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mercoledì 11 giugno 2014

Risposta al Sindaco Giuliano Sala sul un finanziamento di 10 milioni di euro alla Bracciano Ambiente S.P.A.

Cupinoro
11/06//2014
In merito alle dichiarazione del sindaco di Bracciano Giuliano Sala sul possibile intervento della Regione Lazio circa un finanziamento di 10 milioni di euro alla Bracciano Ambiente S.P.A. per la gestione del post mortem della discarica di Cupinoro e la possibile realizzazione di un impianto industriale per il trattamento dei rifiuti per la biostabilizzazione al fine di tutelare i livelli occupazionali.
Il MoVimento 5 Stelle di Bracciano legge con stupore e sdegno le parole del Sindaco, Giuliano Sala, in merito alla situazione della discarica di Cupinoro e della Bracciano Ambiente. Il Primo Cittadino si dice preoccupato per la situazione occupazionale dei diciassette dipendenti in cassa integrazione, spiega con solerzia la situazione affermando che le attività della Municipalizzata nella discarica non dipendono dal Comune di Bracciano o dalla Società stessa, bensì dal Consiglio dei Ministri che si dovrà esprime circa il rinnovo dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale n 46/2007). Proprio nell'Articolo leggiamo “Il 30 maggio ’14, in Giunta Comunale, è stato approvato il provvedimento con il quale la Regione Lazio ha disposto di concorrere alle spese già sostenute dalla Bracciano Ambiente Spa per il recupero delle aree degradate (cosiddetto postmortem o ecotassa) fino al 30 giugno ’14. Il concorso alle spese dovrebbe essere di oltre dieci milioni di euro, anche se si tratta di un concorso a carattere finanziario e non economico o di cassa”.
Se pensiamo alla storia di Cupinoro dobbiamo sorridere amaramente, basti ricordare il tentativo di sblocco dei vincoli, la conferenza dei servizi incompleta ovvero senza il MIBACT che produce un protocollo dello stesso Ministero presso gli uffici del nostro Comune bloccando, di fatto, qualsiasi attività nella discarica.
Ancora: il piano aziendale della passata amministrazione, che prevedeva un’espansione di quasi cinque milioni di metri cubi e che l’attuale amministrazione non ha fatto niente per modificare; la gestione aziendale fallimentare da parte dell’amministratore unico, dott. Marcello Marchesi, che non è bastata a farlo rimuovere dal suo incarico ma, al contrario, ha visto la sua conferma in sede di Consiglio Comunale nonostante le proteste dei cittadini.
E, per finire, un colpo maestro: la messa a bilancio del fondo postmortem, che ha prodotto un colossale ammanco di bilancio.
La Bracciano Ambienta SpA è una società pubblica, di totale proprietà del Comune di Bracciano. Il primo responsabile della corretta gestione dell'azienda è il Sindaco che, unitamente alla Giunta di maggioranza e ai consiglieri di opposizione, decidono in sede di Consiglio Comunale i nomi dei componenti del Consiglio di Amministrazione della società.
E' fin troppo evidente, quindi, che il Consiglio Comunale, oltre che vigilare sull'operato di un diretto dipendente quale è il dott. Marchesi, dovrebbe innanzi tutto tutelare il diritto di ogni cittadino residente di vedere una società di grande importanza come la BA gestita nel migliore dei modi, anche in virtù di quei posti di lavoro di cui oggi torna a parlare il sindaco Sala.
Vediamo insieme, secondo la legge, quali sono le dirette competenze e responsabilità dell’amministrazione e dei componenti del CdA.
Secondo il DL 36/2003, art 12, il gestore è responsabile della manutenzione post-operativa durante tutto il tempo per il quale la discarica può comportare rischi alla salvaguardia e alla tutela dell’ambiente, della salute umana e di quella animale;  ancora, l’art 14 stabilisce che le somme a garanzia per la gestione operativa e per la gestione post mortem devono restare rispettivamente per due e per trent’anni. Quindi, il problema del percolato sono di diretta competenza e responsabilità della ditta che ha in gestione la discarica, nel nostro caso la Bracciano Ambiente.
La copertura del terreno deve essere realizzata mediante una struttura multistrato costituita da almeno cinque strati. Cominciando dal basso, il primo strato deve avere uno spessore maggiore o uguale a un metro per garantire lo sviluppo delle specie vegetali di copertura ai fini di ripristino ambientale e a garanzia di protezione contro l’erosione; il secondo strato ha un compito drenante, per evitare eventuali intasamenti nella formazione di un battente idraulico; il terzo strato di minerale compattato, serve per la conducibilità idraulica, aiutato da un rivestimento impermeabile superficiale che protegga il terreno dagli impianti di rifiuti pericolosi; il quarto strato deve essere di drenaggio del gas e di rottura capillare; infine, il quinto strato serve a permettere la corretta messa in opera degli strati sottostanti. La copertura finale deve anche tenere conto degli assestamenti previsti e non deve essere collegata al sistema di barriera del confine. Poiché la degradazione dei rifiuti biodegradabili comporta la trasformazione in biogas di circa un terzo della massa dei rifiuti, la valutazione degli assestamenti dovrà tenere conto di tali variazioni, soprattutto in funzione della morfologia della copertura finale.
La discarica è stata inserita nella categoria 2B, quindi deve sottostare all’art 32 della LR 3/2000 che sancisce che il parere del Comune interessato è vincolante per l'impianto di una nuova discarica, dove per nuova si intende anche l’estensione di una discarica già esistente, in cui si attui un ampliamento superiore del 5% della superficie o delle quantità in volume di rifiuti smaltibili in essa (art 32 comma 4).
Inoltre la classificazione 2B consente l’abbancamento di rifiuti speciali; quindi, tornando alle dichiarazioni del Primo Cittadino circa la riapertura per un conferimento esclusivo di soli rifiuti inerti, dobbiamo ancora una volta controbattere, perché il sito sarebbe soggetto al conferimento anche dei suddetti rifiuti speciali.
Poiché la messa in sicurezza della discarica è di stretta competenza dell’Azienda che gestisce il sito, l'intervento della Regione nella gestione post-mortem si avrebbe in forza del D.Lgs. 22/1997, in base a quanto enunciato all’art 17 commi 10 e 11. Secondo le disposizioni di legge si provvederebbe allo stanziamento di fondi al capitolo nel bilancio regionale con la denominazione “Pronto intervento per fenomeni occasionali d’inquinamento e bonifica di siti inquinati o aree industriali dismesse”, fermo restando che ogni iniziativa sia presa e tesa all’individuazione del responsabile del danno ambientale, e al recupero delle spese sostenute secondo le modalità scritte nel D.Lgs. 22/1997 stesso.


