soddisfacimento dei creditori".
Non v’è dubbio che uno degli elementi, forse il più importante, che viene chiaramente messo in dubbio in questo passaggio, è LA REALE VOLONTÀ DEL SOCIO UNICO, DI PORTARE AVANTI UNA REALE SOLUZIONE allo stato di crisi dell’Azienda.
Che cosa aggiungere: un vero e proprio pastrocchio amministrativo, dalle conseguenze ancora incerte, ma sicuramente dannose per la nostra Comunità.
Infatti ora, decadendo il contratto di concessione stipulato tra l’Università Agraria di Bracciano e la Bracciano Ambiente S.p.A (a seguito del fallimento, conseguente alla mancata approvazione di un credibile piano di continuità aziendale), le terre di Cupinoro torneranno nella disponibilità dell’Università Agraria, e di conseguenza la post-gestione della discarica di Cupinoro tornerà nelle mani della Regione Lazio, che disporrà come meglio crede per il futuro del territorio. Inoltre, viste le autorizzazioni ancora in essere, il sito di Cupinoro potrebbe ancora avere un valore di milioni di Euro, e sarebbe quindi in grado di attirare facilmente gli appetiti di imprenditori del business dei rifiuti, interessati ovviamente a perseguire il profitto piuttosto che l’interesse pubblico ed il rispetto del territorio.
Riteniamo che il Sindaco debba a questo punto assumersi le proprie responsabilità, prendendo seri impegni con i cittadini, le associazioni di categoria e i lavoratori.
Per quanto possa valere, a questi ultimi, i 50 attualmente in forza ed i 29 che hanno già perso il lavoro, va la nostra solidarietà, in quanto riteniamo siano le prime e vere vittime di incapacità gestionali e amministrative.
Ad essi andrà riservata la massima e particolare attenzione, affinché vengano cercate e trovate soluzioni reali, e non mere promesse, fatte attraverso “roboanti” dichiarazioni in sede di Consiglio Comunale.
Il futuro, per Bracciano, è ormai incerto: il credito vantato da alcuni privati ammonta a circa 199.000€, e il debito ammonta invece a circa 20 milioni di Euro. Questa amministrazione come intende procedere? Quali saranno le sorti di Cupinoro, che vede venire a mancare l'ente gestore? Le concessioni impiantistiche rimarranno, ma chi gestirà ora il post mortem?
Molte domande insomma, e una sola certezza: questo Sindaco e la sua Giunta hanno fallito l’obiettivo.

Gruppo Consiliare M5S Bracciano


sabato 19 novembre 2016

Bracciano - Marco Tellaroli e Alessandro Persiano: “La vera storia della Bracciano Ambiente la vogliono far comparire distorta”

Intervento dei consiglieri comunali Marco Tellaroli e Alessandro Persiano: sul punto 2 dell’ordine del giorno Consiglio comunale del 16.11.2016 “Atto di indirizzo del Consiglio Comunale al Socio Unico della Bracciano Ambiente Spa in merito ad iniziative volte alla tutela della società partecipata ed in via indiretta del Comune di Bracciano”


La vera storia Economica della Bracciano Ambiente è questa:

