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giovedì 12 giugno 2014

Migliorare gli Strumenti di Democrazia Diretta, presso i Comuni

Per una vera Democrazia Partecipata: Referendum Consultivo, Propositivo e Abrogativo a Quorum ZERO

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Fatti Sentire, come tutte le liste del MoVimento 5 Stelle, è assolutamente a favore dell'applicazione del referendum popolare, soprattutto perché lo reputa una delle massime forme di Democrazia Partecipata. Dai più piccoli referendum locali, fino ai più importanti a livello nazionale (vedi quello sull'uscita o meno dall'euro o i recenti su acqua pubblica, nucleare e legittimo impedimento). La Democrazia Partecipata e la sua attivazione sono uno dei nostri primi obiettivi politici all'interno delle Istituzioni, come si può leggere anche nel nostro programma elettorale. Noi crediamo che la parola vada ridata ai cittadini, che devono tornare (o cominciare..) ad occuparsi della cosa pubblica, a partecipare, a sentirsi coinvolti nelle decisioni che li riguardano. Il tema referendum è tornato alla ribalta sulla stampa, al centro di numerose polemiche. Noi,siamo assolutamente a favore dello svolgimento di un referendum , come su qualsiasi altro argomento.  Da tempo negli Statuti Comunali si parla della possibilità da parte dei cittadini di richiedere un referendum consultivo su una qualsiasi tematica. E si viene poi rimandati ad un apposito regolamento, che in realtà non esiste. La cosa è decisamente grave. Esiste una legge nazionale, la legge 267 del 2000, che stabilisce che il Comune deve dotarsi di regolamenti attuativi degli organismi di partecipazione. Se un Comune oggi, dopo 14 anni da quando esiste questa legge, non ha ancora il regolamento attuativo dei referendum, è inadempiente davanti alla legge e deve attivarsi immediatamente in tal senso. Ogni Comune, come definito sempre dalla legge 267 del 2000, che parla genericamente di "referendum" e non di "referendum consultivi" come la precedente legge 142 del 1990, può scegliere in piena autonomia che tipo di referendum rendere attuabile nel proprio Statuto. Noi, da parte nostra, proporremo quello che qualsiasi Comune DEVE attuare se vuole gettare le basi di una vera ed efficiente DEMOCRAZIA PARTECIPATA: inserire e regolamentare anche il referendum propositivo ed abrogativo sul territorio comunale, ben più importanti e decisivi. Il solo referendum consultivo non fa in modo che siano REALMENTE i cittadini a decidere, infatti serve solo a sollecitare pareri ed orientamenti su iniziative che l'Amministrazione intende intraprendere. Inoltre chiederemo l'abolizione del QUORUM. Il quorum non è previsto dalla legge nazionale, è facoltà degli amministratori inserirlo oppure no. Le ragioni per togliere il quorum sono assolutamente valide, come si può leggere in decine di studi e pubblicazioni al riguardo (vedi lo studio di Paolo Michelotto, uno dei massimi esperti italiani di Democrazia Diretta e Partecipata). Su questi temi è stata anche presentata una proposta di legge di iniziativa popolare Quorum Zero e Più Democrazia. Ci rendiamo conto che le Amministrazioni, che non ha nemmeno ritenuto opportuno regolamentare il già previsto referendum consultivo, difficilmente avrà la volontà politica di approvare un documento del genere, nel qual caso se ne prenderanno la responsabilità di fronte ai cittadini.. Ad ogni modo, se si vuole andare concretamente verso la democrazia partecipata questo, è senz'altro un passaggio indispensabile.


SINTESI QUORUM ZERO E PIU’ DEMOCRAZIA ODT








La società reale è alternativa al partito. I partiti sono delle associazioni che hanno lo scopo di raggiungere il potere e di gestirlo. E non sempre per raggiungere questo risultato rispettano le leggi. I partiti non cambieranno dal loro interno, perchè ovunque al mondo chi ha il potere fa di tutto per tenerlo. I cittadini invece, hanno lo scopo di ottenere una società dove ciascuno di loro viva meglio. La democrazia non richiede necessariamente l'esistenza dei partiti. In Svizzera ad esempio i partiti hanno una forza incomparabilmente minore che in Italia, perchè nelle scelte davvero importanti per il paese, la decisione finale aspetta agli elettori, con i referendum e le iniziative. I partiti si limitano a dare indicazioni, e senza troppo forza, perchè le consultazione popolari sono molto numerose e dare troppo indicazioni che poi vadano in contrasto con i risultati, avrebbe l'effetto di delegittimarli più di quanto già lo siano. Gli strumenti di democrazia diretta non possono essere amati dai partiti, perchè limita il loro potere e rende i cittadini consapevoli dei loro diritti, della loro forza e della grande sopravvalutazione dei partiti.



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