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giovedì 3 novembre 2016

Bracciano elezioni, ricorso M5s: tutto da rifare

Necessaria una querela di falso in quanto il ricorso amministrativo non può entrare nel merito di una presunta falsità delle attestazioni e della fede privilegiata di cui gode il verbale pubblico

di Ivan Galea

BRACCIANO (RM) - Il Tar Lazio ha ritenuto inidonei a determinare l'annullamento delle operazioni elettorali, relative l'ultima tornata amministrativa di Bracciano che ha visto proclamare a primo cittadino Armando Tondinelli, i vizi formali nella compilazione dei verbali delle sezioni elettorali e dei relativi allegati, o da questi emergenti, che secondo il tribunale amministrativo di prima istanza "non possono giustificare la declaratoria di annullamento e rinnovazione delle operazioni elettorali, allorché non si deduca anche la irregolarità delle operazioni di voto".

Il Tar ha quindi ribadito che nei giudizi elettorali vale il principio per cui le irregolarità meramente formali non possono dar luogo all'annullamento delle operazioni elettorali. Pertanto la presenza di cancellature e correzioni presenti sui vari verbali, evidenziate nel ricorso del M5s di Bracciano che si era rivolto al Tribunale amministrativo del Lazio per l'annullamento dell'atto di proclamazione del sindaco e dei consiglieri comunali dello scorso 19 giugno 2016 nonché per l’accertamento del diritto del candidato pentastellato Marco Tellaroli a concorrere nel ballottaggio per la carica di sindaco del comune di Bracciano, non è stata presa in considerazione come elemento sufficiente ed univoco per ritenere esistente un rapporto tra esse e l'asserita illegittimità delle operazioni elettorali, laddove le cancellature e le correzioni potrebbero anche trovare spiegazione nella superficialità o nella scarsa dimestichezza dei componenti del seggio con i verbali e con gli atti pubblici.

Dal Giudice amministrativo al Giudice penale In pratica il Tar ha condiviso il consolidato principio per cui nelle controversie elettorali la circostanza che i verbali redatti e sottoscritti dalla commissione elettorale, in quanto atti pubblici, ai sensi dell'art. 2700 c.c., fanno piena prova sino a querela di falso. Quindi, secondo i giudici amministrativi, sarebbe stata necessaria una querela di falso in quanto il ricorso amministrativo non può entrare nel merito di una presunta falsità delle attestazioni e della fede privilegiata di cui gode il verbale pubblico, ma solo accertare la regolarità formale delle annotazioni in esso riportate. "Valuteremo ora con i nostri legali - dice l'ex candidato sindaco e attuale consigliere comunale M5s Marco Tellaroli - la possibilità di presentare formale querela all'Autorità Giudiziaria come sottolineato dal Tar. Il Movimento Cinque Stelle - aggiunge Tellaroli - si farà carico delle spese processuali sostenute dall’amministrazione comunale resistente, liquidate nella somma di euro 2.000,00 (duemila) oltre accessori dovuti per legge. Quindi - conclude Tellaroli - nessun esborso per le tasche dei cittadini".


Che spettacolo di politica!