La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti



PRESIDENTE. Mi scusi, è una condanna in primo grado o definitiva quella del pagamento di 900.000 euro ?
  GIOSUÈ COLELLA, Comandante provinciale della Guardia di Finanza di Viterbo. In primo grado, presidente. Sulla base di questa vertenza, l'attività svolta dalla compagnia della Guardia di finanza di Civita Castellana è attualmente al vaglio della magistratura contabile. Riguarda, sostanzialmente, due fattispecie. La prima è l'utilizzo del fondo cosiddetto post mortem, che descrivo brevemente. Quelli post mortem sono fondi costituiti per sostenere gli oneri futuri necessari per il ripristino, la riconversione e la riqualificazione delle aree interessate dalla discarica, e comprendono anche i costi per la gestione post-operativa dell'impianto. In sintesi, quando la discarica non viene più utilizzata per lo smaltimento dei rifiuti, ha inizio la gestione post-operativa, detta anche gestione post mortem. In questa fase il gestore della discarica svolge le attività necessarie per mantenere i requisiti di sicurezza ambientale, come richiesto dalla normativa vigente, il decreto legislativo n. 36 del 2003, ovvero il mantenimento in efficienza delle reti e delle apparecchiature degli impianti e dei presidi, i controlli per garantire la sicurezza dell'impianto nel suo complesso, il monitoraggio e la sorveglianza degli aspetti ambientali correlati all'impianto. 
  Il decreto legislativo richiamato impone, quindi, obbligatoriamente, di accantonare una quota parte dei ricavi di gestione in un fondo per il ripristino ambientale e per la gestione trentennale post-esercizio. A tal fine, la tariffa applicata per i conferimenti in discarica è comprensiva di una quota che va ad alimentare il fondo di accantonamento, che vede quindi pagato, in via definitiva, tale fondo da chi conferisce nella discarica. Gli accertamenti esperiti hanno consentito di evidenziare che all'atto della chiusura della discarica, verificatasi in data 31 gennaio 2014, la disponibilità finanziaria del fondo post mortem era la seguente: totale accantonamenti per il periodo 2005-2013, 14,5 milioni circa; disponibilità al 5 marzo 2014, 1.797.000 euro circa, quindi con una differenza in negativo di circa 12 milioni 795.000 euro. L'utilizzo della quasi totalità del fondo per scopi diversi è stato motivato dalla perdurante carenza di liquidità in cui versava la società sin dalla data di costituzione, determinata in primo luogo da una sottoscrizione con il socio unico, il comune di Bracciano, come già detto all'inizio, di una serie di contratti per servizi con corrispettivi nettamente inferiori rispetto ai costi sostenuti; in secondo luogo, dal sostenimento di ingenti costi di gestione collegati al mantenimento e alla manutenzione dell'intero sito, dalla cui volumetria totale, pari a circa 2 milioni 600.000 metri cubi, già i due terzi, pari a circa 1,8 milioni di metri cubi, dall'anno 2004 erano occupati per conferimenti effettuati durante la precedente gestione. In sostanza, la Bracciano Ambiente Spa, all'atto Pag. 7 dell'assunzione della gestione del sito di Cupinoro, si è assunta la cura e la manutenzione di un'area precedentemente gestita dalla Sel, Servizi ecologici laziali, società consortile a responsabilità limitata, già satura per i suoi due terzi. Ciò ha comportato che, alla data del 31 gennaio 2014, per un totale complessivo di rifiuti conferiti in discarica pari a circa 2 milioni 400.000 metri cubi, la società ha percepito ricavi per i conferimenti pari solo a 825.900 metri cubi circa, quindi, un terzo. Di contro, essa ha dovuto contestualmente provvedere alla messa in sicurezza, manutenzione e smaltimento del percolato dell'intera area. In sostanza, la società ha garantito la gestione della discarica sostenendone, in luogo del precedente gestore, il 100 per cento dei relativi costi di post-gestione, ma con ricavi generati da meno di un terzo dell'area. Inoltre, per i lotti del sito di propria competenza, quindi quelli autorizzati dalla Regione Lazio, per un terzo, con decreto AIA n. 46 del 2007, modificato nel 2008, la Bracciano Ambiente Spa ha regolarmente prestato le garanzie finanziarie a favore dell'ente regionale per la fase operativa e il costo operativo della discarica. La quantificazione degli importi a garanzia è stata determinata sulla base delle volumetrie della discarica ancora disponibili al tempo della stipula delle polizze medesime. Il sistematico ricorrere a detti