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venerdì 2 febbraio 2018

Elezioni Politiche 2018 – Il capolavoro politico della Provincia di Roma Nord Ovest


Altro che rinnovamento: per le elezioni politiche del 4 marzo: le forze politiche, specie Forza Italia e il Partito Democratico, si continuano a portare appresso le care vecchie abitudini (indagini, processi, nomine “in famigghia” e fallimenti politici), in nome del garantismo estremo e “della lotta di civiltà all’antipolitica”. A dispetto dei desideri dei cittadini.



Guardando le liste dei partiti, sembra di esser tornati indietro di vent'anni. Altro che società civile, altro che competenza, altro che serietà! Coloro che sono stati spesso avvicinati sia dalla stampa sia nei tribunali alla cupola della malavita organizzata appare tornata di gran moda. Le liste dei partiti, di destra e di sinistra, sono piene di politici ultraventennali, di impresentabili condannati e indagati, di "paracadutati" in collegi blindati che se ci fossero le preferenze entrerebbero in Parlamento solo come addetti alle pulizie. Questa gente vorrebbe governare ancora le vostre vite, facendo finta di tifare per un'ideologia. Questa politica, se ancora si può definire così, vorrebbe ancora decidere quante tasse pagherete, quali ospedali mantenere e in che condizioni essi cureranno voi e i vostri figli. Persone condannate o indagate per truffe o per corruzione o per rapporti con la Mafia, che continueranno a decidere chi andrà in carcere e chi ne potrà uscire. Decideranno tutto di noi, se glielo consentirete. Voi, invece, potete decidere se dare loro questo potere o no.
Facciamo sapere a tutti chi stanno candidando, mentre al contempo osano parlare di onestà, competenza, serietà in campagna elettorale, offendendo l'intelligenza dei cittadini.

Nel Centrodestra la decisione è stata travagliata; perciò hanno optato per un milanese, Stefano Parisi, per tentare di governare la Regione Lazio, smarcando così “lo scarpone” Pirozzi di Amatrice. Dietro gli Angelucci e Fazzone, (ri)emerge una generazione di politici rimasta nell’ombra dopo i disastri dell’era Polverini in Regione Lazio. Ricorderete sicuramente Renatona nostra, oggi ricandidata come capolista a Viterbo: proprio l’ex governatrice, espulsa lo scorso anno dall’UGL (di cui fu deus ex machina per anni) a causa dell’inchiesta sulle spese folli con la carta di credito del sindacato. Di quella stagione fecero parte anche il ciociaro Mario Abbruzzese, presidente del Consiglio regionale travolto dallo scandalo delle spese pazze e oggi candidato nel collegio uninominale per la Camera, dopo cinque anni passati all’opposizione alla Pisana; e il montefiasconese Francesco Battistoni, “sommerso” per un periodo dallo scandalo delle spese pazze, candidato al Senato nel collegio uninominale che parte dal Collatino passando per la nostra provincia sino ad arrivare a Viterbo, che di “Batman” Fiorito fu grande accusatore, prima che il vaso di Pandora fosse scoperchiato con l’inchiesta denominata Lady Asl.
L’ultima trovata della cosiddetta “quarta gamba” è davvero sintomatica. Sono un’accozzaglia di riciclati che ricorda la colorita ciurma della Nave dei Folli, il dipinto dell’immaginifico pittore fiammingo Hieronymus Bosch. In quella barca c’è posto per tutti: ministri cacciati o dimissionari dello sciagurato governo Renzi, come Lupi e Costa; uomini per tutte le stagioni e coalizioni, come Flavio Tosi; trasformisti e saltimbanchi di ogni genere; fedifraghi recidivi reiterati; opportunisti dell’ultima ora; scaltri negoziatori di principi; cinici portatori di voti; spudorati traditori del Family Day.

Ricordiamo quanto dissero i giudici di legittimità, nella sentenza di Dell’Utri: «i fatti così come ricostruiti dalla Corte d'Appello (secondo una ricostruzione ritenuta logica e in quanto tale non censurabile) dimostrano inequivocabilmente che Cosa nostra - grazie all'intermediazione di Dell'Utri - aveva concluso con Berlusconi un accordo che non era connotato e tantomeno sollecitato da proprie iniziative intimidatorie, ma era piuttosto finalizzato alla realizzazione di evidenti risultati di arricchimento: un patto che, peraltro, risentiva di una certa, espressa [...] propensione dell'imprenditore Berlusconi a 'monetizzare', per quanto possibile, il rischio a cui era esposto e a spostare sul piano della trattativa economica preventiva, l'azione delle fameliche consorterie criminali che invece si proponevano con annunci intimidatori» (
pag. 113).