Carissimi concittadini braccianesi,
da qualche mese a questa parte la politica a Bracciano si sta evolvendo (o involvendo, secondo i gusti e le ideologie personali) in un gigantesco chiacchiericcio, un rinfacciamento generalizzato, un coro di voci privo di coordinazione - e di senso, aggiungeremmo noi.
Proponiamo solo qualche esempio. C'erano una volta la maggioranza, al governo, e la minoranza, all'opposizione. La maggioranza al governo decideva la linea politica, la minoranza all'opposizione si limitava a controllare l'operato della maggioranza, a criticarlo e, laddove essa deliberava secondo un protocollo opposto alla minoranza, quest'ultima si poneva in contrasto. Ebbene, tutto ciò appartiene al passato: oggi le minoranze continuano a contrastare la maggioranza, ma solo durante la campagna elettorale. Quando questa è finita, i membri della minoranza corrono in supporto alla maggioranza, addirittura arrivando a occupare posizioni ufficiali nel governo della cosa pubblica. Poco importa se questo suoni, a noi e a voi, come antidemocratico; poco importa se noi siamo stati (e saremo) esclusi da qualsiasi consultazione in materia: evidentemente siamo tutti all'opposizione, ma qualcuno è più all'opposizione di noi. Ce ne faremo una ragione.
Ancora. Dovrebbe essere noto a tutti che il MoVimento devolve parte degli emolumenti dei proprî portavoce in favore della popolazione, versandoli quando possibile su un conto da cui attingere quale garanzia di finanziamento. Ora, è legittimo che chi faccia parte di altre formazioni politiche decida diversamente, ma che questo possa diventare addirittura motivo di scherno, davvero ci sembra assurdo e ridicolo. D'altra parte non neghiamo che ci farebbe veramente molto piacere che anche gli altri seguissero il nostro esempio, visto che tutti hanno comunque un primo impiego come lavoro.
Sappiamo bene come la politica, a Bracciano come in tutta Italia, sia più ideologica che pratica: ne abbiamo avuta la conferma guardando le interviste agli astanti all'ultima manifestazione del PD a Piazza del Popolo, dove costoro ammettevano candidamente di non aver capito niente della proposta di riforma della Costituzione, ma avrebbero votato ugualmente "SÌ”. La cosa ci fa inorridire, ma la democrazia è anche questo (Marco Pannella disse che «l'elettore è libero, anche di fottersi»). Tuttavia, che una pratica volta a lenire le difficoltà della popolazione possa diventare oggetto di scherno, ci sembra davvero indegno - umanamente, prima che politicamente. C'è da dire che tutto ciò si allinea con l'atteggiamento della maggioranza di governo qui a Bracciano, che prospetta come oro qualunque cosa provenga da essa stessa, e rigetta con sdegno qualunque altra cosa provenga da altri.
Tant'è che, quando abbiamo proposta una mozione che impegnava il Sindaco e la Giunta a intervenire nei confronti di ACEA ATO2 affinché fosse evitato il distacco della fornitura dell'acqua a chi si dimostrasse in difficoltà economica, ci è stata sdegnosamente respinta e derisa, perché ritenuta “demagogica e populista” (che belle parole, utili e versatili, buone per liquidare qualunque proposta).
Quando poi abbiamo sottoposto al voto del Consiglio una mozione, che era addirittura in perfetta armonia con quanto riportato nel programma elettorale dell’attuale amministrazione, che rinnovasse e sancisse definitivamente l’impegno a introdurre il baratto amministrativo nell’ordinamento comunale, abbiamo visto respingere anche questa.
Viva il populismo, ci verrebbe voglia di dire, se questa è la democrazia. La democrazia, ci piace ricordare, dovrebbe vigere anche quando si deve eleggere un Presidente del Consiglio Comunale, cosa che non è avvenuta nel nostro caso. Durante la campagna elettorale, l'attuale Amministrazione si era proposta di distinguersi dalla precedente, e dando l'incarico di Presidente a un membro della minoranza, voleva dimostrare che la differenza esisteva anche nei fatti, e non solo nelle parole.
Tuttavia, la decisione è stata presa  senza parlarne con le altre forze politiche di minoranza divenendo, di fatto, una scelta ben programmata dalla maggioranza, che ha eletto il “presidente dell’opposizione” con i suoi voti, senza aver minimamente chiesto e nemmeno informato le altre forze di minoranza.
Dopo l'ultimo Consiglio Comunale, il 24 ottobre, abbiamo poi avuto modo di notare quanto risentimento è venuto fuori per la mancata assegnazione all'opposizione, “rappresentata” dal signor Presidente del Consiglio Comunale, dei delegati nelle commissioni. Purtroppo non si può avere sempre tutto nella vita: qualora si volesse una cosa in più, bisogna saper prendere una decisione definitiva, altrimenti si rischia di far la fine dell'uccellino ingordo, al quale gli scoppia il gozzo.
Infatti, la cosa secondo noi assurda è: come si può anche solamente pensare di eleggere quali rappresentanti dell'opposizione in una qualsivoglia commissione, persone che hanno fatto i rappresentanti di lista per la maggioranza attualmente al Governo? Ci piacerebbe sapere il criterio di decisione, perché tutto ciò ci fa pensare che le promesse formulate in campagna elettorale, fossero tutta una bugia per accaparrarsi voti: dove sono finite le buone intenzioni, secondo le quali se i candidati in lizza fossero entrati in Consiglio come forze di opposizione, avrebbero vigilato attentamente sull’operato, e non appoggiato la neo amministrazione?
Cari concittadini, siamo dispiaciuti di dover riportare queste notizie; che spaziano dal comico al drammatico, dall'assurdo al folle. Tuttavia, questa è la realtà: vi invitiamo a frequentare con noi il Consiglio Comunale, per rendervi conto di chi dice, chi fa e soprattutto chi disfa. Comprendiamo la questione ideologica, ma vorremmo che questa rimanesse tale, come le opinioni di ogni singolo; e che dinanzi agli uomini che, per l'appunto, sventolano le bandiere prima per poi riporle attentamente dopo, il singolo si disponga a rinnegare loro il voto, per scegliere invece personalità più oneste e indipendenti.
Ci auguriamo che quest'articolo sia d'ausilio per chi ha sinceramente creduto nel voto affinché s'indigni, così come c'indignammo noi all'epoca, e si decida a combattere questi "professionisti della politica" senza perciò rinunciare alle proprie convinzioni.
Noi lo stiamo facendo da tempo.
Cordialmente.