fondi è stato oggetto di segnalazione da parte nostra alla magistratura contabile in relazione all'eventuale danno patrimoniale. Le condotte descritte sono state comunicate per le valutazioni di competenza anche all'autorità giudiziaria ordinaria e alla procura della Repubblica presso il tribunale di Civitavecchia, che ha aperto un procedimento penale, n. 4036 del 2004, allo stato ancora pendente. Per tali fattispecie i soggetti coinvolti sono il consiglio d'amministrazione e il collegio sindacale della Bracciano Ambiente Spa. Altra fattispecie di questa vertenza riguarda il mancato versamento dei tributi spettanti alla regione Lazio, l'ecotassa. A decorrere dal 1o gennaio 1996 è stato istituito il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi. Tralascio i riferimenti normativi. Soggetto passivo dell'imposta è il gestore dell'impresa di stoccaggio, con obbligo di rivalsa nei confronti di colui che effettua il conferimento. Il tributo deve essere pagato alle regioni entro il mese successivo alla scadenza del trimestre solare in cui sono state effettuate le operazioni di deposito, ed è determinato sulla base del quantitativo espresso in chilogrammi per rifiuti conferiti. Dall'attività di indagine svolta è emerso che la Bracciano Ambiente Spa ha un debito contabile verso la Regione Lazio, per il periodo 2004-2013, pari a 17.833.767 euro. Tale debito è stato pagato per 7.371.368 euro, con un saldo contabile a debito di 10 milioni 462.000 euro ancora da pagare. Per il recupero del debito spettante, la Regione Lazio, direzione regionale programmazione economica e bilancio demanio e patrimonio, ha emesso entro i termini di prescrizione previsti appositi atti di accertamento e contestuale erogazione di sanzioni. Tali condotte sono state comunicate per le valutazioni di competenza all'autorità giudiziaria ordinaria presso la procura della Repubblica di Civitavecchia. Tale comunicazione è confluita nello stesso procedimento prima citato, allo stato ancora in corso. Tali condotte sono altresì al vaglio attualmente della magistratura contabile. Anche in questo caso i soggetti coinvolti sono i componenti del consiglio d'amministrazione e il collegio sindacale della Bracciano Ambiente Spa. Infine, abbiamo la quarta vertenza, n. 944 del 2015, anche questa attualmente ancora al vaglio della magistratura contabile. Gli accertamenti hanno evidenziato un importante decremento del patrimonio netto della Bracciano Ambiente Spa, che ha comportato una conseguente considerevole diminuzione del valore della partecipazione sociale del socio unico nella partecipata per un 1.271.409 euro. Tale decremento è stato rilevato dall'esame dei bilanci della società, che evidenziano al 31 dicembre 2011 una partecipazione sociale con un valore di 3,2 milioni di euro, che invece al 31 dicembre 2012, dopo un anno, viene ridotta a 1,9 milioni. Questo disvalore è Pag. 8pari a circa 1,2 milioni di euro. Anche quest'evidenza veniva sottoposta al vaglio della magistratura contabile e veniva sottoposta, quindi, al vaglio la condotta del sindaco del comune di Bracciano nella sua qualità di rappresentante legale del socio unico, cioè del comune, della partecipata Bracciano Ambiente Spa. Sostanzialmente, la condotta sottoposta al vaglio riguarda la mancata attivazione delle necessarie azioni per la tutela del patrimonio sociale e l'aver trascurato la vigilanza sull'amministrazione dei beni comunali, consentendo in tal modo il dissipamento delle partecipazioni sociali nella partecipata. Fondamentalmente, queste sono le attività svolte dalla compagnia della Guardia di finanza di Civita Castellana nei confronti della Bracciano Ambiente Spa e, di conseguenza, del comune di Bracciano. Come detto, le prime due vertenze hanno avuto una definizione con atto di citazione e con una sentenza, che deposito agli atti. Le ultime due sono al vaglio della magistratura contabile.
  PRESIDENTE. La prima vertenza inizia nel 2007: nel 2015 gli amministratori sono sempre gli stessi ? Il sindaco è sempre lo stesso per quello che vi risulta ?
  GIOSUÈ COLELLA, Comandante provinciale della Guardia di finanza di Viterbo. Non so risponderle su chi sono le persone, se cioè siano le stesse o altre. Penso che siano cambiate perché il periodo è abbastanza lungo.
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Con Assemblea Ordinaria del 04 Agosto 2016 l’avvocato Silvia Fiori è stata nominata Amministratore Unico della Bracciano Ambiente Spa.
La Bracciano Ambiente abbandona il settore rifiuti