Nel Lazio il PD blinda due imputati per i rimborsi. Laddove Nicola Zingaretti aveva tagliato, Matteo Renzi e i dirigenti del PD romano hanno provveduto a ripristinare – con buona pace dell’ormai fuori moda concetto di “rottamazione”. Tornano in corsa per il Parlamento, infatti, due ex consiglieri regionali del Lazio, Claudio Mancini e Bruno Astorre, tra i quattordici rinviati a giudizio nell’inchiesta sui rimborsi e le spese di rappresentanza del gruppo alla Pisana fra il 2010 e il 2012 (quella che affondò l’allora Pdl e ha portato, negli anni, alla condanna in appello a Franco “Batman” Fiorito). Astorre, senatore uscente, abbastanza tranquillo come numero 1 al plurinominale Lazio 2 a Palazzo Madama (Collatino - Viterbo - Guidonia). il 28 settembre scorso è stato rinviato a giudizio dal GUP del Tribunale di Roma con l’accusa di abuso d’ufficio.
La vicenda degli ex consiglieri alla sbarra non è l’unico motivo di tensione nel Pd capitolino: in lista, in ottima posizione (plurinominale Camera, terzo posto), c'è anche Micaela Campana, ex moglie di Daniele Ozzimo – l’ex assessore di Ignazio Marino condannato a due anni e due mesi nell’inchiesta sul Mondo di Mezzo – e finita (non indagata) nelle carte di “Mafia capitale” per l’sms a Salvatore Buzzi in cui scriveva: “Bacio grande capo”. E anche per la sua testimonianza in aula arricchita da ben trentanove “non ricordo”, che le sono costati la trasmissione degli atti da parte del giudice alla procura per l’ipotesi di falsa testimonianza. Nessuna (ri)conferma, invece, per il suo capo corrente, Umberto Marroni, penalizzato come tutta la corrente legata a Michele Emiliano.

Il leader politico conosce il territorio ed è capace di distinguere realtà pulite e bacini di voti inquinati. 
In questo senso ne sa anche più del magistrato: conoscenze e informazioni che circolano nella vita interna di partiti e movimenti sono più ampie e pregnanti di quelle a cui può arrivare chi indaga. Rifugiarsi nell’idea che semmai, dopo, ci penseranno i giudici significa tornare indietro di decenni, quando questo ritornello serviva a coprire un rapporto collusivo tra mafia e politica i cui esiti disastrosi sono noti.
Questa mentalità non solo lega tra loro gl'impresentabili, cioè i condannati e gl'indagati, alla cupola della malavita organizzata; ma allontana anche il cittadino dalla vita politica, che ormai dai suoi rappresentanti è nauseato.

Ecco il modo "giusto" che hanno i partiti per legittimarsi: si rendono autonomi dagli esiti giudiziari e tutelano sé stessi e i propri candidati. Costoro non hanno il coraggio né la volontà di rinunciare ai voti inquinati: non per niente, nessuno parla di lotta alla corruzione nel proprio programma, anche la legge sul conflitto d'interessi è misteriosamente scomparsa, perfino nei tanto venerati talk-show. Ecco perché il 4 marzo 2018 dobbiamo rispondere con un sonoro NO!

P.S.: a proposito, una domanda raminga cerca ancora vanamente una risposta: a sinistra esiste solo l'asso piglia tutto, e pace; ma il candidato premier del centrodestra, chi è?

LA ASL E' UN DIRITTO DEI CITTADINI O DEL PARTITO DI ZINGARETTI?