martedì 25 ottobre 2016

Domani 26 ottobre, Ricorso Elettorale Bracciano

Domani 26 ottobre, ore 11:30 circa, il Tribunale Amministrativo del Lazio è chiamato a decidere se annullare e quindi far ripetere le operazioni di scrutinio relative le elezioni amministrative di Bracciano dello scorso 5 giugno 2016. Il Movimento Cinque Stelle di Bracciano ha presentato ricorso al Giudice Amministrativo affinché vengano ricontate 524 schede scrutinate durante il primo turno del 5 giugno 2016 che decretò il ballottaggio tra il candidato Claudio Gentili sostenuto dal Pd e due liste civiche e il candidato Armando Tondinelli sostenuto dalle liste civiche “Patto per Bracciano” e “Noi per Tondinelli”, quest'ultimo poi risultato vincitore del secondo turno ed eletto sindaco di Bracciano. Secondo i pentastellati ci sarebbero quindi 524 schede di "incerta attribuzione" che, qualora correttamente attribuite, avrebbero potuto aprire scenari diversi rispetto quella che poi è stata la sfida tra Gentili e Tondinelli al secondo turno. Marco Tellaroli, candidato sindaco di Bracciano del M5S, si era classificato terzo al primo turno riportando una differenza di 171 voti rispetto il candidato del Partito Democratico, vedendosi quindi precludere la strada del ballottaggio. All’esito dello scrutinio del 5 giugno 2016, dal verbale delle operazioni dell’Ufficio Elettorale Centrale, i candidati sindaco risultavano aver ricevuto i seguenti voti validi: 
1) Armando Tondinelli 2398 
2) Luca Testini 900 
3) Romolo Mangoni 369 
4) Marco Tellaroli 2169 
5) Donato Mauro 1319 
6) Claudio Gentili 2340
Superavano quindi il primo turno e venivano ammessi al ballottaggio per la carica di Sindaco di Bracciano i candidanti n. 1 e n. 6, rispettivamente Armando Tondinelli, con 2398 voti validi e Claudio Gentili, con 2340 voti validi, mentre Marco Tellaroli risultava terzo con 2.169 voti validi.
Correzioni e corretta attribuzione dei voti Secondo Tellaroli ed i legali del Movimento 5 Stelle, gli Avvocati Pier Paolo Polese e Paolo Morricone, si tratta di un risultato errato o comunque viziato, quello del primo turno, nei conteggi dei voti, che risulterebbe agevolmente dai verbali delle singole sezioni e dell’Ufficio centrale. 
Si parla di errori nel conteggio delle schede che hanno comportato l’incertezza nell’attribuzione di voti solo nelle sezioni poste all’attenzione del TAR Lazio e per le quali viene ora chiesto il riconteggio, mentre la differenza di preferenze tra Tellaroli (M5S) ed il secondo candidato promosso al ballottaggio è stata di 171 voti.
La corretta attribuzione dei voti che ad oggi risultano incerti avrebbe quindi potuto consentire al candidato sindaco di Bracciano per il Movimento Cinque Stelle di accedere al secondo turno delle elezioni amministrative, con conseguente chance di essere eletto Sindaco. In buona sostanza viene chiesto al Tribunale Amministrativo del Lazio di dichiarare lo scrutinio del 5 giugno 2016 illegittimo e di annullarlo, quindi di far ripetere le operazioni di scrutinio con ogni conseguenza di Legge anche sulle successive operazioni elettorali.
Cancellature e incongruenze Nel ricorso al Tar si parla di cancellature e incongruenze nei verbali delle operazioni elettorali di alcune sezioni. Viene evidenziato che nella sezione 3, a pag 27 la cifra indicante gli elettori iscritti di genere femminile presenta una cancellatura del numero 203 e una riscrittura del numero 299, così come quella indicante il totale presenta una cancellatura del numero 583 e una riscrittura del numero 579, che non rende possibile determinare con esattezza il numero dei votanti della sezione. Sempre nella sezione 3, a pag. 49 dello stesso verbale il totale dei voti espressi solo in favore del sindaco è pari a 125 mentre la somma dei voti riportati dai singoli candidati è pari a 44 (Armando Tondinelli: 17; Luca Testini: 4; Romolo Mangoni: 1; Marco Tellaroli: 10; Donato Mauro: 5; Claudio Gentili: 7).Nel ricorso vengono poi messe in evidenza situazioni analoghe nelle operazioni di scrutinio - correzioni e incongruenze - anche per altre sezioni.