Nei primi di ottobre 2016 è stata fatta un’assemblea della Bracciano Ambiente.
le novità che l’avvocato Silvia Fiori vuole portare nella missione aziendale della società del comune di Bracciano, è l'abbandono del trattamento dei rifiuti e di Cupinoro, per rilanciarla in altre attività e servizi.
Ma non mancano le questioni da chiudere prima di poter fare questo passaggio.
Sono infatti molti i conti aperti tra il Comune e la partecipata.
Innanzitutto la società ha intenzione di avviare un controllo degli introiti del 2015, verificando residui da versare da parte del Comune di Bracciano, e questi potrebbero non corrispondere con i reali impegni messi a Bilancio dall'ente. Il rischio è quello di avere inserito nel bilancio societario incassi per i quali il Comune di Bracciano potrebbe non avere adeguati impegni di spesa.
L’altra vicenda annosa da chiudere è quella emersa nei giorni scorsi relativa ai contributi dei lavoratori, che non sarebbero stati pagati per una cifra superiore ai 248mila euro.
Per questo ed altri fatti, l’assemblea ordinaria dei soci ha deciso «di promuovere senza indugio l’azione di responsabilità nei confronti dell’organo amministrativo e di controllo della società in carica fino al 04/08/2016». Questa decisione sarebbe  da ricondurre al ritardo con cui l’organo di controllo ha fatto emergere il mancato pagamento dei contributi.
Nel frattempo l’assemblea ha preso atto che la società non è più in grado di far fronte alle spese di gestione della discarica di Cupinoro.
Questo a causa della cessazione dell'attività di conferimento dei rifiuti, risalente al 30 gennaio 2014.
Dal primo febbraio 2014, infatti, la gestione della discarica avrebbe dovuto essere finanziata con il fondo post portem, accantonato negli anni come quota parte dell’introito dei rifiuti conferiti. Questo fondo che sarebbe dovuto ammontare a circa 20 milioni di euro, sarebbe di fatto inesistente.
Sul conto corrente post mortem presso la BNL di Roma, infatti, risulterebbero presenti solo 148.936,19 euro di cui 145mila già vincolati e quindi inutilizzabili.
se questo risponde a verità, la società disporrebbe quindi di soli 3.000 euro circa di liquidità per la gestione dell’impianto per i prossimi anni.
Il presidente dell’assemblea avrebbe quindi proposto di contrattualizzare il servizio di gestione e manutenzione del sito il località Cupinoro.
Per garantire un futuro alla Bracciano Ambiente è però necessario riuscire a superare la situazione di stallo con i creditori.
Della questione se ne sarebbe dovuto parlare a metà settembre, ma la questione è stata poi rinbviata in virtù della richiesta del cambio del piano concordatario con il tribunale fallimentare di Civitavecchia.
L’assemblea ha annunciato che «è stato elaborato un nuovo piano di sviluppo del sito industriale su cui insiste la discarica di Cupinoro e i relativi impianti».
La Bracciano Ambiente quindi abbandonerà il settore dei rifiuti per «perseguire nuove redditività ecosostenibili».
La società quindi procederà «all’analisi della fattibilità tecnica e del ritorno economico degli interventi che hanno lo scopo di addivenire alla rinaturalizzazione del sito in località Cupinoro  (...) compatibilmente con il nuovo piano di sviluppo che permetterà di disporre di risorse economiche da attività ecocompatibili per la promozione e l’incremento del valore ecologico di porzioni del territorio come misura compensativa al disagio costituito dalla discarica».
Queste attività, negli intenti della Bracciano Ambiente, dovrebbero consentire di creare nuove opportunità di lavoro, potenzialmente indotte dalle attività sviluppate.
Il nuovo piano industriale è già stato trasmesso al comune  di Bracciano, ed è stato portato in discussione nella seduta del 24 Ottobre 2016, che aveva al punto n. 6 dell'Ordine del Giorno la voce: "INDIRIZZI IN MERITO AL PIANO DI SVILUPPO SOSTENIBILE DELLA DISCARICA PRESENTATA DALLA SOCIETA' BRACCIANO AMBIENTE S.P.A.";
Il piano di cui sopra doveva infatti essere preventivamente discusso in sede di Consiglio Comunale per l'approvazione, per poter poi essere depositato presso il Tribunale di Civitavecchia sez. Fallimentare (in base al procedimento per la revoca all'ammissione al concordato ai sensi dell'art.173 1.f).
Durante la seduta consiliare testé citata erano presenti l'Amministratore Unico della Bracciano Ambiente S.p.A., Avv. Silvia Fiori, ed il Dott. Spadoni, Direttore Tecnico del sito di Cupinoro i quali, a fronte delle richieste di chiarimenti dei Consiglieri Comunali relativamente al piano di sviluppo, hanno dato le dovute risposte.