Utilizzare spazi web della pagina della ASL sicuramente di importanza per la salute dei cittadini, per fini personali è degradante moralmente perché come al solito, prassi comune di questa partitocrazia, si mette sempre al primo posto i propri vantaggi e tornaconti e se c'è spazio si pensa ai cittadini ma senza mai riuscire a fare qualcosa di positivo!! Roberta Lombardi, candidata alla presidenza della Regione, attacca: «Qui siamo di fronte a un fatto gravissimo: una Asl, che dovrebbe essere politicamente autonoma e indipendente, si presta a fare campagna elettorale per uno dei candidati, in questo caso Zingaretti. Ripeto: c’è un'indicazione chiara sul voto alle regionali. Mi auguro che la stampa rompa il suo silenzio e ne parli, mi auguro che la direzione della Asl si scusi, mi auguro siano presi dei provvedimenti». L’unico provvedimento adottato è stata la rimozione del post incriminato proprio poche ore dopo l’uscita in edicola della denuncia di sabato scorso: l’Asl Roma 4 (Civitavecchia) ha subito cancellato la locandina della propaganda elettorale di «Zingaretti presidente - Regionali 2018: Ora la sanità del futuro con Nicola Zingaretti». Sono una classe che ha solo mal gestito a discapito della salute dei cittadini non dando nulla al territorio, le condizioni della sanità laziale sono sfortunatamente sotto gli occhi di tutti, tra liste d’attesa interminabili, ospedali e strutture fatiscenti, riteniamo ignobile sfruttare pagine istituzionali per biechi fini elettorali. ed è davvero vergognoso di come sia ridotta come comparto la Sanità sia regionale che statale. Cinque anni senza alcun progresso ne miglioria.

                          





                                 


lunedì 22 gennaio 2018

Vuoi che Bracciano passi con la provincia di Viterbo?

Una domanda a tutti i Cittadini di Bracciano, stiamo depositando di nuovo, una proposta di delibera, per tentare di uscire dalla Città Metropolitana di Roma e andare nella Provincia di Viterbo, per i seguenti motivi:
- la Città Metropolitana, oltre a rendere Bracciano ed il suo comprensorio un territorio di servizio alle esigenze della metropoli capitolina, ne ha piegato la naturale vocazione, impedendole di sviluppare a pieno il proprio potenziale di risorse ambientali, culturali, archeologiche e turistiche;
- che al contempo la distanza geografica dalla capitale ed una densità demografica enormemente inferiore a quella del più piccolo municipio capitolino, mettono Bracciano nelle condizioni di essere l'estrema periferia della Città Metropilitana;
- che la trasformazione da Comune a municipio, ha portato una distribuzione economica inferiore, nei confronti degli Enti locali, rispetto ad una giurisdizione provinciale.
Visto che la Corte Costituzionale nella sentenza 50/2015 ha esplicitato che i Comuni inclusi nelle Città Metropolitane hanno la facoltà di uscirne, sei favorevole all'uscita del Comune di Bracciano dalla Città Metropolitana di Roma?
Come previsto nell'articolo 133 della Costituzione e articolo 23 comma 3 del Testo Unico degli Enti Locali
Volete che il Comune di Bracciano promuova la richiesta di mutamento della circoscrizione provinciale, che verrà approvata a sua volta con legge della Repubblica sentita la Regione Lazio?





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venerdì 12 gennaio 2018

COMUNICAZIONI TRA STATO E MAFIA

GUARDATE CHI VI ACCINGETE A VOTARE: UN CANALE DI COMUNICAZIONE TRA RIINA BERLUSCONI E DELL'UTRI! OVVERO TRA STATO E MAFIA.
BERLUSCONI E I SUOI ALLEATI SALVINI E MELONI, NE SONO AL CORRENTE.
VOTERETE LA MAFIA IL 4 MARZO?

Secondo la procura di Palermo il boss dei boss, morto lo scorso novembre, non era consapevole di essere intercettato. Il magistrato recita alcune delle frasi intercettate: "Ma noi altri abbiamo bisogno di Giovanni Brusca per cercare Dell’Utri? Questo Dell’Utri è una persona seria...". E ancora: "...Berlusconi in qualche modo mi cercava... si era messo a cercarmi... mi ha mandato a questo... Gli abbiamo fatto cadere le antenne"