I dati del Ministero dell'Interno Ma non solo i verbali delle sezioni risulterebbero errati. Dalla documentazione esaminata e dai dati risultanti dal Ministero dell’Interno, secondo il Movimento 5 Stelle, appaiono discrasie insuperabili che non danno certezza neanche sui dati totali dei votanti e delle preferenze espresse, così da rendersi necessaria la ripetizione dell’intero scrutinio. Nel ricorso viene evidenziato che dal verbale delle operazioni dell’Ufficio Centrale la somma dei voti in tutte le sezioni da ogni candidato alla carica di sindaco risulterebbe essere 9495, mentre la somma dei voti espressi (incluse schede bianche pari a 59 e schede nulle pari a 343), dovrebbe essere 9.987. Sul sito del Ministero dell’Interno risulta, invece, che al primo turno vi sarebbero stati 9.913 votanti, ossia 26 in più rispetto a quelli che risultano dai verbali. La somma dei totali delle singole sezioni (ricavata dai verbali, riquadro H) è invece di 10.141. Viene rilevato anche che sempre dal sito del Ministero degli Interni, Tondinelli risulterebbe aver preso 2.409 voti al primo turno, 11 in più di quelli che risultano dai verbali, Gentili, 2340, mentre Tellaroli 2179, ossia 10 in più rispetto a quanto risultante dai verbali, e quindi con uno scarto di 10 voti inferiore rispetto a Gentili, arrivato secondo al primo turno e quindi passato per il ballottaggio.
Illegittimità della nomina della Commissione Elettorale e delle operazioni elettorali. Altro elemento, sicuramente non trascurabile da parte del Giudice Amministrativo e che secondo i legali del Movimento Cinque Stelle atto ad inficiare tutta la procedura di scrutinio, è stata la nomina, quali componenti della Commissione Elettorale di Bracciano, di Massimo Mondini ed Armando Tondinelli, entrambi candidati nella competizione elettorale, per il di più il secondo proprio come Sindaco. "Al di là di qualsiasi altra considerazione, - si legge nel ricorso - infatti, tale nomina appare in insanabile contrasto con i principi di imparzialità ed indipendenza su cui dovrebbe basarsi la composizione e l’operato della Commissione. Tale violazione comporta, da sé, l’illegittimità della procedura, senza che debba essere neanche considerato l’effetto concreto che possa essersi determinato, a mente della nota regola per cui l’illegittima formazione della Commissione determina in ogni caso l’illegittimità della procedura, travolgendone tutti gli atti successivi alla nomina".
Tellaroli: "fare chiarezza" “Il nostro atto non è in alcun modo né un atto di accusa, né una forma di rivalsa a tutti i costi nei confronti di una tornata elettorale, che ci ha comunque premiato come prima forza politica di Bracciano, ma un modo per fare chiarezza su un procedimento che ha alcune ombre. - Ha dichiarato Marco Tellaroli, consigliere comunale a Bracciano del M5S - I nostri legali - prosegue Tellaroli - hanno ravvisato la necessità di procedere con questo ricorso in virtù dei risultati di sei seggi, che appaiono molto confusi nella documentazione prodotta. Non sappiamo se questo riconteggio porterà beneficio alla lista del M5S, assegnando a noi il posto in un eventuale nuovo ballottaggio, ma non è questo ciò che rileva maggiormente. Quello che ci auguriamo - conclude il consigliere M5s - è che il TAR n°8241 del prossimo 26 ottobre (giorno fissato per l’udienza), restituisca certezza alla procedura amministrativa, giungendo ad una conclusione che dissipi tutti i nostri dubbi, per il bene del processo democratico e di quegli oltre 500 cittadini di Bracciano la cui espressione di volontà potrebbe essere stata mal conteggiata.”