Ma dopo ampia discussione sul punto in oggetto (quasi due ore), il Sindaco Armando Tondinelli portava all'attenzione del Consiglio un proprio emendamento (benché pervenuto oltre la data di convocazione e pubblicazione della convocazione; ma transeat), avente per oggetto la "Deliberazione della Deputazione Agraria Atto n.44 del 21/10/2016 protocollo 37635".
Nell’emendamento di cui sopra, viene citata la Deliberazione della Deputazione Agraria di cui sopra. Nel "Preso atto" dell'emendamento portato in Consiglio, il testo citato è difforme rispetto a quello presente nell'originale: poiché leggiamo che [i rapporti tra, n.d.r.] “devono essere risolti giusta la comunicazione dell’Amministrazione della Bracciano Ambiente stessa del 09/05/2014 prot. n.157 con ogni conseguenza di legge per a mancata riconsegna delle aree”, mentre nell’Atto n.44 del 21/10/2016 protocollo 37635 dell’Università Agraria, troviamo che “.... i rapporti con la Bracciano ambiente devono intendersi risolti giusta la comunicazione dell’Amministratore della Bracciano Ambiente stessa del 09/05/2014 prot. n. 157 con ogni conseguenza di legge in ordine alla mancata riconsegna delle aree”.
Nella frase originale i rapporti devono “intendersi” risolti, nella seconda frase citata (modificata) devono “essererisolti, così come nell'originale si legge “Amministratore”, mentre nell'emendamento si riporta “Amministrazione” e infine, sempre nell'originale, troviamo “in ordine alla”, mentre nel testo riportato nell’emendamento leggiamo “per”.
Tale difformità del testo produce, a nostro avviso, una frase ambigua e diversa dall’originale. E proprio questo è stato il punto cardine da cui ha avuto origine la decisione della maggioranza consiliare [cit.] "Di rinviare a successiva seduta la valutazione del piano...",  poiché non era in quel momento in grado [cit.] ".... di poter esprimere parere definitivo sulla validità del piano",  almeno fino a quando non fosse stata preliminarmente (punto 1) [cit.] "... dimostrata la validità del contratto per le aree di proprietà dell'Università Agraria in concessione alla Bracciano ambiente".
A conferma del fatto che la difformità del testo rispetto all'originale abbia influenzato la decisione finale, a nostro avviso, si evince anche dalla relazione redatta dall'Amministratore Unico appena 24 ore dopo la chiusura della seduta del consiglio comunale del 24 Ottobre, ed inviata anche a: Procura di Civitavecchia, Corte dei Conti, Guardia di Finanza e Tribunale Fallimentare (Prot. A.U. N. 28, del 25 ottobre 2016; Comune di Bracciano Prot. n. 38180 del 26-10-2016).
In detta relazione l’Avv. Fiori, basandosi sul testo originale della deliberazione della deputazione Agraria del 21/10/2016, giunge infatti a conclusione diametralmente opposta, rispetto alle ipotesi prospettate nell’emendamento “depositato, durante la seduta del Consiglio Comunale di Bracciano del 24 ottobre 2016”
sempre partendo dal presupposto di cui poc'anzi, nell’emendamento presentato, nel “Tenuto Conto”, viene citata per contro, anche l’Università Agraria.
Infatti nel testo leggiamo:
che, per contro, sebbene a conoscenza sia della presentazione del precedente piano concordatario del giugno 2015, sia della circostanza che risultava essere creditrice per somme ingenti della Bracciano Ambiente per come evidenziato nella stessa delibera 44/2016, non aveva denunciato, per quello che è dato conoscere, al Tribunale Fallimentare, nel al Comune di Bracciano, né tantomeno aveva segnalato tale preclusione all’Amministrazione comunale;
che l’accertamento dei fatti e la valenza giuridica della asserita risoluzione contrattuale rappresenta dalla nota del 09 maggio 2014, anche attraverso la richiesta di un parere legale, appare inconciliabile con la data dell’udienza fissata innanzi al Giudice della Sezione Fallimentare del Tribunale di Civitavecchia per il giorno 26 p.v., data nella quale dovranno essere presentate dalla Bracciano Ambiente S.p.a le modifiche al piano concordatario;
che è interesse primario del Consiglio Comunale evitare ulteriori danni erariali derivanti da abusi e comportamenti posti in essere in danno al Comune di Bracciano e della sua partecipata in house Bracciano Ambiente;
che è altresì interesse del Consiglio Comunale accertare la verità e proseguire i responsabili di eventuali condotte illecite, illegittime o foriere di danno erariale.”