Uno dei primi passaggi della requisitoria del pm Nino Di Matteo al processo sulla trattativa tra Stato e mafia è stato: “Erano diversi i canali di comunicazione tra Riina-Dell’Utri-Berlusconi. È lo stesso Riina che lo racconta mentre è intercettato in carcere senza sapere di essere ascoltato”.
l magistrato ha anche recitato alcune frasi intercettate in carcere al capomafia, come: “Ma noi altri abbiamo bisogno di Giovanni Brusca per cercare Dell’Utri? Questo Dell’Utri è una persona seria”, diceva Riina al codetenuto Alberto Lorusso. Ed ancora: “Berlusconi in qualche modo mi cercava, si era messo a cercarmi e mi ha mandato a questo. Gli abbiamo fatto cadere le antenne – diceva Riina in un’altra intercettazione del 2013 – e non lo abbiamo fatto più trasmettere”.
Le intercettazioni di Riina sono state lette in Aula dai pm ed il magistrato ha detto che nei dialoghi intercettati in carcere il boss ha più volte parlato dei canali tramite i quali avrebbe potuto contattare Dell’Utri, ex senatore imputato nel processo per minaccia a corpo politico dello Stato e detenuto perché condannato per concorso in associazione mafiosa.
Secondo Di Matteo: “Riina dimostra di essere consapevole dei rapporti che i fratelli Gravianoavevano per i loro canali con l’imprenditore e poi politico Berlusconi. Alterna momenti di sincera confidenza con dei momenti in cui invece assume ufficialmente la parte di chi non sa nulla”.

Proprio in una controversa intercettazione pubblicata in esclusiva, Giuseppe Graviano, parla riguardo alle stragi mafiose di un favore chiesto a Graviano da Berlusconi secondo l’interpretazione delle parole date dai periti di pm e dal giudice.
Riina ha anche sostenuto che lo Stato è andato a cercarlo e non era neanche consapevole di essere intercettato poiché ha parlato davvero molto a fondo dei suoi omicidi e delle sue idee riguardo il nipote ed alcuni magistrati come Borsellino e Falcone. Condividete questa notizia, tutti devono sapere che grazie alle intercettazioni di Riina c’è la certezza che Berlusconi è in mezzo a questa storia! Diffondete!

#BERLUSCONI #MAFIA #ALLEATI #SALVINI #MELONI



venerdì 15 dicembre 2017

#FAKENEWS #CUPINORO

Ora tutti gli attori politici che hanno governato negli ultimi 30 anni nei nostri Comuni, che si sono interscambiati da destra e sinistra, vogliono prendersi la paternità del ritiro dei permessi per la realizzazione di nuovi impianti sul sito di #Cupinoro. Scusatemi del francesismo, ma siete ridicoli e fate soltanto SCHIFO. Sono trentanni che grazie alle vostre mancate volontà politiche i CITTADINI talvolta accorpati anche in comitati, #combattono per la chiusura, #combattono per le malattie prese grazie all'inquinamento che continua a produrre quella montagna di rifiuti, che continuano a spendere soldi in azioni legali collettive e anche per difendersi in sedi legali, davanti le vostre minacce di querelle per diffamazione ( che ho vissuto suula mia pelle)........IL TUTTO PERCHÉ LE VOSTRE VOLONTÀ POLITICHE ERANO BEN ALTRE....... la memoria non dimentica, la vostra carriera politica è ormai vecchia, siete stati in tutti i governi del passato e nuovi.....
L'atto in questione, infatti, è soltanto un provvedimento d'ufficio, l'articolo 25 comma 5 del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 , prevede: Il provvedimento di Valutazione di Impatto Ambientale "una procedura tecnico-amministrativa che ha lo scopo di individuare, descrivere e valutare, in via preventiva alla realizzazione delle opere" è immediatamente pubblicato sul sito web dell’autorità competente e ha l’efficacia temporale, comunque non inferiore a cinque anni. - Infatti questa autorizzazione della #discarica di Cupinoro era ormai scaduta da tempo e Il comma 5 continua dicendo - : Decorsa l’efficacia temporale indicata nel provvedimento di VIA senza che il progetto sia stato realizzato, il procedimento di VIA deve essere reiterato, fatta salva la concessione, su istanza del proponente, di specifica proroga da parte dell’autorità competente. - Proponente -che find'ora non si è trovato, visto che i vari bandi sono andati deserti - .
Ora oltre alle auto-celebrazioni, ai cittadini divulgherò il provvedimento d'ufficio DETERMINAZIONE N. G17323, così almeno potranno sapere la VERITÀ.




p.s. e nulla esclude ad oggi la presentazione di ulteriori oggetti di simile natura e nella stesse zone in futuro

NEL FRATTEMPO GRAZIE CITTADINI









#FAKENEWS #BRACCIANO #CERVETERI #REGIONELAZIO



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