mercoledì 12 ottobre 2016

Risposta ai quotidiani locali

Care redazioni, cari lettori dei quotidiani locali,
nella giornata di ieri è comparso sul sito del giornale un articolo senza firma, ricevuto e pubblicato dalle redazioni, che titolava «Il Movimento 5 Stelle di Bracciano si spacca». Poiché l'anonimo autore, ha data una lettura tutta personale degli eventi, ci pregiamo di replicare.
Il Movimento Cinque Stelle è una formazione politica recente, priva cioè di un consolidamento temporale capace di rendere tutti i partecipanti uniti nelle decisioni: è quindi fisiologico e necessario del tempo per rendere il gruppo unito e concorde.
Il MeetUp è alla sua base, formato da liberi cittadini iscritti, è un gruppo aperto, che non pone barriere né all’entrata né all’uscita, che non risponde a logiche di Partito ma solo alle dinamiche tra i membri, è normale sia il confronto che il dissenso, che può con altrettanta normalità portare all’ingresso e all'uscita degli iscritti.
La naturale conseguenza è che nel MeetUp di Bracciano, che conta 140 iscritti, così come accade in quasi tutti i MU sparsi per l’Italia, esiste un nucleo solido e determinato di attivisti che, da anni, si sono dedicati alla partecipazione ed al lavoro del gruppo costantemente nel tempo e persone che hanno scelto di partecipare sporadicamente e solo per essere informate.
Nello specifico “caso” trattato nell’articolo, tutto è cominciato con le elezioni comunali del Giugno 2016.
Come tutti sanno, il Movimento è giunto terzo nella competizione elettorale, venendo escluso per pochi voti dal ballottaggio. Se chiedessimo adesso ai lettori come valutano un simile risultato, sicuramente ognuno esprimerebbe la propria opinione: c'è chi parlerebbe di sconfitta di misura, chi lo riterrebbe un ottimo risultato per una formazione politica presentatasi per la prima volta, chi direbbe che si sarebbe potuto fare di meglio, chi parlerebbe di fallimento… Tutte opinioni che riteniamo peraltro legittime. Nel nostro gruppo, c'è stato anche chi ha giudicato questo risultato una cocente sconfitta. 
Come normalmente si fa in questi casi, abbiamo analizzato il risultato, messo in luce criticità e pregi, valutato cosa si sarebbe potuto fare meglio e cosa è stato fatto bene. Molte obiezioni e critiche sono state sollevate anche dai nostri ormai ex compagni di viaggio, e come tutte sono state discusse, condivise e valutate. Tutte cose utili, che possono aiutare per il futuro, ma che non cambiano il passato, e finiscono per diventare una sorta di “analisi del lunedì” della partita giocata nel fine settimana.
Al di là delle obiezioni e delle critiche, più o meno aspre, ciò che comunque non ci saremmo mai aspettati è stato l'atteggiamento a dir poco negativo, sia nei confronti dei nostri portavoce eletti, Marco Tellaroli e Alessandro Persiano , sia nei confronti di chi all'interno del MeetUp, pensando all’oggi e al futuro, ha deciso di supportarli indipendentemente dal risultato ottenuto nell’ultima tornata elettorale.
Per quanto riguarda chi ha deciso di lasciare il gruppo, avevamo già capito da tempo le loro intenzioni: il rifiuto dei tavoli di lavoro, dove più volte è stato condiviso materiale su cui lavorare e sul quale non è mai stato dato un riscontro, l'avversione nei nostri confronti e addirittura, in alcuni casi, il parteggiamento per la lista elettorale concorrente, ma "vincente".