Va inoltre osservato che, un altro atto fondamentale su cui è stata assunta la decisione di rinvio della valutazione del piano, è una nota del 09 maggio 2014 dell'ex AU . Marcello Marchesi, (protocollo AU n.18 del 9 maggio 2014). Ma trattasi di una nota indirizzata al locatore, Università Agraria, “proprietaria di terreni e aree dove è ubicata la discarica di Cupinoro” e per conoscenza al Sindaco del Comune di Bracciano, ed è relativa alla richiesta di “procedere congiuntamente alla determinazione dell’indennizzo” in luogo del canone, come espressamente previsto dall’Art. 5 della Convenzione.
Senza contare che, in merito al “contratto di concessione del 21 aprile 2010, registrato il 26 aprile 2010 con n. 3336, serie 3, Ufficio Entrate Roma 3”, in merito alla durata della concessione, l’Art. 4 recita “ La durata  della concessione, in considerazione dell’attività esercitata dalla parte concessionaria e dell'interesse pubblico perseguito, viene stabilita con riferimento al permanere in capo alla Bracciano Ambiente S.p.A. delle autorizzazioni, anche se rilasciate successivamente alla stipulazione del presente contratto, in relazione alla gestione della discarica, al ciclo di lavorazione dei rifiuti e a tutti gli impianti ad essa annessi e connessi”. Sempre nel contesto del citato Art. 4 viene altresì stabilito che “... le parti si danno reciprocamente atto che fino a quando permarrà in capo alla concessionaria anche una sola autorizzazione, relativa ad opere e/o impianti ubicati nell’area oggetto di concessione, il contratto sarà efficace tra le parti”.
Inoltre, nell’Art. 3 del “contratto di concessione” di cui sopra, relativamente all’utilizzazione dei terreni, è previsto che, “… la società concessionaria, previo rilascio delle relative autorizzazioni e/o concessioni da parte degli organi competenti, avrà titolo e diritto di effettuare sui fondi oggetto del presente contratto ogni opera, manufatto, pertinenza, ufficio, magazzino, area tecnica, impianto, sia esso strettamente connesso all’attività di smaltimento rifiuti, sia esso ritenuto opportuno per il proseguimento dei propri scopi sociali, con espresso ma non esclusivo riferimento alla produzione di energia da fonti alternative, quale l'installazione di pannelli e impianti destinati alla produzione di energia da biomasse o fotovoltaico, o quant’altro che sia ritenuto utile al conseguimento dei propri fini o ad una più razionale e proficua utilizzazione del fondo, senza che il concedente possa vantare alcun diritto, fatto salvo lo ius (tollendi o retinendi) alla cessazione del contratto,….”.