Quindi, in sostanza, possono accedere al finanziamento, sulla base di progetti di bonifica approvati, le aziende che provvedono alla bonifica, e le somme stanziate con i finanziamenti regionali saranno poi recuperate dai soggetti o dagli enti responsabili del danno ambientale e versate nel capitolo di nuova istituzione.



“Su fondi postmortem procura da risposte a nostra interrogazione”


09/07/2014
Il 9 luglio abbiamo depositato un’interrogazione con cui chiedevamo a Zingaretti e Civita di conoscere la situazione dei fondi post mortem per la discarica di Cupinoro.
Quanto pubblicato dagli organi d’informazione sul fascicolo aperto in Procura offre il solito quadro di malversazione che caratterizza tutto ciò che ha a che fare con la gestione dei rifiuti del Lazio. Quanto emerge dall’indagine dovrebbe portare l’amministrazione regionale a una seria riflessione, per esempio pochi giorni fa è stato erogato un contributo di 11 milioni di euro per risarcire la Bracciano Ambiente della gestione dei vecchi invasi, visti gli sviluppi forse la Regione dovrebbe costituirsi parte civile e recuperare i soldi.”


Interrogazioni a risposta scritta - Dettaglio


N571
Data09/07/2014
OggettoFONDI DEDICATI AL “POST MORTEM” DELLA DISCARICA DI CUPINORO – BRACCIANO (ROMA)
Interrogante/iPORRELLO
StatoIn corso
Assessorati
AssessoratoData
PRESIDENZA
POLITICHE DEL TERRITORIO, MOBILITÀ E RIFIUTI
Note
AllegatiTesto Interrogazione: Vedi l'allegato

                          


                                                           


«Servono subito chiarimenti»

Anche il sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci si dice preoccupato all’indomani dell’indagine avviata dalla Procura di Civitavecchia. Porrello (M5S): «Sui fondi post mortem abbiamo depositato noi una interrogazione a Zingaretti e Civita»  

DISCARICA DI CUPINORO
CERVETERI - Anche il Comune di Cerveteri chiede chiarimenti sulla vicenda discarica di Cupinoro all’indomani della notizia relativa alle indagini in corso da parte della Procura di Civitavecchia circa la sparizione del fondo post mortem per oltre 12 milioni di euro. «A partire dal 2004 – afferma Andrea Mundula, assessore all’Ambiente del Comune di Cerveteri - abbiamo versato alla Bracciano Ambiente circa 2,7 milioni di euro di accantonamenti destinati al Post Mortem, vale a dire cifre vincolate alla gestione e alla bonifica dell’area della discarica nel periodo successivo all’esaurimento dell’invaso». «Riteniamo estremamente preoccupanti le notizie che ci hanno raggiunto in questi giorni – prosegue l’assessore -  e ci domandiamo che fine abbiano fatto i soldi che il Comune di Cerveteri, così come gli altri Comuni che conferivano a Cupinoro, hanno versato in questi ultimi dieci anni». «Nel corso di questi mesi – spiega l’assessore Mundula – avevamo fatto presente più volte la questione delle risorse destinate al ‘post mortem’, anche in occasione dei colloqui avuti con la Regione Lazio. Quando abbiamo ricevuto i dati dalla società che gestisce Cupinoro avevamo immediatamente notato che i conti non quadravano. Ora ci domandiamo se questi soldi saranno rintracciati e chi e con quali risorse provvederà a mettere in sicurezza il sito. La questione ambientale, ovviamente, è quella più importante. Ma una cosa è certa: non potranno essere i Comuni che hanno già versato quanto dovuto a farsi carico delle cifre mancanti». Sulla questione della discarica prende la parola anche Porrello del Movimento cinque stelle per ricordare che la questione era stata oggetto di una interrogazione. «Il 9 luglio - dice Porrello - abbiamo depositato un’interrogazione con cui chiedevamo a Zingaretti e Civita di conoscere la situazione dei fondi post mortem per la discarica di Cupinoro.  Quanto pubblicato dagli organi d’informazione sul fascicolo aperto in Procura offre il solito quadro di malversazione che caratterizza tutto ciò che ha a che fare con la gestione dei rifiuti del Lazio». «Quanto emerge dall’indagine - prosegue il grillino - dovrebbe portare l’amministrazione regionale ad una seria riflessione, per esempio pochi giorni fa è stato erogato un contributo di 11 milioni di euro per risarcire la Bracciano Ambiente della gestione dei vecchi invasi, visti gli sviluppi forse la Regione dovrebbe costituirsi parte civile e recuperare i soldi». (a.r.)

(18 Lug 2014 - Ore 15:38)

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