In pochi mesi, da parte di alcuni, abbiamo visto (e subìto) di tutto: offese e rinnegamenti sui social network, rifiuti e accuse di ogni genere  fino alle dimissioni (questo concedetecelo: liberatorie) di una parte di queste persone. Finora, seguendo la voce della coscienza, quelli che hanno maggiore esperienza delle dinamiche del MeetUp e delle modalità con cui vengono regolati i rapporti al suo interno, hanno cercato di evitare inutili battibecchi, ma ieri siamo stati chiamati in causa pubblicamente e riteniamo doveroso dire anche la nostra.
Poiché non ci appartiene né puntare il dito né mettere in piazza cose e fatti che riteniamo miserevoli e degni del peggior battibecco di strada, con questa nota abbiamo  deciso semplicemente di raccontare gli avvenimenti così come li abbiamo vissuti, ritenendo fosse nostro diritto e dovere darne conoscenza a tutti i nostri sostenitori. Ciascuno potrà poi liberamente farsi un’idea delle ragioni e dei comportamenti del singolo. Forse saremo ingenui, ma pensiamo che la democrazia sia un’alzata di mano che decide su una questione controversa per la quale non c’è accordo. La maggioranza si esprime e si assume la responsabilità della decisione, la minoranza accetta il risultato senza poi cercare di ribaltarlo creando dissidio all’interno del gruppo.
In conclusione, pensando all’oggi e al domani, diciamo che anche se altri potranno liberamente e diversamente decidere, noi continueremo a supportare i nostri portavoce, ad ascoltare ed informare i cittadini, a perseguire gli obiettivi per cui è nato il M5S e ad accogliere con libertà chiunque voglia unirsi a noi e partecipare, nel rispetto reciproco e delle nostre poche e semplici regole.
Diffidate dalle imitazioni.

Meetup Amici del Movimento Cinque Stelle Bracciano


lunedì 10 ottobre 2016

Comunicazione ai cittadini

Il simbolo e il nome del Movimento 5 stelle di Bracciano, può essere utilizzato soltanto dagli eletti: Marco Tellaroli e Alessandro Persiano, così come previsto dal Non Statuto e dal Regolamento.

- La comunicazione del Movimento 5 Stelle è curata dagli staff appositamente creati a supporto del lavoro dei portavoce dentro le istituzioni, o direttamente dai portavoce che non hanno la possibilità di avere uno staff di comunicazione. Qualsiasi dichiarazione agli organi di stampa degli iscritti al meetup viene effettuata esclusivamente a titolo personale o di un gruppo di cittadini impegnato su un tema, senza la spendita del nome di Beppe Grillo o del Movimento 5 Stelle.
- Gli attivisti non possono usare il logo o il nome del Movimento Stelle, neanche modificandolo.



Per quanto riguarda l'uscita di alcuni attivisti, dal meetup storico, accogliamo la loro scelta con rammarico. Come Consiglieri comunali eletti continueremo a rappresentare tutti i cittadini che ci hanno sostenuto, il meetup storico Amici del Movimento 5 stelle di Bracciano fatto da oltre 140 iscritti e da tutti i Cittadini che ci chiederanno supporto.






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