Per queste ragioni come gruppo consigliare del Movimento 5 Stelle, esprimiamo il nostro voto contrario al punto 2 dell’ordine del giorno e chiediamo che tale intervento e la documentazione richiamata vengano allegate alla deliberazione di consiglio comunale.






lunedì 14 novembre 2016

L’emendamento del Sindaco Tondinelli, mette a rischio la sua maggioranza che non legge prima di votare e di conseguenza la Bracciano Ambiente.

Nessuna strategia per l’amministrazione, che non vuole mettere in campo nessun salvataggio per la società Bracciano Ambiente, perché nella seduta in oggetto,al punto n. 6 dell’Ordine del Giorno la voce: “INDIRIZZI IN MERITO AL PIANO DI SVILUPPO SOSTENIBILE DELLA DISCARICA PRESENTATA DALLA SOCIETA’ BRACCIANO AMBIENTE S.P.A.”; il Sindaco Armando Tondinelli portava all’attenzione del Consiglio un proprio emendamento che, nel primo punto del “preso atto”, fa riferimento alla “Deliberazione della Deputazione Agraria Atto n.44 del 21/10/2016 protocollo 37635”. Con tale emendamento, si è deliberato  “di rinviare a successiva seduta la valutazione del piano in esame…”  riportando tra virgolette in modo sostanzialmente difforme rispetto a quanto effettivamente scritto nel deliberato originale della Deputazione Agraria troviamo infatti che [i rapporti tra, n.d.r.] (Cit.) “devono essere risolti giusta la comunicazione dell’Amministrazione della Bracciano Ambiente stessa del 09/05/2014 prot. n.157 con ogni conseguenza di legge per a mancata riconsegna delle aree”; mentre  Nell’Atto n.44 del 21/10/2016 protocollo 37635 dell’Università Agraria, troviamo che (Cit.) “…. i rapporti con la Bracciano Ambiente devono intendersi risolti giusta la comunicazione dell’Amministratore della Bracciano Ambiente stessa del 09/05/2014 prot. n. 157 con ogni conseguenza di legge in ordine alla mancata riconsegna delle aree”whatsapp-image-2016-11-14-at-10-03-14
“Nel nuovo Decreto Madia del Governo Renzi la Corte dei Conti potrà agire solo a fronte di un danno patrimoniale diretto arrecato all’ente partecipante, mentre l’azione di responsabilità contro gli amministratori viene lasciata di norma in capo all’ente azionista (immaginate il nominato che viene perseguito da chi lo ha messo su quella poltrona). E l’ente locale, quindi i cittadini, rimangono il bancomat su cui si scaricano i buchi di bilancio della società. Nel decreto inoltre è inserito un comma che prevede che, se una partecipata fallisce, nei successivi cinque anni la pubblica amministrazione controllante non può costituirne una nuova né acquisire o mantenere partecipazioni in società che operano nello stesso settore. Ma allora come verrà gestito quel servizio? Si aprono le porte a esternalizzazioni e privatizzazioni generalizzate.”
TUTTO CIÒ PREMESSO, OSSERVATO, VISTO, CONSIDERATO E TENUTO CONTO
Si interroga il Sindaco, Dott. Armando Tondinelli e tutti i  Consiglieri Comunali di maggioranza, per sapere se:
●       gli atti sui quali si è fondata la decisione di rinvio a futura deliberazione del  punto n. 6 dell’Ordine del Giorno del Consiglio Comunale del 24 ottobre 2016: “INDIRIZZI IN MERITO AL PIANO DI SVILUPPO SOSTENIBILE DELLA DISCARICA PRESENTATA DALLA SOCIETA’ BRACCIANO AMBIENTE S.P.A.”, ovvero:
➢        la “Deliberazione della Deputazione Agraria Atto n.44 del 21/10/2016 protocollo 37635”;
➢        “L’emendamento prodotto dal Sindaco Armando Tondinelli del 24/10/2016 con oggetto “Deliberazione della Deputazione Agraria Atto n.44 del 21/10/2016 protocollo 37635”;
sono stati letti e confrontati nell’ambito della maggioranza, prima di essere votati e approvati;
●       erano a conoscenza delle autorizzazioni ancora in essere, e delle date di rinnovo delle stesse, come ad esempio l’autorizzazione integrata ambientale per la discarica di Bracciano, approvata dal Consiglio dei Ministri il 08-08-2014, e quindi successiva alla comunicazione di cui al prot. n. 157 prodotto dall’ex Amministratore della Bracciano Ambiente (prot. A.U. 18 del 09 maggio 2014);
●       erano a conoscenza del “contratto di concessione del 21 aprile 2010, registrato il 26 aprile 2010 con n. 3336, serie 3, Ufficio Entrate Roma 3”, e in particolare se avevano contezza in merito alla durata della concessione, e dell’Art. 6 Recesso Parziale del Concessionario;
●       erano a conoscenza del fatto che, essendo il contratto di concessione stipulato tra l’Università  Agraria di Bracciano e la Bracciano Ambiente S.p.A, qualora la stessa fallisse (poiché a seguito della mancata approvazione di un piano di continuità aziendale,  non riuscirebbe a superare la fase critica della richiesta di fallimento), le terre di Cupinoro tornerebbero nella disponibilità dell’Università Agraria stessa, e la post-gestione della discarica di Cupinoro tornerebbe nelle mani della Regione Lazio;
●       erano a conoscenza del fatto che, in caso di fallimento, viste le autorizzazioni ancora in essere, il sito di Cupinoro potrebbe comunque avere un valore di milioni di Euro. Un sito che sarebbe quindi in grado di attrarre facilmente sul territorio appetiti di imprenditori privati, che puntano al business dei rifiuti per perseguire il profitto piuttosto che l’interesse pubblico;
●       si ritiene verosimile che il Sindaco, Dott. Armando Tondinelli, non fosse a conoscenza del dettato e degli effetti del contratto in parola, atteso che ha svolto un ruolo importante nella giunta pro-tempore che ha istituito la BA, e che fa parte del consiglio comunale da oltre due lustri.
I consiglieri comunali Marco Tellaroli, Alessandro Persiano e Donato Mauro hanno presentato un’interrogazione urgente a risposta scritta al Sindaco Armando Tondinelli e tutti i  Consiglieri Comunali di maggioranza.

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