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giovedì 2 gennaio 2014

Gli auguri del Presidente

Napolitano


Carissimo Napolitano,
non ho guardato il Suo discorso per scelta; al di là quello che viene detto da qualche giornaletto nazionale in Sua difesa circa Sue dichiarazioni sulla necessità di riforme e di un cambiamento politico, io scelgo di non ascoltrLa perché non mi piace l'ipocrisia. Come può asserire un discorso come il Suo se tre giorni prima ha firmato due DL che vanno in direzione opposta? Come può non indire l'illegittimità del Governo Letta se la maggioranza degli italiani ha detto che non vuole i presenti nelle sedi governative? Come può e, con quel coscienza, si guarda allo specchio prima e dopo aver recitato l'ennesima particina di uno spettacolo che fa acqua da tutte le parti?
Il sipario sulle ombre della mala gestione non è più calato, ora tutti sappiamo con quale naturalezza dichiarate legale quello che è illegale. Come può rappresentare la legalità se ha permesso una poltrona da Senatore ad un condannato in terzo grado? Credo proprio che stia peccando di arroganza e sia anche un po' saccente se alla sua verena età crede ancora di poter capire le aspettative e i bisogni delle vite degli italiani! Italiani: un popolo formato da persone che, subito dopo la Sua elezione, sono arrivati in massa ma PACIFICAMENTE sotto Montecitorio perché non La volevano più come Presidente, volevano un'altra persona! Come si può non provare un senso di vergogna e di inadeguatezza? Come può non sentirsi fuori posto e inopportuno?
Dire che il nostro Presidente non è il nostro Presidente è vilipendio ma come può considerarsi un reato un'opinione di contrarietà che riguarda la maggior parte degli italiani? Ho votato e mi sono attivata perché Lei e molti altri non rimaniate lì, per fare in modo che non mi rappresentaste più eppure ci siete ancora; non avete ascoltato il volere del popolo! In questo giorno di inizio anno mi interrogo e mi chiedo come si possa avere l'ardire di andare avanti in questa situazione e con questo modus operandi; me lo chiedo e lo chiedo a Lei che rimane ancorato tra le mura di una casa pagata da noi, rinchiuso nei suoi voli di linea pagati da noi, stretto stretto solo tra chi è in grado di darLe una pacca sulle spalle e stringerLe la mano davanti i flash come i migliori giuda della storia. Io sono solo una donna italiana, una mamma che vuole delle risposte pratiche e VOGLIO che si inizia a chiedere anche la mia opinione sull'acqua, sulla gestione dei rifiuti, sull'euro, sulla permanenza in Europa, sui finanziamenti alle scuole pubbliche perché il diritto allo studio non deve o non dovrebbe conoscere possibilità e impossibilità economiche; voglio che si chieda il mio parere sull'acquisto di nuove auto blu, grigie e blu blu: voglio che si chieda il mio consenso sullo stipendio degli "eletti" e la mia opinione sulla loro diminuzione. Come può Lei accettare che ci si arroghi da più parti il diritto di sapere quello che io voglio e quello che io non voglio? Come può Lei permettere a Letta il continuum storico di prese in giro palesi ai cittadini italiani? Non ho ascoltato il Suo discorso e non lo ascolterò, inizierò ad ascoltare Lei quando Lei inizierà ad ascoltare me e molti altri come me!

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